IL MAGO QUANTMOORE

In lui è rappresentata in sintesi tutta  l'austerità cosmica che si dirama negli angoli più oscuri e più remoti dell'intera saga del "Risveglio Dell'Ultima Mente". Quantmoore è quindi un personaggio chiave  e anche se la sua persona non si riferisce direttamente ad uno degli Scott o dei Foster, che sono le due famiglie centrali, il suo contributo alla loro formazione è fondamentale. E' infatti la sua scienza, trasfusa in Randall  e in Angel Wallace, che in qualche modo condizionerà il corso della vita degli Scott, salvando Arthur Scott e l'intera famiglia Harlington da morte sicura per mano di Sarlack.   

 Nato in Inghilterra Quantmoore ha vissuto da orfano,  tutto solo dentro una palude, fino all'età di 20 anni . Nella "valle del Silenzio",  ha imparato a parlare e a cambiare a suo piacimento sia la forma che le leggi dell'intero universo. Poi stanco della sua completa solitudine, si è voluto mostrare al mondo, ma una volta abbandonata la magica palude è invecchiato precocemente, fino a diventare la figura  di un vecchio ed onnipotente simbolo, che guida  attraverso i segni, indistruttibili ed incontrovertibili della più estrema saggezza, la paura.  Quantmoore infatti, malgrado il suo smisurato potere, non dimentica di essere un uomo, che vede nella propria paura e in quella degli altri l'unica arma veramente efficace contro ogni male. 

Lui ripete sempre due frasi a tutti i suoi allievi di guerra. La  prima è questa : "Se non avrete mai paura del demonio o del nemico che sarà di fronte a voi per uccidervi, allora si che dovrete davvero temerlo, poiché sarà già entrato in voi e vi avrà già tramutato in se.  Quindi abbiate paura di lui ed esso non  potrà farvi nulla, perché avrete già la paura sia per rassicurarlo, che per fermarlo". Il suo secondo credo :  "Se mai vedrete durante un importante combattimento una parte nel vostro cielo cambiare improvvisamente colore diventando rosso o nero, non preoccupatevi: il rosso, rappresenta gli umani, mentre il nero, rappresenta i demoni ed in fine potreste vedere, se apprenderete da me, perfino il blu che esprime la  magia".  Un'altra singolare caratteristica di Quantmoore è quella di essere nato  senza un cuore e di assumere energia vitale direttamente dagli ambienti e dai luoghi in cui è nato e vive.  Lui ama infatti ripetere : "Il luogo dal quale si proviene è sempre il primo padre ed il primo simbolo vivente della propria esistenza e di conseguenza anche del proprio sangue." Questo perché in qualsiasi luogo, la natura umana registra e conserva, per una propria identità circostanziale, tutta quella fitta ed anarchica serie di avvenimenti e  circostanze che rendono un luogo qualunque di un uomo, il luogo centrale di un altro.

Ecco,  Quantmoore, è forse proprio questo, lui era ed è il Luogo centrale e mistico della positività emotiva dei simboli nella saga, cosi come Joseph Sarlack lo è per quella negativa. Infine, Angel è l'ultima arma di Quantmoore, perché anche se lei è esteticamente umana, la sua vera identità è di origine divina, dato che nasce  dal potere supremo del mago stesso, che ne è dunque,  in un certo senso,  sia il padre che la madre naturale. Forse Quantmoore rappresenta l'ultimo gradino che l'uomo sale prima della divinità,  l'estrema esasperazione ed espressione della religione, perchè avendo creato lui stesso e avendo poi dato alla sua creatura il nome di Angel, il legame fra il mago e Dio è più che avvertibile. 

Ed Arthur avvertirà l'origine divina di Angel  e ne rimarrà affascinato, sopratutto per il linguaggio che Angel adopera e che lui definirà : "Una strada invisibile e sempre perennemente sospesa fra l'essere ed il finire di essere". Per concludere la presenza del mago Quantmoore instilla in quasi tutti i personaggi della saga il senso di un primo ed infinito viaggio, attraverso le innumerevoli vie del loro simbolismo, fino ad arrivare ad un solo punto. Quella della morte,  dell'estremo cambiamento, della vera e suprema arma e magia, che ci fa umani e divini allo stesso tempo : la paura.