| moderni giochi televisivi non hanno quasi più nulla a che vedere con i loro progenitori e la quota culturaledi intrattenimento si è ormai polverizzata sotto i colpi dello sponsor. Ai concorrenti si fa una rapida intervista, quasi una schedatura poliziesca, e poi giù nel tritacarne, in mezzo agli altri. Chi è in cerca di fama e visibilità (oltre che di premi) può comunque sperare nei primi piani del suo viso corrucciato mentre sceglie, illuminato dall'occhio di bue, la risposta giusta da dare al conduttore di turno. Sia come sia, i giochi "tirano" al punto che è guerra fra i poli televisivi, al punto che i vari format si testano, attraverso puntate pilota, durante il periodo estivo, per scegliere quello destinato all'autunno. E questo non certo per benevolenza nei confronti degli spettatori, ma per totale sudditanza verso gli sponsor, che usano quotidianamente il termometro dell'auditel per allentare o stringere i cordoni della borsa alle trasmissioni televisive. 
| | Mario Riva | Presentatori TV  I ventenni di oggi non possono ricordarlo, perchè Mario Riva, mister "nientepopodimenoche", è morto tanti anni fa, all'apice della carriera, in seguito ad una banale caduta sul palcoscenico del Sistina. Eccellente intrattenitore, Mario Riva faceva spettacolo anche da solo per la sua grande carica di simpatia e di autoironia. Ad avercene, oggi, di presentatori come lui..! Ma forse egli stesso si sarebbe tirato indietro da solo, davanti a questa tv. "Il Musichiere", che si poteva riprodurre in famiglia con due sedie e due campanelli, è stato la prima passerella mediatica della nostra Italia, senza effetti speciali ma con tanto buon gusto. Se i registi e i conduttori di oggi, invece di andare a caccia di format esteri e di veline, si ricordassero ogni tanto di rivisitare con occhio critico le nostre vecchie trasmissioni in bianco e nero, imparerebbero certo qualcosa di importante. | | Mike Buongiorno | | Pippo Baudo | | Corrado Mantoni | | Febo Conti | | Gerry Scotti | | Amadeus | | Carlo Conti | | Marco Predolin | | Claudio Lippi | | Alessandro Greco | | Enrico Papi | | Paolo Bonolis | | Fabrizio Frizzi | | Raffaella Carrà | | Paolo Limiti | | Enzo Tortora | | Iva Zanicchi | | Gigi Sabani | | Marco Columbro | | Alberto Castagna | CORSI & LIBRI | | Un manuale per vincere tutto | | Il quiz del quaz | | Il corso online di comunicazione televisiva della RAI |
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"Duecento al secondo" il primo gioco a premi in tv Certo è difficile da comprendere oggi, indifferenti come siamo al ruvido trattamento spesso riservato a sprovveduti ospiti di talk-show televisivi, ma allora andò proprio così: Duecento al secondo, il primo gioco a premi proposto nel 1955 dalla televisione italiana fu sospeso dopo appena quindici puntate trasmesse il sabato sera in diretta dal Teatro Lirico di Milano, proprio a causa della severe penitenze inflitte ai concorrenti. |
Una pioggia di uova o di cenere o un bagno in una vasca piena d’acqua erano apparse al pubblico prove così penose e irrispettose da spingere la stampa a chiedere e ottenere la cancellazione del programma.Gemello di Dollar a second, in onda negli Stati Uniti dal 1953, il primo quiz della storia della televisione italiana, ideato da Pietro Ganinei e da Giovanni Giovannini, deve il suo nome a un meccanismo che consentiva ai concorrenti di guadagnare duecento lire per ogni secondo scandito da un cronometro, naturalmente a condizione che riuscissero a resistere a una raffica di quesiti e di prove di abilità proposte dal conduttore. Un ruolo questo affidato all’attore comico Mario Riva, per la sua innata simpatia subito gradito al pubblico anche nella nuova veste, dopo il successo ottenuto l’anno precedente nel varietà Un, due, tre, degli stessi Garinei e Giovannini. Le penitenze contestate arrivavano nel caso di risposte o prove errate, ma a far perdere al concorrente l’intera somma accumulata poteva intervenire anche un evento imprevisto affidato a un telecronista esterno. Da sottolineare comunque che nonostante le critiche, per il ritmo, l’immediatezza e l’agonismo quella di Duecento al secondo si era subito rivelata una formula azzeccata e particolarmente adatta alla tecnica televisiva. |
 |  |  | | | MEMORABILIA - Come eravamo  Lacrimuccia ..? No, per carità. Però ricordare fa bene comunque : se il passato è brutto, ci consoliamo al pensiero che non c'è più; se invece è il presente a non piacerci, la marcia a ritroso nel tempo ci offre una efficace parentesi di riflessione. | |
| All'inizio erano mute come pesci nell'acquaio. Carine senza strafare, decorative senza provocare l'attenzione perchè la star era lui e soltanto lui, il presentatore. Da Edy Campagnoli a Miriana Trevisan si sono avvicendate sullo schermo tantissime donne ed è singolare come oggi ci si ricordi sopratutto di alcune delle prime, così poco protagoniste, mentre si ha difficoltà a focalizzare molte delle attuali amazzoni del teleschermo. La risposta più facile è che oggi sono molte di più, un vero esercito, ma c'è anche un'altra ragione : oggi sono difficili da distinguere. Si sono spogliate tutte insieme, si sono gonfiate tutte insieme, hanno sottoscritto collettivamente un contratto di schiavitù assoluta con il teleschermo che le vuole sorridenti, procaci e un po' sciocchine. Tanto poi, per sistemarsi, ci sono schiere di calciatori, motociclisti, imprenditori e produttori pronti ad assecondarle. Qualcuna di loro fa strada fino a diventare conduttrice e showgirl, ma gli esiti delle performances sono, anche in questo caso, deludenti.Viste in tv, le nostre ragazze non hanno quasi più nulla da raccontare di sè stesse, della loro vita e delle loro aspirazioni, perchè la loro giovinezza è stata scippata dalla tv. Molto più sale in zucca dimostrò per esempio di avere Sabina Ciuffini, quando cominciò a ribellarsi all'invadente paternalismo del Mike nazionale che oggi, quanto a "parco" vallette, è relegato all'ultimo posto con una Miriana sempre più telecomandata.
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Edy Campagnoli. L’angelo del telequiz. E’ stata forse la più grande diva della televisione italiana, di quella tv agli esordi di cui Edy Campagnoli fu la prima valletta e dunque la prima star. E pensare che fu un colpo di fortuna a portarla a quel successo inatteso e travolgente.Dopo poche settimane dal debutto di Lascia o Raddoppia? la valletta prescelta, Maria Giovannini, una miss, fu scritturata per un film e lasciò il posto a Edy Campagnoli. La televisione era proprio agli inizi, certo non un trampolino verso il successo. E invece di lì a poco la Giovannini fece il suo film e fu dimenticata ed esplose invece il fenomeno Lascia o raddoppia?. La Campagnoli, dopo una breve esperienza da indossatrice e una fugace apparizione alla Scala di Milano, si ritrovò valletta per antonomasia, divenne popolarissima. Il suo matrimonio, celebrato con lo sfarzo e i contorni da favola delle regine, venne seguito dalla stampa e dall’opinione pubblica con grande attenzione. Un successo vissuto con discrezione e riservatezza, però. Bionda, elegante, misurata, “la valletta muta”, come subito fu soprannominata Edy Campagnoli, accompagnava i concorrenti o porgeva loro le buste proprio senza pronunciare una parola e senza alcun protagonismo. La più amata delle vallette italiane per contratto doveva porgere alle telecamere il suo procace profilo, ma mantenere un ruolo secondario, modesto e dignitoso, perfettamente in linea con lo stereotipo femminile del tempo, subalterno e complementare allo stile chiassoso del conduttore, Mike Buongiorno. Un delicato tocco di eleganza per il primo telequiz che catalizzava milioni di telespettatori. Edy è scomparsa il 6 febbraio del 1995, dopo una lunga malattia, a 60 anni. Ciao Edy
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