Affrontiamo in questa pagina il tema del gioco televisivo perchè riteniamo che fra tutti i generi sia quello che con maggiore puntualità e costanza abbia interpretato i mutamenti del costume, dell'economia, della società italiana nel suo insieme. L'aspettativa del "premio"; l'identificazione dello spettatore con lo stato d'animo dei concorrenti; la visibilità e la fama di questi ultimi - fin dagli anni '60 - antenati di un futuro esercito di "gente comune", di comparse che avrebbe poi, sopratutto con l'avvento della tv commerciale, invaso i palinsesti televisivi grazie al "reality show". E poi ancora la stirpe infinita dei "presentatori", delle loro "vallette", delle giurie e dei notai a garanzia della trasparenza e veridicità dell'operazione pur nel furbesco e falso mondo dell'effimero televisivo. Tutto questo nel corso di ben 50 anni, mezzo secolo di storia davanti e dentro la tv, sognando ad occhi aperti di guadagnare con una semplice risposta fiumi di denaro, viaggi esotici da sogno e quant'altro si può desiderare. E anche se oggi siamo molto più smaliziati di 50 anni fa, anche se sappiamo che in realtà (notizia recentissima) siamo proprio noi stessi a confezionare i premi con le nostre bollette telefoniche surriscaldate dall'ansia di partecipazione al sogno, malgrado tutto questo il quiz televisivo continua a piacere perchè è il tapirulà verso la terra dei sogni, del successo e della fama. Smettendo le vesti di semplice rappresentazione virtuale ( e spesso contraffatta) della realtà, mamma TV è diventata di fatto, per larghissimi strati sociali, una realtà essa stessa, alternativa e migliore di quella quotidiana. E il telequiz  costituisce il magico stargate per entrarvi. Quando la vita è difficile i sogni aumentano ed ancora una volta l'equazione "tensioni sociali = aumento delle lotterie" appare confermata. L'Italiano digerisce poco le tasse, ma è pronto a indebitarsi per il gioco, a cominciare da quello televisivo.

Qui sopra il link (un po' ritoccato, lo ammettiamo..), ma vedrete se sbagliamo,  c'è da scommetterci : alla fine, come al solito, vincerà davvero il più tronfio, il più impunito, il più sguaiato, insomma il più corrispondente al modello di questa tv sempre più deficiente di cultura e sempre più prodiga di sogni da lastminute per ragazzi e ragazze che ancora credono alle favole. E chi va dicendo che la ministro Moratti non ha varato la riforma della scuola farebbe bene a guardare i numeri delle selezioni per questa trasmissione, per la nuova edizione di "Saranno famosi" (che poi è un clone di "Operazione trionfo") e per le prossime veline di Striscia. Se qualcuno ha ribattezzato "Porta a Porta" la "terza camera parlamentare", non ci si stupisce a questo punto che anche la scuola (formato Mediaset) abbia deciso di traslocare in tv.   Ma la Scuola, quella vera, rimane un altra cosa, ricordiamolo a Maria de Filippi 

Qualcuno ha avanzato l'ipotesi che la genesi del quiz televisivo sia una sorta di risarcimento morale dell' intrattenimento commerciale nei confronti della cultura, a seguito del progressivo espandersi del primo ai danni della seconda .La suggestiva ipotesi, dal sapore un po' deamicisiano, ha un suo fondamento logico,  ma le leggi del business, glaciali e ignoranti, con l'andar del tempo hanno imposto le loro regole e nel frattempo, forse, anche la gente è diventata più analfabeta (colpa anche della tv deficiente..?). Così i 

I Giochi a quiz televisivi

Sono tanti, di alcuni - i più vecchi - possiamo darvi solo il titolo, dei più recenti il link del sito web.

 

1955Duecento al secondo
1955Lascia o Raddoppia
1957Telematch
1957Il Musichiere
1958Campanile sera
1962Teletris
1962Caccia al numero
1963La fiera dei sogni
1964Giochi in famiglia
1968Su e giù
1969A che gioco giochiamo
1970Rischiatutto
1971La freccia d’oro
1975Spaccaquindici
1976Scommettiamo che
1977Il borsacchiotto
1980I sogni nel cassetto
1980Flash
1980Il pranzo è servito
1981

Bis

1982Superflash
1987Telemike
1997Sarabanda
1998Passaparola
1998Quizzone
 La ruota della fortuna
1999In bocca al lupo

Telequiz dei giorni nostri

2000Greed
2000Chi vuol essere Miliardario
2000Quiz Show
2002Il Gladiatore
2002Super quiz show
2002Archimede
2002Q.I. quanto siamo  intelligenti
moderni giochi televisivi non hanno quasi più nulla a che vedere con i loro progenitori e la quota culturaledi intrattenimento si è ormai polverizzata sotto i colpi dello sponsor. Ai concorrenti si fa una rapida intervista, quasi una schedatura poliziesca, e poi giù nel tritacarne, in mezzo agli altri. Chi è in cerca di fama e visibilità (oltre che di premi) può comunque sperare nei primi piani del suo viso corrucciato mentre sceglie, illuminato dall'occhio di bue, la risposta giusta da dare al conduttore di turno. Sia come sia, i giochi "tirano" al punto che è guerra fra i poli televisivi, al punto che i vari format si testano, attraverso puntate pilota, durante il periodo estivo, per scegliere quello destinato all'autunno. E questo non certo per benevolenza nei confronti degli spettatori, ma per totale sudditanza verso gli sponsor, che usano quotidianamente il termometro dell'auditel  per allentare o stringere i cordoni della borsa  alle trasmissioni televisive. 

 

Mario Riva

Presentatori TV  

I ventenni di oggi non possono ricordarlo, perchè Mario Riva, mister "nientepopodimenoche", è morto tanti anni fa, all'apice della carriera, in seguito ad una banale caduta sul palcoscenico del Sistina. Eccellente intrattenitore, Mario Riva faceva spettacolo anche da solo per la sua grande carica di simpatia e di autoironia. Ad avercene, oggi, di presentatori come lui..! Ma forse egli stesso si sarebbe tirato indietro da solo, davanti a questa tv. "Il Musichiere", che si poteva riprodurre in famiglia con due sedie e due campanelli, è stato la prima passerella mediatica della nostra Italia, senza effetti speciali ma con tanto buon gusto. Se i registi e i conduttori di oggi, invece di andare a caccia di format esteri e di veline, si ricordassero ogni tanto di rivisitare con occhio critico le nostre vecchie trasmissioni in bianco e nero, imparerebbero certo qualcosa di importante. 

 

Mike Buongiorno
Pippo Baudo
Corrado Mantoni
Febo Conti
Gerry Scotti
Amadeus
Carlo Conti
Marco Predolin
Claudio Lippi
Alessandro Greco
Enrico Papi
Paolo Bonolis
Fabrizio Frizzi
Raffaella Carrà
Paolo Limiti
Enzo Tortora
Iva Zanicchi
Gigi Sabani
Marco Columbro
Alberto Castagna

CORSI & LIBRI

Un manuale per vincere tutto
Il quiz del quaz
Il corso online di comunicazione televisiva della RAI

 "Duecento al secondo" il primo gioco a premi in tv

 Certo è difficile da comprendere oggi, indifferenti come siamo al ruvido trattamento spesso riservato a sprovveduti ospiti di talk-show televisivi, ma allora andò proprio così: Duecento  al secondo,  il primo gioco a premi proposto nel 1955 dalla televisione italiana fu  sospeso dopo appena quindici puntate trasmesse il sabato sera in diretta dal Teatro Lirico di Milano, proprio a causa della severe penitenze inflitte ai concorrenti. 

Una pioggia di uova o di cenere o  un bagno in una vasca piena d’acqua erano apparse al pubblico prove così penose e irrispettose da spingere la stampa a chiedere e ottenere la cancellazione del programma.Gemello di Dollar a second, in onda negli Stati Uniti dal 1953, il primo quiz della storia della televisione italiana, ideato da Pietro Ganinei e  da Giovanni Giovannini, deve il suo nome a un meccanismo che consentiva  ai concorrenti di guadagnare duecento lire per ogni secondo scandito da un cronometro, naturalmente a condizione che riuscissero a resistere a una raffica di quesiti e di prove di abilità proposte dal conduttore. Un ruolo questo affidato all’attore comico Mario Riva, per la sua innata simpatia subito gradito al pubblico anche nella nuova veste, dopo il successo ottenuto  l’anno precedente nel varietà Un, due, tre, degli stessi Garinei e Giovannini. Le penitenze contestate arrivavano nel caso di risposte o prove errate, ma a far perdere al concorrente l’intera somma accumulata poteva intervenire anche un evento imprevisto affidato a un telecronista esterno. Da sottolineare comunque che nonostante le critiche,   per il ritmo, l’immediatezza  e l’agonismo quella di  Duecento al secondo si era subito rivelata una formula azzeccata e  particolarmente adatta alla tecnica televisiva.

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MEMORABILIA - Come eravamo

 

Lacrimuccia ..? No, per carità. Però ricordare fa bene comunque : se il passato è brutto, ci consoliamo al pensiero che non c'è più; se invece è il presente a non piacerci, la marcia a ritroso nel tempo ci offre una efficace parentesi di riflessione. 

 

All'inizio erano mute come pesci nell'acquaio. Carine senza strafare, decorative senza provocare l'attenzione perchè la star era lui e soltanto lui, il presentatore. Da Edy Campagnoli a Miriana Trevisan si sono avvicendate sullo schermo tantissime donne ed è singolare come oggi ci si ricordi sopratutto di alcune delle prime, così poco protagoniste, mentre si ha difficoltà a focalizzare molte delle attuali amazzoni del teleschermo. La risposta più facile è che oggi sono molte di più, un vero esercito, ma c'è anche un'altra ragione : oggi sono difficili da distinguere. Si sono spogliate tutte insieme, si sono gonfiate tutte insieme, hanno sottoscritto collettivamente un contratto di schiavitù assoluta con il teleschermo che le vuole sorridenti, procaci e un po' sciocchine. Tanto poi, per sistemarsi, ci sono schiere di calciatori, motociclisti, imprenditori e produttori pronti ad assecondarle. Qualcuna di loro fa strada fino a diventare conduttrice e showgirl, ma gli esiti delle performances sono, anche in questo caso, deludenti.Viste in tv, le nostre ragazze non hanno quasi più nulla da raccontare di sè stesse, della loro vita e delle loro aspirazioni, perchè la loro giovinezza è stata scippata dalla tv. Molto più sale in zucca dimostrò per esempio di avere Sabina Ciuffini, quando cominciò a ribellarsi all'invadente paternalismo del Mike nazionale che oggi, quanto a "parco" vallette, è relegato all'ultimo posto con una Miriana sempre più telecomandata. 

 

VALLETTE

Edy Campagnoli
Sabina Ciuffini
Paola Barale
Miriana Trevisan
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Edy Campagnoli. L’angelo del telequiz.

[Totò con Mike Bongiorno e Edy Campagnoli]E’ stata forse la più grande diva della televisione italiana, di quella tv agli esordi di cui Edy Campagnoli fu la prima valletta e dunque la prima star. E pensare che fu un colpo di fortuna a portarla a quel successo inatteso e travolgente.Dopo poche settimane dal debutto di Lascia o Raddoppia? la valletta prescelta, Maria Giovannini, una miss, fu scritturata per un film e lasciò il posto a Edy Campagnoli. La televisione era proprio agli inizi, certo non un trampolino verso il successo. E invece di lì a poco la Giovannini fece il suo film e fu dimenticata ed esplose invece il fenomeno Lascia o raddoppia?. La Campagnoli, dopo una breve esperienza da indossatrice e una fugace apparizione alla Scala di Milano, si ritrovò valletta per antonomasia, divenne popolarissima. Il suo matrimonio, celebrato con lo sfarzo e i contorni da favola delle regine, venne seguito dalla stampa e dall’opinione pubblica con grande attenzione. Un successo vissuto con discrezione e riservatezza, però. Bionda, elegante,  misurata, “la valletta muta”, come subito fu soprannominata Edy Campagnoli, accompagnava i concorrenti o porgeva loro le buste proprio senza pronunciare una parola e senza alcun protagonismo. La più amata delle vallette italiane per contratto doveva porgere alle telecamere il suo procace profilo, ma mantenere un ruolo secondario, modesto e dignitoso, perfettamente in linea con lo stereotipo femminile del tempo, subalterno e complementare allo stile chiassoso del conduttore, Mike Buongiorno. Un delicato tocco di eleganza per il primo telequiz che catalizzava milioni di telespettatori. Edy è scomparsa il 6 febbraio del 1995, dopo una lunga malattia, a 60 anni. Ciao Edy