MICHEL DE NOTRE DAME
di Enrica Tedeschi
I miei ringraziamenti più sentiti vanno a Ottavio Cesare Ramotti, che per primo ha avuto l'idea di proporre la figura di Michel de Notre-Dame ad un pubblico contemporaneo; A lui debbo anche la scelta dei nomi di alcuni personaggi e l'idea di situare la vicenda in ambiente accademico.
Sono profondamente debitrice a Marianella Laszlo per l'assistenza affettuosa e il sostegno morale, oltre che tecnico, senza i quali questo lavoro sarebbe stato impossibile.
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Personaggi
Andrea Bentivegna, figliastro del preside Ignazio, è un giovane contorto, introverso, immalínconito dalla recente morte della madre. Nervoso ha una costituzione molto delicata.E' da poco borsista nella facoltà. Ha 25 anni.
Sevrine è giunta nella facoltà insieme a Cesare, come sua assistente, da circa sei mesi. Di lei diffidano un po' tutti, perché è misteriosa. sfuggente. Intelligente, ironica, un grillo parlante. E' di origini francesi e il suo accento è molto evidente. Ha 30 anni.
Eva Angelini è l'amante ufficiale del preside, Ignazío. Ha un fisico e un'anima da Marylin, nascosti e casticati. dai modi e dall'abbigliamento di una donna che aspira ad essere considerata un'intellettuale. Porta gli occhiali, ma qualcosa tradisce la sua natura di Marylin: porta scarpe molto femminili a tacco alto. Ha 25 anni.
Ignazio Corso, il preside è un uomo autoritario ma non autorevole.E' un arido e vuole gestire il potere in qualunque forma. Vestito da manager più che da studioso. Tra i 55 e i 60 anni.
Cesare Rimantì, è il tipico scienziato eccentrico e svaporato. Trasandato nel vestire, scapigliato. I suoi occhi mandano lampi. Ironico e dissacrante. Ha spesso l'accento francese, ma molto meno di Sevrine. Sui 60 anni portati bene.
Il giornalista è un ometto buffo, pelato, rubicondo, basso e grassottello.
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Primo atto
Scena 1
Interno giorno. Presidenza.
La presidenza della facoltà di fisica di una città di provincia dal nome immaginario o quasi (per es. Ascona) è sontuosa. Ricorda l'ufficio di un grande manager o di un uomo politico, piuttosto che quello di uno studioso. Pochi libri. Molti catalogatori. Un personal computer. Scaffali eleganti. Piante. Una poltrona. Un divano a due posti. Una radio.
Nella stanza, Andrea e Sevrine stanno mettendo tutto a soqquadro: aprono cassetti, accendono il computer, frugano nei catalogatori e nelle cartelline cercando evidentemente qualcosa.
SEVRINE
(Concitata, accendendo il computer) Dài presto. Io guardo qui. Tu cerca in quello scaffale.
ANDREA
(Scartabellando e facendo volare fogli per terra) Non è così ingenuo da lasciare informazioni lì (indica il computer)... alla portata di chiunque...
SEVRINE
Intanto guarda... ecco un elenco...
ANDREA
Sentiamo.
SEVRINE
Centrale Nucleare di Ascona. Sezione amministrativa. Forse ci siamo.
ANDREA
Leggi, avanti.
SEVRINE
Piccichè. Primo turno. Sei barattoli di colla, tre di vernice, quindici
metri di filo elettrico... ma che significa?
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ANDREA
Nulla. Lo vedi? Dati insignificanti.
SEVRINE
Senti senti... Figazzi. Secondo turno. Sei metri di corda, dieci di pellicola fotografica e... (fa una faccia meravigliata)
ANDREA
E...?
SEVRINE
(Con un tono interrogativo e pieno di divertito stupore) Venti paia di pinne?
ANDREA
Che t'avevo detto? Giochi senza Frontiere!
SEVRINE
Magari abbiamo scoperto un intrallazzo fra la centrale nucleare, i sottomarini atomici e i servizi deviati! Figazzi e Piccíchè sono agenti segreti.
ANDREA
(Incredulo) Ma dài... Va avanti a leggere.
SEVRINE
A venticinque, zeta settantuno...
ANDREA
Macché agenti segreti. Questa è battaglia navale!
SEVRINE
(Scoraggiata) Peggio. Sono i rimborsi spese del dopolavoro sindacale.
ANDREA
(Smettendo di cercare) Basta. Fermiamoci qui. (Guarda l'orologio preoccupato) Il tempo corre... Se ci scopre il mio patrigno...
SEVRINE
(Ridendo) Il mio patrigno? Dì un po', ma chi ti credi di essere, Biancaneve?
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ANDREA
(Punto sul vivo) Tu giri il mondo, puoi permetterti il lusso di avere un linguaggio moderno. lo ho sempre vissuto qui.
SEVRINE
(Come cogliendo l'occasione di gridargli in faccia quello che pensa di lui da tempo) Ecco, appunto. Cresci. Assumiti le tue responsabilità. Affronta Ignazio da uomo a uomo. E fatti la tua vita lontano da qui. Vattene. Cosa ti trattiene? L'hai seppellita un anno fa, tua madre. Aria!
ANDREA
(Iroso, ma in modo infantile) Ti credi in diritto di dirmi... Che vuoi sapere tu? Che ne sai di me? Venite da un altro pianeta, tu e Cesare... Lui però... lui almeno capisce...
SEVRINE
(Si morde le labbra e si sforza di trovare la corda giusta) Cesare ti ha visto dentro. Ma, credi, anch'io per le stesse ragioni... in un modo diverso... (Gli si avvicina dolente e tenerissima) Scusami se ti ho ferito.
IGNAZIO
(Autoritario, antipatico, con qualcosa di molto ridicolo) Che succede qui? Non ricordo di avervi convocati... (Vede il disordine nella stanza) Cosa sono quelle carte... Andrea! Sai benissimo che ci vuole u n'autorizzazione per consultare il mio archivio!
ANDREA
(Cercando di nascondere il computer acceso con movimenti molto buffi) Chi non lo sa?
IGNAZIO
Appunto. (Si rivolge a Sevrine, mentre Andrea riesce non visto a spegnere il computer. Deve essere una scena divertente). E lei Sevrine? A cosa debbo questa indelicatezza?
SEVRINE
(Che a sua volta nasconde dietro la schiena un voluminoso contenitore di schede e retrocede verso la porta) All'urgenza Preside. Cesare... il professor Rimanti... ci ha chiesto di rintracciare la lista dei tecnici della Centrale... sa, la convenzione con l'università...
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IGNAZIO
Il professore sa benissimo che deve rispettare le procedure. Anche lui. Soprattutto lui che ha fama di grande scienziato. Guai se le procedure non venissero rispettate... da tutti
(Quest'ultima frase, che deve essere un classico del suo repertorio di burocrate, viene ripetuta in coro anche da Sevrine e Andrea che hanno continuato a retrocedere verso la porta e stanno per squagliarsela).
SEVRINE
(Imboccando la porta di spalle) Preside, se lei permette, vado a riferire al professore...
ANDREA
(Tentando di defilarsi subito dopo Sevrine) Riferire è quel che ci vuole...
(Ignazio, invece, lo acchiappa per la collottola come un ragazzino e lo trattiene nella stanza, chiudendo rumorosamente la porta).
IGNAZIO
(A Sevrine che non è più visibile e tenendo per il colletto Andrea) Riferisca e convochi! Convochi il professor Rimantì a rapporto qui da me! (Dopo aver chiuso la porta, lascia andare Andrea che, per il contraccolpo, cade su una poltrona) Ma come? (Fa la mossa di mollargli un ceffone dal quale Andrea si ripara. Ignazio è furioso) Io ti metto alla sua cattedra per controllarlo, per sapere quello che sta architettando e tu vieni qui a spiare me per conto di quel... di quell'astrologo! (Quest'ultíma parola è detta come se fosse una parolaccia). E poi... e poi... non mi stupisco di quella specie di megera che fa la vagabonda con lui per il mondo. Cosa vuoi che capisca delle nostre regole. Ma tu! Tu hai delle responsabilità. La gente parla, critica... Come pensi che venga vista la tua condotta, la tua mancanza di disciplina?
ANDREA
(Alzandosi e mettendosi fuori tiro) Aspetta, fammici pensare. Come la vedrà la gente ?
IGNAZIO
Tu devi ricordare sempre che per tutti sei il figlio del preside!
ANDREA
(Serio) Ah no. Questo mai.
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IGNAZIO
I nostri rapporti privati non c'entrano. Io ti ho dato delle responsabilità di fronte alla gente. Tua madre sarebbe stata felice di saperti ...
ANDREA
Non la nominare mia madre. Non te lo permetto.
IGNAZIO
Ne sarebbe stata felicissima. Io ti ho affiancato a uno scienziato di fama.
ANDREA
Ah l'avresti fatto per mia madre. Non per controllare quello che fa Cesare, vero? Non per rubargli il suo lavoro?
IGNAZIO
Non ti rendi conto di quello che dici.
ANDREA
Tu non ti rendi conto di quello che fai. Chiami qui uno come Cesare Rimantì sperando che faccia chissà quale scoperta scientifica nella tua facoltà - e spendendo tra l'altro cifre folli: quanto ti costa questo scherzetto, paparino? - Poi, mi piazzi alle sue calcagna e mi costringi a spiarlo. Nel frattempo, lo tratti come un mentecatto e gli impedisci perfino di procurarsi le informazioni che gli servono per il suo lavoro.
IGNAZIO
Quello è il mio archivio personale e non posso laciarlo nelle mani di un...
ANDREA
Di un?
IGNAZIO
Come lo chiami uno che passa il suo tempo libero a tradurre le poesie di un ebreo... pervertito... di quattro secoli fa?
SEVRINE
(E' entrata senza che i due se ne accorgessero) Eccentrico. Di chi si parla? Di Michel de Notre Dame?
IGNAZIO
Esatto signorina. (Con falsa umiltà) Noi ignoranti lo chiamiamo Nostradamus. Il profeta non aveva strani gusti sessuali?
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(Sevrine lo guarda interrogativa).
IGNAZIO
(Toccandosi l'orecchio) Non era un po'... ?
(Sevrine guarda Andrea come per una spiegazione, ma ha capito benissimo).
ANDREA
Frocio.
SEVRINE
Veramente, non mi risulta. Adorava le grandi dame della corte di Francia... Come dite voi? (Accentuando la cadenza francese) Una botta una tacca!
IGNAZIO
Lasciamo perdere.... Verrà Rimantì?
SEVRINE
(Col tono dell'ambasciatrice) Il professore è in aula. Sarà libero alla fine della lezione.
IGNAZIO Va bene. (Guarda l'orologio) Anzi, benissimo. Ho il tempo di andare alla stazione. (Ad Andrea) Lo sai che Eva torna dalla Francia?
ANDREA
(Visibilmente turbato) Quando?
IGNAZIO
Non lo sapevi?
ANDREA
(Secco) Non c'era motivo che m'avvertisse.
IGNAZtO
S'intende.
(Ignazio si avvia verso la porta)
ANDREA
Ci lasci qui da soli? Non temi che frughiamo...
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IGNAZIO
Non crederai che lasci informazioni riservate... (Indica prima l'uno poi l'altra) Qui entrano cani e porci.
(Esce)
ANDREA
(Con un gesto di rabbia) Farabutto- Chissà cosa nasconde. Certo tiene le carte a casa. Si potrebbe...
SEVRINE
Lascia perdere. A noi non interessano i suoi giuochi di potere. Lavoriamo per qualcosa di più importante.
ANDREA
Ah già, la scienza.
SEVRINE
(Sta per rispondergli ma si trattiene. Fa una pausa e cambia argomento) Chi è Eva? Perchè ti fa quest'effetto?
ANDREA
(Cupo) E' la sua amante. Ha fatto morire mia madre.
SEVRINE
Tutti dicono che era molto ammalata.
ANDREA
E' morta disperata.
SEVRINE
Chi è che non muore disperato?
ANDREA
Lui l'ha sempre tradita.
SEVRINE
E tu non glielo perdoni. Ma non puoi vivere se resti aggrappato al passato. Devi slegarti. Allontana da te quelle immagini...
ANDREA
Quali immagini... Come sai?
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SEVRINE
(Come se avesse una visione, guardando nel vuoto) Lei che urla nel suo letto di morte... Tu che cerchi disperatamente il dottore... Sei sempre solo al suo capezzale... E poi quel rosso, quel rosso tremendo del sangue... (in un urlo) L'emorragia!
ANDREA
Come fai a sapere...
SEVRINE
(Si riprende) Ogni moribondo è uguale. Allontana da te quelle immagini. Rifiutale.
ANDREA
Come posso, se torna... se torna continuamente...
SEVRINE
Chi torna? Eva? E' lei che non ti lascia andare?
(Entra inaspettata Eva).
EVA
(Gioiosa) Andrea, caro. E' bello rivederti.
ANDREA
(Con slancio, andandole incontro) Eva ... (Poi si riprende, si ferma) Ignazio è venuto ora alla stazione.
EVA
Appena scesa dal treno ho incontrato ... (Si rende conto di non essere stata presentata)... (Ad Andrea) Ma non mi presenti? (A Sevrine) Noi non ci conosciamo.
SEVRINE
(Cortese ma fredda) Sono Sevrine, assistente del professor Cesare Rimantì. Insieme ad Andrea. Molto lieta.
EVA
(Ignorandola e riprendendo il discorso con Andrea)... ho incontrato una vecchia amica che mi ha dato un passaggio fin qui. Non ho neppure guardato se Ignazio fosse al treno ad aspettarmi. E' talmente sbadato... E poi non credevo che fosse libero a quest'ora. (Improvvisamente, rivolta a Sevrine)
Rimantì ... , Ha insegnato in Francia? Ne ho sentito parlare.
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SEVRINE
Ad Aix en Provence, qualche anno fa. Il professore ha insegnato in molte università europee.
EVA
(Con una punta di malizia tutta femminile) E lei lo segue dappertutto?
SEVRINE
Sicuro. Io sono la continuità nei suoi vagabondaggi. Sono la sua memoria. Senza di me si perderebbe in tutte le sue ricerche.
EVA
Eh già, gli scienziati...
SEVRINE
Ora vogliate scusarmi. (Ad Andrea) Gli ricorderò di venire qui in presidenza. Se ne sarà dimenticato di certo.
(Sevrine esce).
EVA
(Allegra e intima) Complimenti. Hai fatto carrriera! ANDREA Ignazio sta solo fingendo di risarcire mia madre agli occhi degli altri. Tu piuttosto hai fatto carriera.
EVA
Ho lavorato sodo... e imparato molto. Sai che non ero più tanto sicura di voler tornare?
ANDREA
Proprio ora che hai via libera?
EVA
Perché via libera?
ANDREA
Dal momento che lui è vedovo...
EVA
Non fingere. Sai quanto me cosa mi lega a lui. La riconoscenza, la devozione forse. Ma non l'amore.
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ANDREA
Che c'entra l'amore? (Pausa) Credevi che con la tua partenza mi sarebbe passata? 0 credevi che sarebbe passata a mia madre? Sappi che non se ne è mai fatta una ragione.
EVA
Che bambino sei... Ma come puoi pensare... Non hai mai voluto capire. Non sono fuggita soltanto da voi...- si, da voi tutti, impietriti nei vostri personaggi... la moglie, il patrigno, il figliastro -_ Sono fuggita da me stessa, da quella ragazza irrigidita nella parte che ognuno di voi mi aveva assegnato. Volevo tornare a vivere, a scoprire chi ero veramente... come una farfalla che non si lascia stropicciare fra le dita.
ANDREA
E sei riuscita a volare? (Fra sé) Sei volata via...
EVA
Ho visto un film diverso
ANDREA
(Improvvisamente aggressivo) Cioè: ti sei portata a letto qualche intellettuale francese.
EVA
Non sei cambiato. Tornare è stato uno sbaglio.
ANDREA
Perché l'hai fatto allora?
EVA
Non avevo più mezzi. Ho dovuto... per forza.
ANDREA 1
Non è stato perchè ora Ignazio può sposarti?
EVA
(Furiosa) E' per questo. E' per questa tua stupida, infantile crudeltà che non sono riuscita ad amarti. C'è stato un momento in cui ... tu lo s ai... avrei voluto, avrei saputo...
ANDREA
(Le si accosta pieno di speranza) Quale momento? Quando è stato?
EVA
Che importa? Ero tua... Ma lo vedi? Nemmeno te ne sei accorto!
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ANDREA
Quando? Non faccio che rivivere ogni giorno, attimo per attimo, tutta la nostra vita di allora... Per capire, per trovare un senso, una possibilità...
EVA
L'hai avuta, tu, una possibilità. Ero tua, t'ho detto, ti volevo.
ANDREA
Cosa ti ha fermato, dimmelo!
EVA
Cosa ha fermato te? Tu non hai capito... Questa prepotenza, questa rabbia... questo odio che ti consuma... Non mi appartengono, capisci? Non spettano a me! Ti ho guardato e ho visto:
in te non c'era amore per me ma solo vendetta contro di loro.
ANDREA
Odio per lui, rabbia per mia madre.
EVA
Vendetta, solo vendetta. Perfino il loro matrimonio volevi farmi pagare! Per me non c'era nulla. Ero solo un fantasma. Non ho avuto scelta...
(Entra Ignazio)
IGNAZIO
Sei già qui! Ci siamo incrociati per via. Non potevo spiegarmi perché non eri alla stazione...
ANDREA
(Secco) Eva ha pensato che tu fossi troppo impegnato per andarla a prendere.
IGNAZIO
(Facendole il baciamano) Io credo invece che abbia voluto mostrarmi come è cambiata... (La guarda con ammirazione) Sei elegante, sembri una donna emancipata...
EVA
Sembro?
ANDREA
Moda parigina.
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EVA
Macché parigina! Sempre chiusa in biblioteca a studiare.
(Bussano alla porta. Si affaccia Cesare Rimantì.
IGNAZIO
Avanti... Entri professore, stiamo festeggiando il ritorno di una cara amica dalla Francia. (Presentandoli) Eva Angelini, Cesare Rimantì.
CESARE
Quali città ha visitato in Francia mademoiselle? (Le prende le mani e accenna un baciamano. Le trattiene. Le guarda).
EVA
(Ritirando subito le mani) Ho studiato all'università di Aix-en-Provence.
CESARE
Il magico sud. (Come ricordando il passato e contemporaneamente guardandola negli occhi; anzi, come vedendo negli occhi di lei il suo proprio passato) A Saintes-Maries-de-la-Mer... profumo d'erbe e sabbia e vento...
IGNAZIO
(Allarmato, cercando di interrompere l'atmosfera che si sta creando) ... dove ha condotto indagini sulla storia religiosa del cinquecento.
CESARE
(Continuando ad ignorarlo e rivolto ad Eva) Come ha preso quella brutta allergia alle mani?
EVA
(Guardandolo dritto negli occhi e continuando a vedere la Carnargue) ... e cavalli dalle lunghe criniere, e zoccoli che risuonano sul terreno ... (Si ferma, guarda le mani screpolate) Sfogliando carte negli archivi. Colpa della polvere.
CESARE
E' un peccato per delle mani così armoniose. Venga nel mio studio, al centro di calcolo. Ho una crema che fa miracoli... (ridacchiando) e che mi è valsa la fama di stregone! Studia gli eretici del cinquecento? Mi venga a trovare: ho un rimedio anche per quello.
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EVA Per gli eretici?
CESARE
Per la sindrome dell'intellettuale. Studiamo i santi del trecento e le anoressiche dei settecento, sperando che squarcino i veli di questo nostro presente cosi oscuro. Andiamo a cercare nel passato le chiavi della nostra arida esistenza attuale. E invece...
EVA
(Interessatissima) E invece dove dovremmo cercare?
CESARE
Non so, forse dentro di noi, forse addirittura nel futuro. E' che il futuro ci opprime, ci toglie il respiro... Annaspiamo nelle nebbie della nostra coscienza e allora cerchiamo refrigerio nel passato. (Rivolto a tutti i presenti) Gli storici, sapete, sono dei vigliacchi: hanno paura di vivere.
EVA
Ah, non io! Non è vero! (Si guardano. C'è un attimo di pausa).
ANDREA
E i fisici?
CESARE
Degli acchiappafarfalle! Non le vedi, nelle nostre stanze, tutte infilzate al muro con degli stecchini, inchiodate... le farfalle dei nostri sogni... i sogni della società del futuro...
IGNAZIO
Ma che farfalle e farfalle! (Bussano di nuovo alla porta) Avanti!
(Entra Sevrine con un giornalista)
SEVRINE
Preside, il caporedattore di "Scienza per te"...
ANDREA
Scienza per chi?
GIORNALISTA
Per te. Per te, uomo del duemila, giovane postmoderno che usi il computer ma non sai come fa a funzionare. Per te, casalinga che mandi le ricette di cucina alle amiche con il fax. Noi, signor preside,
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signori scienziati, perseguiamo un ideale di divulgazione scientifica
CAPILLARE, cioè porta a porta, face to face...
CESARE
Fax to fax...
GIORNALISTA
Prego?
IGNAZIO
Il professor Rimanti scherza sempre...
GIORNALISTA
Rimantì... il celebre scienziato? I nostri lettori sono ansiosi di conoscere i segreti della fissione postmoderna, del nucleare freddo, i segreti dell'atomo autoreferenziale! Ma è vero, professore, che lei sta lavorando ad un nuovo... (guarda un foglio di appunti)... contatore a scintillazione?
IGNAZIO
(Mettendosi fra il giornalista e Cesare) Complimenti, lei è un esperto. Il professore conduce delle importanti ricerche presso la nostra facoltà... Gliene parlerò nell'intervista che avevamo programmato.
GIORNALISTA
(Cercando di rivolgersi a Cesare) Ma il professore, avrà da dirmi... lui, personalmente...
IGNAZIO
Attendevamo la sua visita, caro Pot... Pot...
GIORNALISTA
Pomiccio.
IGNAZIO
Caro Pociccio, noi apprezziamo molto l'opera di divulgazione che la vostra rivista...
ANDREA
(Ironico) Scienza per te.
IGNAZIO
Ah, si, Scienza per te... ehm... (A Sevrine) Se ne faccia lasciare qualche copia... (Al giornalista) Ma vede... Pot... Pot...
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GIORNALISTA
Pomiccio.
IGNAZIO
Pociccio.
GIORNALISTA
Porrimmiccio. MMMMMM...
IGNAZIO
Ecco, si... Lei vorrà visitare la nostra facoltà...
GIORNALISTA
(A Ignazio) Veramente i nostri lettori... e le nostre lettrici soprattutto, vorrebbero ascoltare dalla viva voce dei protagonisti... (Rivolto a Cesare)... cosa si prova quando si lavora ad un contatore a scíntillazione?
CESARE
Una scossa. Una scossa terribile qui (gli dà una botta tra le scapole).
GIORNALISTA
(Scrivendo) Una scossa...
CESARE
E poi una corrente...
GIORNALISTA
Una corrente, come?
CESARE
Come un prurito.
GIORNALISTA
Ah, un prurito?
CESARE
Qui (e gli tocca il fondoschiena) che poi sale, sale, sale...
GIORNALISTA
(Scrivendo) Sale, sale... e dove ... ?
CESARE
Esplode qui (e gli da una botta in testa), così! Di qui esce la scintilla
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GIORNALISTA
Scintilla...
CESARE
e si arrotola...
GIORNALISTA
Si arrr...
CESARE
... attorno alla radice dei nostri pensieri (Gli arrotola la cravatta intorno alla testa e si ferma costringendolo ad una posizione scomodissima). E a questo punto c'è una visione.
GIORNALISTA
(Ormai in ginocchio, paonazzo, ma continuando a scrivere) Una
vissss...
IGNAZIO
(Interviene liberando il giornalista) Le sue lettrici credo vogliano avere un'idea della vita quotidiana dello scienziato...
GIORNALISTA
(Si alza di scatto) Bravo! Ben detto: la vita quotidiana dello scienziato. (Rivolto a Cesare) Cominciamo dalla mattina: quando si alza professore?
IGNAZIO
Ma soprattutto dove! Dove vivono gli scienziati, dove s'incontrano gli studenti? Lei deve visitare i luoghi, caro Pociccio.
GIORNALISTA
Pommmmiccio. I luoghi...
IGNAZIO
Gli spazi in cui si muove la scienza. La famiglia italiana vorrà sapere dove studiano i suoi figli, come sono le aule che li ospitano...
ANDREA
Come si spendono i soldi delle tasse universitarie...
(Ignazio lancia un'occhiataccia ad Andrea)
SEVRINE
Chi decide per cosa si spendono...
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(Altra occhiataccia di Ignazio, stavolta a Sevrine)
IGNAZIO
Cosa fanno gli studenti nel tempo libero. Lo sa che abbiamo una sala giochi modernissima...
ANDREA
Si, col gioco dei birilli!
IGNAZIO
Elettronico, avanzatissimo!
GIORNALISTA
(Scrivendo) Gioco dei birilli... avanzatissimo...
IGNAZIO
Ma questi sono solo dei dettagli, non c'è bisogno di prendere nota.... Lei sarà ora accompagnato a fare una bella visita della facoltà: aula magna, laboratori, computers...
GIORNALISTA
Benissimo. Farò delle riprese, delle interviste...
IGNAZIO
Naturalmente. naturalmente. (Lo mette tra Andrea e Sevrine e li spinge verso la porta) Si affidi a loro. (Rivolto a Eva) Fagli fare un passi e... (una volta usciti i tre, aggiunge) tienili d'occhio, per favore.
(Esce anche Eva).
IGNAZIO
(Sbuffando) Uffff! Finalmente se ne è andato.
CESARE
Tornerà. Sono come i giapponesi.
IGNAZIO Chi?
CESARE
I divulgatori.
(Ignazio lo guarda perplesso).
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CESARE
Coloro che divulgano, (fa il gesto di un contadino che semina) che spargono intorno la scienza. Loro nutrono le nostre anime, ci aggiornano, ci rendono informati. Ci aiutano a non confondere il DNA con un insetticida.
IGNAZIO
Perché un insetticida?
CESARE
DNA: Datelo Negli Angoli!
IGNAZIO
Prima che torni, volevo parlarti.
CESARE
Ah già, mi hai fatto cercare... Sono ansioso di sapere perché. Non certo per presentarmi quell'adorabile fanciulla.
IGNAZIO
E' la mia fidanzata.
CESARE
Complimenti. Una seconda mamma per Andrea?
IGNAZIO
Non essere ridicolo, hanno la stessa età.
CESARE
Se hanno la stessa età, sei tu ridicolo.
IGNAZIO
Ti ho fatto chiamare perché, i tuoi assistenti continuano ad ignorare le regole di questa facoltà. Stamattina non hanno fatto altro che smucinare...
CESARE
Smu... cinare? Scusami, ma a volte ho ancora difficoltà con la lingua.
IGNAZIO
Voce del verbo smucinare. Vuol dire mettere a soqquadro senza autorizzazione le mie carte nel mio studio.
CESARE
E' stato coniato un verbo apposta?
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IGNAZIO
Ti devi mettere in testa che ci sono delle regole qua dentro.
CESARE
Cioè compilare i moduli della tua segretaria, attendere due settimane, avere un colloquio con te sui motivi della consultazione, farti una relazione scritta eccetera eccetera? Non ti sembra appena un po' burocratico?
IGNAZIO
Sono le procedure previste.
CESARE
Be', snelliamole. Chi si oppone?
IGNAZIO
Io. Molti documenti di questo archivio sono segreti. Ci sono informazioni che riguardano la centrale e che non possono circolare. Perché hai bisogno di consultare le mie carte? Io debbo sapere e valutare se è il caso...
CESARE
Traducendo: il tuo archivio sarebbe a mia disposizione se solo io ti mostrassi nei dettagli il piano del mio lavoro?
IGNAZIO
Sicuro. Se sapessi esattamente a cosa servono certe informazioni... se giudicassi che sono utili ...
CESARE
Come già ti ho detto, stiamo procedendo per tentativi. Può anche darsi che non arriviamo a nulla. (Parlando a se stesso più che a Ignazio) Anzi, questo è proprio il mio timore... Ma è sempre cosi. Più mi avvicino alla meta più mi sfugge il senso nascosto. A volte mi sembra di... vedere quello che cerco... E' là di fronte a me, sembra vicino... (Fa il gesto di afferrare con le mani) Ma non si lascia afferrare, è più veloce di me e sguscia via...
IGNAZIO
Ma di che parli?
CESARE
Della verità. Della direzione verso cui ogni cosa si muove. Perché. ogni cosa, ogni persona, ognuno di noi ha una direzione. E' come sulle automobili-scontro, al Luna Park. Ognuna ha una direzione, ma nello stesso tempo sembrano impazzite, sembrano prive di logica.
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Prevedere dove andranno, con chi si scontreranno è quasi impossibile...
IGNAZIO
Va bene. Ma un'idea c'è. Ti rendi conto che perfino quell'imbecille di un giornalista sospetta che tu abbia scoperto chissà che? E poi, scusami, un progetto c'è. Perché i tuoi colleghi non debbono esserne a conoscenza?
CESARE
Forse perché nel nostro campo, quando due automobiline si scontrano, BUM! esplode tutto.
IGNAZIO
Appunto. E' necessaria una responsabilità collettiva, una gestione
allargata.
CESARE
Al contrario! Ci vuole qualcuno che si assuma il rischio. Qualcuno che paghi di persona se sbaglia. Nei nostri esperimenti l'errore fatale. Io non me la sento di dare in pasto a tutti...
IGNAZIO
Non a tutti. Non a tutti. Bisogna selezionare. Puoi negare che procedete lentamente perché, non avete finanziamenti sufficienti?
CESARE
Questo è sicuro.
IGNAZIO
Lo vedi? Ci sono dei referenti qualificati che potrebbero finanziarti.
CESARE
(Ironico) Davvero? E chi per esempio?,
IGNAZIO
Università straniere, società di ricerca, industrie...
CESARE
Belliche?
(Ignazio non nega e resta muto).
CESARE
Allora è un business che hai in mente! A chi ti sei venduto il mio lavoro, agli arabi?
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IGNAZIO
Il nostro lavoro, se permetti. Tu operi in una struttura.
CESARE
E in cambio di cosa te lo sei venduto, di una promozione o di una bella sommetta?
IGNAZIO
Ti ho solo dato un avvertimento...
CESARE
(Lo interrompe) A questo siamo?
IGNAZIO
(Esasperato) ... Ricordati che tu, senza appoggi, non puoi andare lontano. Senza le mie conoscenze, non avrai più il becco d'un quattrino. (Villano) Chi vuoi che prenda sul serio uno che traduce le profezie di uno stregone?
CESARE
Tu, per esempio.
(Ignazio fa un gesto di stizza. Cesare resta silenzioso).
IGNAZIO
Il tuo mandato ufficiale scade fra... (guarda fra le carte sulla scrivania)... otto giorni. Questa facoltà non ha alcun interesse a rinnovartelo se tu non fornisci un contributo concreto, un risultato visibile...
CESARE
Mi stai licenziando?
IGNAZIO
E' previsto dal contratto.
CESARE
Me l'aspettavo. Ma... non cosi presto. (Pausa) Che farai di Andrea?
(Ignazio alza le mani come a dire che ancora non ci ha pensato).
CESARE
Non t'importa niente di quel ragazzo. Lo hai messo alla mia cattedra per controllare me, non credere che non l'abbia capito. Ma io non nascondo nulla e lui è incapace di slealtà. Ha la freschezza e la
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speranza di un giovane albero che cerca di crescere, crescere... verso l'alto... e sfiorare le nuvole con i nuovi germogli... Si è affidato a me. Crede nella forza della scienza. Crede nel sapere degli uomini. Che ne sarà di lui?
IGNAZIO
Non credevo che un semplice borsista fosse così importante per te.
CESARE
Lo è. Forse perché sono finalmente vecchio e mi chiedo chi cercherà il mio volto su vecchie fotografie, chi udrà improvvisamente la mia voce nel frastuono di un'aula affollata e si guarderà intorno cercandomi... quando non ci sarò più Ma a te questo non interessa. (Seccamente) Ti farò le consegne fra otto giorni.
IGNAZIO
Dunque, non cedi di un millimetro.
CESARE
Tutt'altro. Vieni pure nel mio studio Vedrai con i tuoi occhi che non abbiamo segreti. La verità è semplice. (Esce. Poi si riaffaccia). Ricorda il Luna Park! Le automobiline impazzite... BUM!
Scena 2
Interno pomeriggio-sera. Centro di calcolo. Il giorno dopo
E' una vasta sala dove campeggiano visorí, computers e stampanti di tutte le marche e di tutte le dimensioni. Campeggia una grande radio d'epoca. Luce artificiale. Annesso un piccolo locale, che è lo studiolo di Cesare. E' il classico buco dello studioso: polvere, libri, strani oggetti, un astrolabio, oggetti che somigliano agli alambicchi dell'alchimista. Dev'essere lo studio tipico di un'intellettuale, ma qualcosa deve suggerire il gabinetto deí mago. Eva è seduta come aspettando qualcosa o qualcuno. La porta dello studiolo di Cesare sembra chiusa. Si aprirà all'improvviso. Entra Ignazio.
IGNAZIO
Ah, sei qui... a far cosa?
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EVA
(Indicando la porta dello studiolo a Ignazio, che però non capisce che dentro c'è Cesare) Per le mie mani. Mi ha promesso una cura... Credo stia facendo una crema là in quello stanzino.
IGNAZIO
(A voce bassa) Il suo gabinetto segreto. Tutti lo prendono in giro perche si da arie da alchimista. Non crederai mica alle sue stregonerie? Non gli ho impedito di fare quegli intrugli perché non ci guadagna una lira, ma preferirei che tu non...
EVA -
(Cercando di cambiare discorso) Perché lo stai cercando?
IGNAZIO
Quel deficiente di giornalista ha messo a ferro e fuoco tutta la facolta...
(Emerge Cesare dal fondo con una ciotola in mano, rimestandone il contenuto con un cucchiaio).
CESARE
Ha... smucinato anche lui?
IGNAZIO
(Si gira di soprassalto) Ha intervistato perfino i bidelli.
EVA
(Guarda ora l'uno, ora l'altro) E non solo. Tornerà con la cinepresa. Vuole filmare il collettivo degli studenti: il leader gli ha promesso un'intervista. Sono cambiati i tempi da quando' io ero studentessa. Noi contestavamo senza fax. (Fa il gesto di chi fa funzionare un vecchio ciclostile) Solo volantini a mano... CICL IN PROP!
IGNAZIO
Un'intervista ai leader studenteschi? Bisogna evitarla a tutti i costi!
EVA
Storie di vita: il vissuto dello studente e il nucleare.
CESARE
(Spalmando sulle mani di Eva la crema) Non c'era neanche qualcosa sulla qualità della vita?
EVA -
Hanno deciso che è meglio la quantità. La qualità non fa più notizia.
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IGNAZIO
Bisogna fare qualcosa.
EVA
Perché mai?
CESARE
La colpa è mia
IGNAZIO
(Rendendosene conto improvvisamente) Sicuro! Ospitare qui uno come te... eccita l'opinione pubblica, suscita allarmismi...
(Entra Andrea piuttosto esagitato).
ANDREA
Ti ho cercato dappertutto. E' in corso un'assemblea di studenti piuttosto... burrascosa. Sarebbe meglio che ti facessi vedere.
IGNAZIO
Lo sapevo! Basta sfiorare l'argomento "nucleare" per innescare reazioni a catena... che chissà dove porteranno! (Guardando ora Andrea ora Cesare) Andate voi ... .. io devo pensare... Ci vuole una strategia... un modo per... Debbo riflettere.
CESARE
Andrò io. Se la gente ha paura non è a causa del giornalista, ma a causa mia. E' la mia presenza qui che li mette in agitazione, non è vero Ignazio? Perché un famoso fisico nucleare proprio qui, in una piccola università di provincia? Cosa starà mai architettando? Vedi, non te lo chiedi solo tu. Se lo chiedono,pure gli studenti. Mi assumerò le mie responsabilità (esce).
IGNAZIO
Non mi fido di lui. Va anche tu e dì che il preside arriverà.
ANDREA
(Ironico) Bravo, preparati un bel discorsetto, mentre io vado ad affrontare la pantera. Ma non ci fai una bella figura (Esce).
IGNAZIO
(Con un gesto di disprezzo) Ragazzate!
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EVA
Perche lo tratti così? Non l'hai mai voluto accettare.
IGNAZIO
Tu si, invece.
EVA
Non vuoi capire. -
IGNAZIO
Non ne fa una giusta.
EVA
Ha bisogno di una famiglia.
IGNAZIO
E' un po' che ci penso. Ora possiamo dargliela noi, una famiglia.
EVA
Non puoi restituirgli sua madre.
IGNAZIO
Per fortuna. Quella donna era una catena di piombo. Non ti senti più libera, ora ch'è morta?
EVA
(Cupa) No.
IGNAZIO
Anche tu l'hai tradita, forse più di me.
EVA
Lo so. E' per questo che adesso mi fa tanta pena questo ragazzo.
IGNAZIO
Ragione di più per fargli da madre.
EVA
(Dandogli le spalle) Non credo che potrei... Non posso...
IGNAZIO
0 c'è qualche altro motivo che t'impedisce d'immaginarti come sua madre? (Le va vicino, da dietro) Avete quasi la stessa età... Non è che per caso... Ho notato che Andrea ti guarda in un modo strano...
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EVA (Lo allontana da sé) Che vuoi che ne sappia io?
(Entra Cesare).
CESARE
(A Ignazio) Sei ancora qui? Mi spiace, ma la tua presenza è indispensabile di là...
IGNAZIO
Non sei stato capace di domarli?
CESARE
Non mi hanno lasciato parlare. Perché stai prendendo tempo? Vogliono spiegazioni dal preside.
IGNAZIO
Chi vuole "spiegazioni"?
CESARE
Ma gli studenti, per dio! Quel giornalista li ha infiammati: - Se la
stampa si occupa di noi vuol dire che siamo seduti su una
polveriera, stiamo per saltare in aria! - Ci sono studenti anche da
altre facoltà.
IGNAZIO
Non perdiamo la testa. Si calmeranno appena una voce autorevole li farà ragionare...
CESARE
La tua.
IGNAZIO
Pensavo invece... vedi... che tu...
CESARE
Ci ho provato ma vogliono te.
IGNAZIO
Sono certo che in realtà è un tuo discorso che vogliono sentire. Permettimi... le tue competenze... la tua notorietà... Insomma, in questo caso la gerarchia non conta. Ci vuole l'esperto, lo scienziato., Sei tu che devi calmare gli animi, allontanare le fantasie pericolose, le paure...
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(Autoritario) Professore lei ha l'incarico di rappresentare questa presidenza all'assemblea degli studenti. Gli otto giorni non sono ancora passati.
CESARE
Come vuoi. (Fra sé) Una tacca sotto quella del maniaco sessuale.
IGNAZIO
Cosa?
CESARE
Niente, niente. Vado (esce).
(Eva ride).
IGNAZIO
Cos'hai da ridere? Che ha detto?
EVA
E' una battuta di Woody Allen: l'etica del politico è una tacca sotto quella del maniaco sessuale. Ti ha dato del politico (ride).
IGNAZIO
Non lo considero un insulto. Molto bene. Il professore Rimantì. si brucerà con gli studenti.
EVA E
tu credi di poterti tirar fuori così?
IGNAZIO
Con gli studenti no. Ma Rimantì sarà costretto ad abbassare un po' la cresta.
EVA
Tu ancora non mi hai spiegato cosa sta facendo qui di tanto misterioso e perché siete tutti in agitazione per lui. Andrea lo adora, tu non lo puoi vedere, Sevrine gli è devota e forse... Dì un po', è la sua amante?
IGNAZIO
Che vuoi che ne sappia io della sua vita privata? Nessuno ne sa nulla. Non parla e non ha amici. Solo studenti ammaliati che lo seguono come apprendisti stregoni. (Fra se) Di donne non se ne sa nulla... Certo, solo una donna potrebbe... (Ad Eva) Sai che mi hai dato un'idea? Di cosa ti occupavi esattamente in Francia?
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EVA
Eretici medievali, maghi rinascimentali...
IGNAZIO
Profeti, astrologhi?
EVA -
Più o meno.
IGNAZIO
Allora forse ci siamo. Hai un argomento in comune con lui, ma non è il nucleare che lo metterebbe in sospetto. Non capisci nulla di matematica e quindi non si curerà di nascondere. Sei perfetta, perfetta...
EVA
Perfetta per cosa?
IGNAZIO
Per... diciamo... vigilare.
EVA
Vuoi spiarlo? Ma allora ha ragione Andrea!
IGNAZIO
Vuoi capire che Rimantì sta lavorando a qualcosa di grosso? Di grosso... me ne accorgo da tanti indizi... le riunioni con gli studenti, le spese del laboratorio... Eppure nessuno parla, nessuno sa nulla. Sono certo che ha organizzato le cose in modo tale che ognuno conosce solo una piccola parte e nessuno si rende conto del disegno complessivo.
EVA
E allora?
IGNAZIO
Dobbiamo sapere se si tratta di qualcosa di pericoloso... per noi, per la facoltà, per la città...
EVA
Per la città!
IGNAZIO
Stiamo parlando di nucleare. Tu non desterai i suoi sospetti. Ti
lascera avvicinare, entrerà in confidenza con te... Sei donna...
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EVA
Grazie.
IGNAZIO
Voglio dire che una donna non fa paura a uno scienziato. E per di più tu hai la chiave che apre la sua porta. Fra tutti noi, sei l'unica che può parlare con lui di cose che lo interessano moltissimo e che non sono la fisica...
EVA
E sarebbe? - -
IGNAZIO
Ancora non l'hai capito? Stregoni, fattucchiere... Lui sta ore ed ore a decifrare le profezie di Nostradamus, come se fosse la Settimana Enigmistica... E' lui che ti ha lanciato un amo, ricordi? Fa vedere le tue mani... (Gliele guarda) Ti ha messo la crema poco fa e, guarda come sono migliorate! Ci avrei giurato.
EVA
Cosa c'entrano le mie mani...
IGNAZIO
C'entrano, c'entrano. Basta poco per aprire uno spiraglio... Al resto penso io.
EVA
L'hai detto tu che non capisco niente di fisica. Come posso rendermi conto... se mi trovo davanti a qualcosa di Pericoloso oppure no?
IGNAZIO
Di questo non preoccuparti. Basterà che tu mi racconti tutto quello che vedi e che senti.... Sarò io a capire,quello che c'è da capire.
(Entra Sevrine). 1
SEVRINE
Cesare ha bisogno della sua agenda per fare un programma con gli studenti...
IGNAZIO
Un programma? Ma... come sta andando l'assemblea?
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SEVRINE
Il professore ha molto carisma. Ora tacciono tutti e ascoltano a bocca aperta le sue spiegazioni... sulla fusione fredda, sulla temperatura del nocciolo... (A Eva) E' la poesia delle particelle, il ritmo della loro danza nell'etere... ( A Ignazio) Non gli staccano un momento gli occhi di dosso.
EVA
Dev'essere affascinante.
IGNAZIO
Così la rivolta è sedata.
SEVRINE
Così sembra. Debbo andare, mi aspetta. (esce).
IGNAZIO
Hai visto? E' un incantatore di serpenti. Andiamo a vedere come li ipnotizza. (Incamminandosi verso l'uscita) Allora, hai capito quello che devi fare? Ti dò otto giorni di tempo.
EVA
Non lo so... non mi piace. Perché otto giorni? Che significa?
IGNAZIO
Non fare domande e promettimi che tenterai. E' un uomo pericoloso,
credimi (Escono).
(Si spengono le luci).
Scena 3
Le luci si riaccendono sulla stessa scena,, due giorni dopo. Eva gironzola per il centro di calcolo con un quaderno in mano. Accende la radio. Un violino yiddish diffonde le sue note inquietanti.
32b
Appare un'ombra illuminata da sprazzi di luce. Dalla radio esce una voce:
MICHEL
Posso non sbagliare, ma anche ingannarmi, essere ingannato: sono un peccatore più grande di nessun altro in questo mondo, soggetto a tutte le umane afflizioni.
Ma il presagio che si ottiene dalla luce esteriore arriva infallibilmente a prevedere in parte con la luce esteriore, in quanto veramente la parte che sembra avere con l'occhio dell'intelletto non è a danno del senso immaginativo: la ragione è fin troppo evidente, il tutto essendo predetto per ispirazione della divinità.
Perciò ti supplico affinché tu non voglia impiegare il tuo intelletto in quelle chimere e vanità che inaridiscono il corpo e portano alla perdizione l'anima, arrecando turbamento ai fragili sensi.
Entra Sevrine e, con riprovazione, spegne la radio.
SEVRINE
(Scortese) Oh, lei è di nuovo qui?
EVA
Aspetto il professore.
33
SEVRINE
Le ha dato appuntamento?
EVA
Si... cioè no... Mi ha chiesto di tornare nel suo studio, ma non mi ha dato un appuntamento preciso...
SEVRINE
Allora, credo che oggi non sia la giornata giusta. Dal giorno dell'assemblea non ha avuto un attimo di riposo. Si è accollato molti impegni con gli studenti... un ruolo difficile per lui... Toccava al preside.
EVA
Si, lo credo anch'io.
SEVRINE
Se lo crede anche lei, perché non l'ha detto?
EVA
Sarebbe stato inutile. Non ho il potere di far cambiare idea al preside.
SEVRINE (Insinuante)
Ah ... no?
EVA
Cosa vuol dire "ah ... no"?
SEVRINE
Vuol dire: "Ah ... no?".
(Entra Cesare, molto affaticato).
CESARE
Strana la gente. Per avere la libertà ti assaltano la Bastiglia, e poi la usano solo per cambiare canale! C'è qualcuno, fra gli studenti, che ha gli occhi brillanti e una voce che viene da dentro. Ma la maggior parte ha lo sguardo opaco e una voce di testa che non promettono niente di buono.
SEVRINE
Tu dalle persone ti aspetti sempre più di quello che possono dare. I giovani poi non sanno mai quello che vogliono.
34
CESARE
Può darsi. Ma per sedare la rivolta è bastato organizzare un seminario sui rapporti fra il buddhismo e le radiazioni elettromagnetiche!
EVA
(Si fa avanti, da una posizione in cui non era visibile) E' per questo che hanno occupato la facoltà e chiamato il TG?
CESARE
(Si accorge di lei) Finalmente si è decisa a tornare nel mio studio.
(Eva lancia un'occhiata di sfida a Sevrine).
EVA
Vedo però che è stanco, professore. Forse è meglio che torni in un altro momento.
SEVRINE
Sono d'accordo. (A lui) Ora io e te abbiamo da fare.
CESARE
Tu hai da fare. Nella mia aula c'è un gruppo di studenti ai quali ho promesso un'esercitazione.
EVA
Dal titolo "buddhismo ed energia nucleare"?
CESARE
No. "Particelle elementari e karma". Il tuo cavallo di battaglia, Sevrine.
SEVRINE
(Leggendo da un foglio di carta che tiene in mano) E i microfilm degli ultimi esperimenti da spedire a Ginevra? Quando deciderai i turni di presenza agli esami? Chi dobbiamo invitare al convegno sulle fonti alternative?
CESARE
Hai deciso di farmi impazzire? Sono troppo stanco per occuparmi di queste cose. Non potremo discuterne dopo?
SEVRINE
Io sono stanca quanto te. Dopo cosa?
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CESARE
(Si accomoda sulla sua poltrona) Dopo... che avrò letto la posta.
Dopo...
SEVRINE
(Guarda prima l'uno poi l'altra) Ho capito. Non è il momento. (Esce).
(Eva fa la mossa di andarsene).
CESARE
Dove vai? Resta. Dò sempre del tu alle mie pazienti. Allora... fa vedere queste mani...
(Lei gli si avvicina e gliele mostra).
CESARE
Bene bene bene bene... (La guarda negli occhi e non le lascia).
EVA
(Ritraendole impacciata) Sono venuta qui per ringraziarla.
CESARE
Di avere sconfitto la polvere delle biblioteche francesi. Ora però devi dirmi cosa cercavi in quei libri.
EVA
Cosa cercavo... (Pausa) La storia! Volevo penetrare i segreti degli
uomini. La notte, dopo aver passato una giornata negli archivi - in
mezzo alla polvere... alle carte ingiallite... che parlavano di storie
passate, di passioni che non ci sono più, di glorie che si sono
sbriciolate nel tempo - la notte mi comparivano innanzi tutti quei
morti... vivi!... Vivi, capisce? E portavano ancora vive e piene di
forza quelle loro passioni, quelle ambizioni... come se fossero nutrite
da sangue... vivo.
Ero io a nutrirli, a farli resuscitare da quelle loro tombe dimenticate.
Stavano aggrappati, i morti, come brandelli alle tracce che
lasciarono sulla terra. Ed io li risvegliavo. A loro, imputriditi, ridavo il tormento dei desideri. Così tornavano da me, di notte, come. demoni e rendevano i miei sonni pieni di quei tormenti, di quella vita Perduta.
CESARE
E così i demoni ti hanno punita nelle mani!
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