MICHEL DE NOTRE DAME
di Enrica Tedeschi
I miei ringraziamenti più sentiti vanno a Ottavio Cesare Ramotti, che per primo ha avuto l'idea di proporre la figura di Michel de Notre-Dame ad un pubblico contemporaneo; A lui debbo anche la scelta dei nomi di alcuni personaggi e l'idea di situare la vicenda in ambiente accademico.
Sono profondamente debitrice a Marianella Laszlo per l'assistenza affettuosa e il sostegno morale, oltre che tecnico, senza i quali questo lavoro sarebbe stato impossibile.
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Personaggi
Andrea Bentivegna, figliastro del preside Ignazio, è un giovane contorto, introverso, immalínconito dalla recente morte della madre. Nervoso ha una costituzione molto delicata.E' da poco borsista nella facoltà. Ha 25 anni.
Sevrine è giunta nella facoltà insieme a Cesare, come sua assistente, da circa sei mesi. Di lei diffidano un po' tutti, perché è misteriosa. sfuggente. Intelligente, ironica, un grillo parlante. E' di origini francesi e il suo accento è molto evidente. Ha 30 anni.
Eva Angelini è l'amante ufficiale del preside, Ignazío. Ha un fisico e un'anima da Marylin, nascosti e casticati. dai modi e dall'abbigliamento di una donna che aspira ad essere considerata un'intellettuale. Porta gli occhiali, ma qualcosa tradisce la sua natura di Marylin: porta scarpe molto femminili a tacco alto. Ha 25 anni.
Ignazio Corso, il preside è un uomo autoritario ma non autorevole.E' un arido e vuole gestire il potere in qualunque forma. Vestito da manager più che da studioso. Tra i 55 e i 60 anni.
Cesare Rimantì, è il tipico scienziato eccentrico e svaporato. Trasandato nel vestire, scapigliato. I suoi occhi mandano lampi. Ironico e dissacrante. Ha spesso l'accento francese, ma molto meno di Sevrine. Sui 60 anni portati bene.
Il giornalista è un ometto buffo, pelato, rubicondo, basso e grassottello.
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Primo atto
Scena 1
Interno giorno. Presidenza.
La presidenza della facoltà di fisica di una città di provincia dal nome immaginario o quasi (per es. Ascona) è sontuosa. Ricorda l'ufficio di un grande manager o di un uomo politico, piuttosto che quello di uno studioso. Pochi libri. Molti catalogatori. Un personal computer. Scaffali eleganti. Piante. Una poltrona. Un divano a due posti. Una radio.
Nella stanza, Andrea e Sevrine stanno mettendo tutto a soqquadro: aprono cassetti, accendono il computer, frugano nei catalogatori e nelle cartelline cercando evidentemente qualcosa.
SEVRINE
(Concitata, accendendo il computer) Dài presto. Io guardo qui. Tu cerca in quello scaffale.
ANDREA
(Scartabellando e facendo volare fogli per terra) Non è così ingenuo da lasciare informazioni lì (indica il computer)... alla portata di chiunque...
SEVRINE
Intanto guarda... ecco un elenco...
ANDREA
Sentiamo.
SEVRINE
Centrale Nucleare di Ascona. Sezione amministrativa. Forse ci siamo.
ANDREA
Leggi, avanti.
SEVRINE
Piccichè. Primo turno. Sei barattoli di colla, tre di vernice, quindici
metri di filo elettrico... ma che significa?
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ANDREA
Nulla. Lo vedi? Dati insignificanti.
SEVRINE
Senti senti... Figazzi. Secondo turno. Sei metri di corda, dieci di pellicola fotografica e... (fa una faccia meravigliata)
ANDREA
E...?
SEVRINE
(Con un tono interrogativo e pieno di divertito stupore) Venti paia di pinne?
ANDREA
Che t'avevo detto? Giochi senza Frontiere!
SEVRINE
Magari abbiamo scoperto un intrallazzo fra la centrale nucleare, i sottomarini atomici e i servizi deviati! Figazzi e Piccíchè sono agenti segreti.
ANDREA
(Incredulo) Ma dài... Va avanti a leggere.
SEVRINE
A venticinque, zeta settantuno...
ANDREA
Macché agenti segreti. Questa è battaglia navale!
SEVRINE
(Scoraggiata) Peggio. Sono i rimborsi spese del dopolavoro sindacale.
ANDREA
(Smettendo di cercare) Basta. Fermiamoci qui. (Guarda l'orologio preoccupato) Il tempo corre... Se ci scopre il mio patrigno...
SEVRINE
(Ridendo) Il mio patrigno? Dì un po', ma chi ti credi di essere, Biancaneve?
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ANDREA
(Punto sul vivo) Tu giri il mondo, puoi permetterti il lusso di avere un linguaggio moderno. lo ho sempre vissuto qui.
SEVRINE
(Come cogliendo l'occasione di gridargli in faccia quello che pensa di lui da tempo) Ecco, appunto. Cresci. Assumiti le tue responsabilità. Affronta Ignazio da uomo a uomo. E fatti la tua vita lontano da qui. Vattene. Cosa ti trattiene? L'hai seppellita un anno fa, tua madre. Aria!
ANDREA
(Iroso, ma in modo infantile) Ti credi in diritto di dirmi... Che vuoi sapere tu? Che ne sai di me? Venite da un altro pianeta, tu e Cesare... Lui però... lui almeno capisce...
SEVRINE
(Si morde le labbra e si sforza di trovare la corda giusta) Cesare ti ha visto dentro. Ma, credi, anch'io per le stesse ragioni... in un modo diverso... (Gli si avvicina dolente e tenerissima) Scusami se ti ho ferito.
IGNAZIO
(Autoritario, antipatico, con qualcosa di molto ridicolo) Che succede qui? Non ricordo di avervi convocati... (Vede il disordine nella stanza) Cosa sono quelle carte... Andrea! Sai benissimo che ci vuole u n'autorizzazione per consultare il mio archivio!
ANDREA
(Cercando di nascondere il computer acceso con movimenti molto buffi) Chi non lo sa?
IGNAZIO
Appunto. (Si rivolge a Sevrine, mentre Andrea riesce non visto a spegnere il computer. Deve essere una scena divertente). E lei Sevrine? A cosa debbo questa indelicatezza?
SEVRINE
(Che a sua volta nasconde dietro la schiena un voluminoso contenitore di schede e retrocede verso la porta) All'urgenza Preside. Cesare... il professor Rimanti... ci ha chiesto di rintracciare la lista dei tecnici della Centrale... sa, la convenzione con l'università...
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IGNAZIO
Il professore sa benissimo che deve rispettare le procedure. Anche lui. Soprattutto lui che ha fama di grande scienziato. Guai se le procedure non venissero rispettate... da tutti
(Quest'ultima frase, che deve essere un classico del suo repertorio di burocrate, viene ripetuta in coro anche da Sevrine e Andrea che hanno continuato a retrocedere verso la porta e stanno per squagliarsela).
SEVRINE
(Imboccando la porta di spalle) Preside, se lei permette, vado a riferire al professore...
ANDREA
(Tentando di defilarsi subito dopo Sevrine) Riferire è quel che ci vuole...
(Ignazio, invece, lo acchiappa per la collottola come un ragazzino e lo trattiene nella stanza, chiudendo rumorosamente la porta).
IGNAZIO
(A Sevrine che non è più visibile e tenendo per il colletto Andrea) Riferisca e convochi! Convochi il professor Rimantì a rapporto qui da me! (Dopo aver chiuso la porta, lascia andare Andrea che, per il contraccolpo, cade su una poltrona) Ma come? (Fa la mossa di mollargli un ceffone dal quale Andrea si ripara. Ignazio è furioso) Io ti metto alla sua cattedra per controllarlo, per sapere quello che sta architettando e tu vieni qui a spiare me per conto di quel... di quell'astrologo! (Quest'ultíma parola è detta come se fosse una parolaccia). E poi... e poi... non mi stupisco di quella specie di megera che fa la vagabonda con lui per il mondo. Cosa vuoi che capisca delle nostre regole. Ma tu! Tu hai delle responsabilità. La gente parla, critica... Come pensi che venga vista la tua condotta, la tua mancanza di disciplina?
ANDREA
(Alzandosi e mettendosi fuori tiro) Aspetta, fammici pensare. Come la vedrà la gente ?
IGNAZIO
Tu devi ricordare sempre che per tutti sei il figlio del preside!
ANDREA
(Serio) Ah no. Questo mai.
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IGNAZIO
I nostri rapporti privati non c'entrano. Io ti ho dato delle responsabilità di fronte alla gente. Tua madre sarebbe stata felice di saperti ...
ANDREA
Non la nominare mia madre. Non te lo permetto.
IGNAZIO
Ne sarebbe stata felicissima. Io ti ho affiancato a uno scienziato di fama.
ANDREA
Ah l'avresti fatto per mia madre. Non per controllare quello che fa Cesare, vero? Non per rubargli il suo lavoro?
IGNAZIO
Non ti rendi conto di quello che dici.
ANDREA
Tu non ti rendi conto di quello che fai. Chiami qui uno come Cesare Rimantì sperando che faccia chissà quale scoperta scientifica nella tua facoltà - e spendendo tra l'altro cifre folli: quanto ti costa questo scherzetto, paparino? - Poi, mi piazzi alle sue calcagna e mi costringi a spiarlo. Nel frattempo, lo tratti come un mentecatto e gli impedisci perfino di procurarsi le informazioni che gli servono per il suo lavoro.
IGNAZIO
Quello è il mio archivio personale e non posso laciarlo nelle mani di un...
ANDREA
Di un?
IGNAZIO
Come lo chiami uno che passa il suo tempo libero a tradurre le poesie di un ebreo... pervertito... di quattro secoli fa?
SEVRINE
(E' entrata senza che i due se ne accorgessero) Eccentrico. Di chi si parla? Di Michel de Notre Dame?
IGNAZIO
Esatto signorina. (Con falsa umiltà) Noi ignoranti lo chiamiamo Nostradamus. Il profeta non aveva strani gusti sessuali?
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(Sevrine lo guarda interrogativa).
IGNAZIO
(Toccandosi l'orecchio) Non era un po'... ?
(Sevrine guarda Andrea come per una spiegazione, ma ha capito benissimo).
ANDREA
Frocio.
SEVRINE
Veramente, non mi risulta. Adorava le grandi dame della corte di Francia... Come dite voi? (Accentuando la cadenza francese) Una botta una tacca!
IGNAZIO
Lasciamo perdere.... Verrà Rimantì?
SEVRINE
(Col tono dell'ambasciatrice) Il professore è in aula. Sarà libero alla fine della lezione.
IGNAZIO Va bene. (Guarda l'orologio) Anzi, benissimo. Ho il tempo di andare alla stazione. (Ad Andrea) Lo sai che Eva torna dalla Francia?
ANDREA
(Visibilmente turbato) Quando?
IGNAZIO
Non lo sapevi?
ANDREA
(Secco) Non c'era motivo che m'avvertisse.
IGNAZtO
S'intende.
(Ignazio si avvia verso la porta)
ANDREA
Ci lasci qui da soli? Non temi che frughiamo...
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IGNAZIO
Non crederai che lasci informazioni riservate... (Indica prima l'uno poi l'altra) Qui entrano cani e porci.
(Esce)
ANDREA
(Con un gesto di rabbia) Farabutto- Chissà cosa nasconde. Certo tiene le carte a casa. Si potrebbe...
SEVRINE
Lascia perdere. A noi non interessano i suoi giuochi di potere. Lavoriamo per qualcosa di più importante.
ANDREA
Ah già, la scienza.
SEVRINE
(Sta per rispondergli ma si trattiene. Fa una pausa e cambia argomento) Chi è Eva? Perchè ti fa quest'effetto?
ANDREA
(Cupo) E' la sua amante. Ha fatto morire mia madre.
SEVRINE
Tutti dicono che era molto ammalata.
ANDREA
E' morta disperata.
SEVRINE
Chi è che non muore disperato?
ANDREA
Lui l'ha sempre tradita.
SEVRINE
E tu non glielo perdoni. Ma non puoi vivere se resti aggrappato al passato. Devi slegarti. Allontana da te quelle immagini...
ANDREA
Quali immagini... Come sai?
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SEVRINE
(Come se avesse una visione, guardando nel vuoto) Lei che urla nel suo letto di morte... Tu che cerchi disperatamente il dottore... Sei sempre solo al suo capezzale... E poi quel rosso, quel rosso tremendo del sangue... (in un urlo) L'emorragia!
ANDREA
Come fai a sapere...
SEVRINE
(Si riprende) Ogni moribondo è uguale. Allontana da te quelle immagini. Rifiutale.
ANDREA
Come posso, se torna... se torna continuamente...
SEVRINE
Chi torna? Eva? E' lei che non ti lascia andare?
(Entra inaspettata Eva).
EVA
(Gioiosa) Andrea, caro. E' bello rivederti.
ANDREA
(Con slancio, andandole incontro) Eva ... (Poi si riprende, si ferma) Ignazio è venuto ora alla stazione.
EVA
Appena scesa dal treno ho incontrato ... (Si rende conto di non essere stata presentata)... (Ad Andrea) Ma non mi presenti? (A Sevrine) Noi non ci conosciamo.
SEVRINE
(Cortese ma fredda) Sono Sevrine, assistente del professor Cesare Rimantì. Insieme ad Andrea. Molto lieta.
EVA
(Ignorandola e riprendendo il discorso con Andrea)... ho incontrato una vecchia amica che mi ha dato un passaggio fin qui. Non ho neppure guardato se Ignazio fosse al treno ad aspettarmi. E' talmente sbadato... E poi non credevo che fosse libero a quest'ora. (Improvvisamente, rivolta a Sevrine)
Rimantì ... , Ha insegnato in Francia? Ne ho sentito parlare.
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SEVRINE
Ad Aix en Provence, qualche anno fa. Il professore ha insegnato in molte università europee.
EVA
(Con una punta di malizia tutta femminile) E lei lo segue dappertutto?
SEVRINE
Sicuro. Io sono la continuità nei suoi vagabondaggi. Sono la sua memoria. Senza di me si perderebbe in tutte le sue ricerche.
EVA
Eh già, gli scienziati...
SEVRINE
Ora vogliate scusarmi. (Ad Andrea) Gli ricorderò di venire qui in presidenza. Se ne sarà dimenticato di certo.
(Sevrine esce).
EVA
(Allegra e intima) Complimenti. Hai fatto carrriera! ANDREA Ignazio sta solo fingendo di risarcire mia madre agli occhi degli altri. Tu piuttosto hai fatto carriera.
EVA
Ho lavorato sodo... e imparato molto. Sai che non ero più tanto sicura di voler tornare?
ANDREA
Proprio ora che hai via libera?
EVA
Perché via libera?
ANDREA
Dal momento che lui è vedovo...
EVA
Non fingere. Sai quanto me cosa mi lega a lui. La riconoscenza, la devozione forse. Ma non l'amore.
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ANDREA
Che c'entra l'amore? (Pausa) Credevi che con la tua partenza mi sarebbe passata? 0 credevi che sarebbe passata a mia madre? Sappi che non se ne è mai fatta una ragione.
EVA
Che bambino sei... Ma come puoi pensare... Non hai mai voluto capire. Non sono fuggita soltanto da voi...- si, da voi tutti, impietriti nei vostri personaggi... la moglie, il patrigno, il figliastro -_ Sono fuggita da me stessa, da quella ragazza irrigidita nella parte che ognuno di voi mi aveva assegnato. Volevo tornare a vivere, a scoprire chi ero veramente... come una farfalla che non si lascia stropicciare fra le dita.
ANDREA
E sei riuscita a volare? (Fra sé) Sei volata via...
EVA
Ho visto un film diverso
ANDREA
(Improvvisamente aggressivo) Cioè: ti sei portata a letto qualche intellettuale francese.
EVA
Non sei cambiato. Tornare è stato uno sbaglio.
ANDREA
Perché l'hai fatto allora?
EVA
Non avevo più mezzi. Ho dovuto... per forza.
ANDREA 1
Non è stato perchè ora Ignazio può sposarti?
EVA
(Furiosa) E' per questo. E' per questa tua stupida, infantile crudeltà che non sono riuscita ad amarti. C'è stato un momento in cui ... tu lo s ai... avrei voluto, avrei saputo...
ANDREA
(Le si accosta pieno di speranza) Quale momento? Quando è stato?
EVA
Che importa? Ero tua... Ma lo vedi? Nemmeno te ne sei accorto!
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ANDREA
Quando? Non faccio che rivivere ogni giorno, attimo per attimo, tutta la nostra vita di allora... Per capire, per trovare un senso, una possibilità...
EVA
L'hai avuta, tu, una possibilità. Ero tua, t'ho detto, ti volevo.
ANDREA
Cosa ti ha fermato, dimmelo!
EVA
Cosa ha fermato te? Tu non hai capito... Questa prepotenza, questa rabbia... questo odio che ti consuma... Non mi appartengono, capisci? Non spettano a me! Ti ho guardato e ho visto:
in te non c'era amore per me ma solo vendetta contro di loro.
ANDREA
Odio per lui, rabbia per mia madre.
EVA
Vendetta, solo vendetta. Perfino il loro matrimonio volevi farmi pagare! Per me non c'era nulla. Ero solo un fantasma. Non ho avuto scelta...
(Entra Ignazio)
IGNAZIO
Sei già qui! Ci siamo incrociati per via. Non potevo spiegarmi perché non eri alla stazione...
ANDREA
(Secco) Eva ha pensato che tu fossi troppo impegnato per andarla a prendere.
IGNAZIO
(Facendole il baciamano) Io credo invece che abbia voluto mostrarmi come è cambiata... (La guarda con ammirazione) Sei elegante, sembri una donna emancipata...
EVA
Sembro?
ANDREA
Moda parigina.
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EVA
Macché parigina! Sempre chiusa in biblioteca a studiare.
(Bussano alla porta. Si affaccia Cesare Rimantì.
IGNAZIO
Avanti... Entri professore, stiamo festeggiando il ritorno di una cara amica dalla Francia. (Presentandoli) Eva Angelini, Cesare Rimantì.
CESARE
Quali città ha visitato in Francia mademoiselle? (Le prende le mani e accenna un baciamano. Le trattiene. Le guarda).
EVA
(Ritirando subito le mani) Ho studiato all'università di Aix-en-Provence.
CESARE
Il magico sud. (Come ricordando il passato e contemporaneamente guardandola negli occhi; anzi, come vedendo negli occhi di lei il suo proprio passato) A Saintes-Maries-de-la-Mer... profumo d'erbe e sabbia e vento...
IGNAZIO
(Allarmato, cercando di interrompere l'atmosfera che si sta creando) ... dove ha condotto indagini sulla storia religiosa del cinquecento.
CESARE
(Continuando ad ignorarlo e rivolto ad Eva) Come ha preso quella brutta allergia alle mani?
EVA
(Guardandolo dritto negli occhi e continuando a vedere la Carnargue) ... e cavalli dalle lunghe criniere, e zoccoli che risuonano sul terreno ... (Si ferma, guarda le mani screpolate) Sfogliando carte negli archivi. Colpa della polvere.
CESARE
E' un peccato per delle mani così armoniose. Venga nel mio studio, al centro di calcolo. Ho una crema che fa miracoli... (ridacchiando) e che mi è valsa la fama di stregone! Studia gli eretici del cinquecento? Mi venga a trovare: ho un rimedio anche per quello.
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EVA Per gli eretici?
CESARE
Per la sindrome dell'intellettuale. Studiamo i santi del trecento e le anoressiche dei settecento, sperando che squarcino i veli di questo nostro presente cosi oscuro. Andiamo a cercare nel passato le chiavi della nostra arida esistenza attuale. E invece...
EVA
(Interessatissima) E invece dove dovremmo cercare?
CESARE
Non so, forse dentro di noi, forse addirittura nel futuro. E' che il futuro ci opprime, ci toglie il respiro... Annaspiamo nelle nebbie della nostra coscienza e allora cerchiamo refrigerio nel passato. (Rivolto a tutti i presenti) Gli storici, sapete, sono dei vigliacchi: hanno paura di vivere.
EVA
Ah, non io! Non è vero! (Si guardano. C'è un attimo di pausa).
ANDREA
E i fisici?
CESARE
Degli acchiappafarfalle! Non le vedi, nelle nostre stanze, tutte infilzate al muro con degli stecchini, inchiodate... le farfalle dei nostri sogni... i sogni della società del futuro...
IGNAZIO
Ma che farfalle e farfalle! (Bussano di nuovo alla porta) Avanti!
(Entra Sevrine con un giornalista)
SEVRINE
Preside, il caporedattore di "Scienza per te"...
ANDREA
Scienza per chi?
GIORNALISTA
Per te. Per te, uomo del duemila, giovane postmoderno che usi il computer ma non sai come fa a funzionare. Per te, casalinga che mandi le ricette di cucina alle amiche con il fax. Noi, signor preside,
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signori scienziati, perseguiamo un ideale di divulgazione scientifica
CAPILLARE, cioè porta a porta, face to face...
CESARE
Fax to fax...
GIORNALISTA
Prego?
IGNAZIO
Il professor Rimanti scherza sempre...
GIORNALISTA
Rimantì... il celebre scienziato? I nostri lettori sono ansiosi di conoscere i segreti della fissione postmoderna, del nucleare freddo, i segreti dell'atomo autoreferenziale! Ma è vero, professore, che lei sta lavorando ad un nuovo... (guarda un foglio di appunti)... contatore a scintillazione?
IGNAZIO
(Mettendosi fra il giornalista e Cesare) Complimenti, lei è un esperto. Il professore conduce delle importanti ricerche presso la nostra facoltà... Gliene parlerò nell'intervista che avevamo programmato.
GIORNALISTA
(Cercando di rivolgersi a Cesare) Ma il professore, avrà da dirmi... lui, personalmente...
IGNAZIO
Attendevamo la sua visita, caro Pot... Pot...
GIORNALISTA
Pomiccio.
IGNAZIO
Caro Pociccio, noi apprezziamo molto l'opera di divulgazione che la vostra rivista...
ANDREA
(Ironico) Scienza per te.
IGNAZIO
Ah, si, Scienza per te... ehm... (A Sevrine) Se ne faccia lasciare qualche copia... (Al giornalista) Ma vede... Pot... Pot...
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GIORNALISTA
Pomiccio.
IGNAZIO
Pociccio.
GIORNALISTA
Porrimmiccio. MMMMMM...
IGNAZIO
Ecco, si... Lei vorrà visitare la nostra facoltà...
GIORNALISTA
(A Ignazio) Veramente i nostri lettori... e le nostre lettrici soprattutto, vorrebbero ascoltare dalla viva voce dei protagonisti... (Rivolto a Cesare)... cosa si prova quando si lavora ad un contatore a scíntillazione?
CESARE
Una scossa. Una scossa terribile qui (gli dà una botta tra le scapole).
GIORNALISTA
(Scrivendo) Una scossa...
CESARE
E poi una corrente...
GIORNALISTA
Una corrente, come?
CESARE
Come un prurito.
GIORNALISTA
Ah, un prurito?
CESARE
Qui (e gli tocca il fondoschiena) che poi sale, sale, sale...
GIORNALISTA
(Scrivendo) Sale, sale... e dove ... ?
CESARE
Esplode qui (e gli da una botta in testa), così! Di qui esce la scintilla
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GIORNALISTA
Scintilla...
CESARE
e si arrotola...
GIORNALISTA
Si arrr...
CESARE
... attorno alla radice dei nostri pensieri (Gli arrotola la cravatta intorno alla testa e si ferma costringendolo ad una posizione scomodissima). E a questo punto c'è una visione.
GIORNALISTA
(Ormai in ginocchio, paonazzo, ma continuando a scrivere) Una
vissss...
IGNAZIO
(Interviene liberando il giornalista) Le sue lettrici credo vogliano avere un'idea della vita quotidiana dello scienziato...
GIORNALISTA
(Si alza di scatto) Bravo! Ben detto: la vita quotidiana dello scienziato. (Rivolto a Cesare) Cominciamo dalla mattina: quando si alza professore?
IGNAZIO
Ma soprattutto dove! Dove vivono gli scienziati, dove s'incontrano gli studenti? Lei deve visitare i luoghi, caro Pociccio.
GIORNALISTA
Pommmmiccio. I luoghi...
IGNAZIO
Gli spazi in cui si muove la scienza. La famiglia italiana vorrà sapere dove studiano i suoi figli, come sono le aule che li ospitano...
ANDREA
Come si spendono i soldi delle tasse universitarie...
(Ignazio lancia un'occhiataccia ad Andrea)
SEVRINE
Chi decide per cosa si spendono...
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(Altra occhiataccia di Ignazio, stavolta a Sevrine)
IGNAZIO
Cosa fanno gli studenti nel tempo libero. Lo sa che abbiamo una sala giochi modernissima...
ANDREA
Si, col gioco dei birilli!
IGNAZIO
Elettronico, avanzatissimo!
GIORNALISTA
(Scrivendo) Gioco dei birilli... avanzatissimo...
IGNAZIO
Ma questi sono solo dei dettagli, non c'è bisogno di prendere nota.... Lei sarà ora accompagnato a fare una bella visita della facoltà: aula magna, laboratori, computers...
GIORNALISTA
Benissimo. Farò delle riprese, delle interviste...
IGNAZIO
Naturalmente. naturalmente. (Lo mette tra Andrea e Sevrine e li spinge verso la porta) Si affidi a loro. (Rivolto a Eva) Fagli fare un passi e... (una volta usciti i tre, aggiunge) tienili d'occhio, per favore.
(Esce anche Eva).
IGNAZIO
(Sbuffando) Uffff! Finalmente se ne è andato.
CESARE
Tornerà. Sono come i giapponesi.
IGNAZIO Chi?
CESARE
I divulgatori.
(Ignazio lo guarda perplesso).
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CESARE
Coloro che divulgano, (fa il gesto di un contadino che semina) che spargono intorno la scienza. Loro nutrono le nostre anime, ci aggiornano, ci rendono informati. Ci aiutano a non confondere il DNA con un insetticida.
IGNAZIO
Perché un insetticida?
CESARE
DNA: Datelo Negli Angoli!
IGNAZIO
Prima che torni, volevo parlarti.
CESARE
Ah già, mi hai fatto cercare... Sono ansioso di sapere perché. Non certo per presentarmi quell'adorabile fanciulla.
IGNAZIO
E' la mia fidanzata.
CESARE
Complimenti. Una seconda mamma per Andrea?
IGNAZIO
Non essere ridicolo, hanno la stessa età.
CESARE
Se hanno la stessa età, sei tu ridicolo.
IGNAZIO
Ti ho fatto chiamare perché, i tuoi assistenti continuano ad ignorare le regole di questa facoltà. Stamattina non hanno fatto altro che smucinare...
CESARE
Smu... cinare? Scusami, ma a volte ho ancora difficoltà con la lingua.
IGNAZIO
Voce del verbo smucinare. Vuol dire mettere a soqquadro senza autorizzazione le mie carte nel mio studio.
CESARE
E' stato coniato un verbo apposta?
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IGNAZIO
Ti devi mettere in testa che ci sono delle regole qua dentro.
CESARE
Cioè compilare i moduli della tua segretaria, attendere due settimane, avere un colloquio con te sui motivi della consultazione, farti una relazione scritta eccetera eccetera? Non ti sembra appena un po' burocratico?
IGNAZIO
Sono le procedure previste.
CESARE
Be', snelliamole. Chi si oppone?
IGNAZIO
Io. Molti documenti di questo archivio sono segreti. Ci sono informazioni che riguardano la centrale e che non possono circolare. Perché hai bisogno di consultare le mie carte? Io debbo sapere e valutare se è il caso...
CESARE
Traducendo: il tuo archivio sarebbe a mia disposizione se solo io ti mostrassi nei dettagli il piano del mio lavoro?
IGNAZIO
Sicuro. Se sapessi esattamente a cosa servono certe informazioni... se giudicassi che sono utili ...
CESARE
Come già ti ho detto, stiamo procedendo per tentativi. Può anche darsi che non arriviamo a nulla. (Parlando a se stesso più che a Ignazio) Anzi, questo è proprio il mio timore... Ma è sempre cosi. Più mi avvicino alla meta più mi sfugge il senso nascosto. A volte mi sembra di... vedere quello che cerco... E' là di fronte a me, sembra vicino... (Fa il gesto di afferrare con le mani) Ma non si lascia afferrare, è più veloce di me e sguscia via...
IGNAZIO
Ma di che parli?
CESARE
Della verità. Della direzione verso cui ogni cosa si muove. Perché. ogni cosa, ogni persona, ognuno di noi ha una direzione. E' come sulle automobili-scontro, al Luna Park. Ognuna ha una direzione, ma nello stesso tempo sembrano impazzite, sembrano prive di logica.
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Prevedere dove andranno, con chi si scontreranno è quasi impossibile...
IGNAZIO
Va bene. Ma un'idea c'è. Ti rendi conto che perfino quell'imbecille di un giornalista sospetta che tu abbia scoperto chissà che? E poi, scusami, un progetto c'è. Perché i tuoi colleghi non debbono esserne a conoscenza?
CESARE
Forse perché nel nostro campo, quando due automobiline si scontrano, BUM! esplode tutto.
IGNAZIO
Appunto. E' necessaria una responsabilità collettiva, una gestione
allargata.
CESARE
Al contrario! Ci vuole qualcuno che si assuma il rischio. Qualcuno che paghi di persona se sbaglia. Nei nostri esperimenti l'errore fatale. Io non me la sento di dare in pasto a tutti...
IGNAZIO
Non a tutti. Non a tutti. Bisogna selezionare. Puoi negare che procedete lentamente perché, non avete finanziamenti sufficienti?
CESARE
Questo è sicuro.
IGNAZIO
Lo vedi? Ci sono dei referenti qualificati che potrebbero finanziarti.
CESARE
(Ironico) Davvero? E chi per esempio?,
IGNAZIO
Università straniere, società di ricerca, industrie...
CESARE
Belliche?
(Ignazio non nega e resta muto).
CESARE
Allora è un business che hai in mente! A chi ti sei venduto il mio lavoro, agli arabi?
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IGNAZIO
Il nostro lavoro, se permetti. Tu operi in una struttura.
CESARE
E in cambio di cosa te lo sei venduto, di una promozione o di una bella sommetta?
IGNAZIO
Ti ho solo dato un avvertimento...
CESARE
(Lo interrompe) A questo siamo?
IGNAZIO
(Esasperato) ... Ricordati che tu, senza appoggi, non puoi andare lontano. Senza le mie conoscenze, non avrai più il becco d'un quattrino. (Villano) Chi vuoi che prenda sul serio uno che traduce le profezie di uno stregone?
CESARE
Tu, per esempio.
(Ignazio fa un gesto di stizza. Cesare resta silenzioso).
IGNAZIO
Il tuo mandato ufficiale scade fra... (guarda fra le carte sulla scrivania)... otto giorni. Questa facoltà non ha alcun interesse a rinnovartelo se tu non fornisci un contributo concreto, un risultato visibile...
CESARE
Mi stai licenziando?
IGNAZIO
E' previsto dal contratto.
CESARE
Me l'aspettavo. Ma... non cosi presto. (Pausa) Che farai di Andrea?
(Ignazio alza le mani come a dire che ancora non ci ha pensato).
CESARE
Non t'importa niente di quel ragazzo. Lo hai messo alla mia cattedra per controllare me, non credere che non l'abbia capito. Ma io non nascondo nulla e lui è incapace di slealtà. Ha la freschezza e la
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speranza di un giovane albero che cerca di crescere, crescere... verso l'alto... e sfiorare le nuvole con i nuovi germogli... Si è affidato a me. Crede nella forza della scienza. Crede nel sapere degli uomini. Che ne sarà di lui?
IGNAZIO
Non credevo che un semplice borsista fosse così importante per te.
CESARE
Lo è. Forse perché sono finalmente vecchio e mi chiedo chi cercherà il mio volto su vecchie fotografie, chi udrà improvvisamente la mia voce nel frastuono di un'aula affollata e si guarderà intorno cercandomi... quando non ci sarò più Ma a te questo non interessa. (Seccamente) Ti farò le consegne fra otto giorni.
IGNAZIO
Dunque, non cedi di un millimetro.
CESARE
Tutt'altro. Vieni pure nel mio studio Vedrai con i tuoi occhi che non abbiamo segreti. La verità è semplice. (Esce. Poi si riaffaccia). Ricorda il Luna Park! Le automobiline impazzite... BUM!
Scena 2
Interno pomeriggio-sera. Centro di calcolo. Il giorno dopo
E' una vasta sala dove campeggiano visorí, computers e stampanti di tutte le marche e di tutte le dimensioni. Campeggia una grande radio d'epoca. Luce artificiale. Annesso un piccolo locale, che è lo studiolo di Cesare. E' il classico buco dello studioso: polvere, libri, strani oggetti, un astrolabio, oggetti che somigliano agli alambicchi dell'alchimista. Dev'essere lo studio tipico di un'intellettuale, ma qualcosa deve suggerire il gabinetto deí mago. Eva è seduta come aspettando qualcosa o qualcuno. La porta dello studiolo di Cesare sembra chiusa. Si aprirà all'improvviso. Entra Ignazio.
IGNAZIO
Ah, sei qui... a far cosa?
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EVA
(Indicando la porta dello studiolo a Ignazio, che però non capisce che dentro c'è Cesare) Per le mie mani. Mi ha promesso una cura... Credo stia facendo una crema là in quello stanzino.
IGNAZIO
(A voce bassa) Il suo gabinetto segreto. Tutti lo prendono in giro perche si da arie da alchimista. Non crederai mica alle sue stregonerie? Non gli ho impedito di fare quegli intrugli perché non ci guadagna una lira, ma preferirei che tu non...
EVA -
(Cercando di cambiare discorso) Perché lo stai cercando?
IGNAZIO
Quel deficiente di giornalista ha messo a ferro e fuoco tutta la facolta...
(Emerge Cesare dal fondo con una ciotola in mano, rimestandone il contenuto con un cucchiaio).
CESARE
Ha... smucinato anche lui?
IGNAZIO
(Si gira di soprassalto) Ha intervistato perfino i bidelli.
EVA
(Guarda ora l'uno, ora l'altro) E non solo. Tornerà con la cinepresa. Vuole filmare il collettivo degli studenti: il leader gli ha promesso un'intervista. Sono cambiati i tempi da quando' io ero studentessa. Noi contestavamo senza fax. (Fa il gesto di chi fa funzionare un vecchio ciclostile) Solo volantini a mano... CICL IN PROP!
IGNAZIO
Un'intervista ai leader studenteschi? Bisogna evitarla a tutti i costi!
EVA
Storie di vita: il vissuto dello studente e il nucleare.
CESARE
(Spalmando sulle mani di Eva la crema) Non c'era neanche qualcosa sulla qualità della vita?
EVA -
Hanno deciso che è meglio la quantità. La qualità non fa più notizia.
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IGNAZIO
Bisogna fare qualcosa.
EVA
Perché mai?
CESARE
La colpa è mia
IGNAZIO
(Rendendosene conto improvvisamente) Sicuro! Ospitare qui uno come te... eccita l'opinione pubblica, suscita allarmismi...
(Entra Andrea piuttosto esagitato).
ANDREA
Ti ho cercato dappertutto. E' in corso un'assemblea di studenti piuttosto... burrascosa. Sarebbe meglio che ti facessi vedere.
IGNAZIO
Lo sapevo! Basta sfiorare l'argomento "nucleare" per innescare reazioni a catena... che chissà dove porteranno! (Guardando ora Andrea ora Cesare) Andate voi ... .. io devo pensare... Ci vuole una strategia... un modo per... Debbo riflettere.
CESARE
Andrò io. Se la gente ha paura non è a causa del giornalista, ma a causa mia. E' la mia presenza qui che li mette in agitazione, non è vero Ignazio? Perché un famoso fisico nucleare proprio qui, in una piccola università di provincia? Cosa starà mai architettando? Vedi, non te lo chiedi solo tu. Se lo chiedono,pure gli studenti. Mi assumerò le mie responsabilità (esce).
IGNAZIO
Non mi fido di lui. Va anche tu e dì che il preside arriverà.
ANDREA
(Ironico) Bravo, preparati un bel discorsetto, mentre io vado ad affrontare la pantera. Ma non ci fai una bella figura (Esce).
IGNAZIO
(Con un gesto di disprezzo) Ragazzate!
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EVA
Perche lo tratti così? Non l'hai mai voluto accettare.
IGNAZIO
Tu si, invece.
EVA
Non vuoi capire. -
IGNAZIO
Non ne fa una giusta.
EVA
Ha bisogno di una famiglia.
IGNAZIO
E' un po' che ci penso. Ora possiamo dargliela noi, una famiglia.
EVA
Non puoi restituirgli sua madre.
IGNAZIO
Per fortuna. Quella donna era una catena di piombo. Non ti senti più libera, ora ch'è morta?
EVA
(Cupa) No.
IGNAZIO
Anche tu l'hai tradita, forse più di me.
EVA
Lo so. E' per questo che adesso mi fa tanta pena questo ragazzo.
IGNAZIO
Ragione di più per fargli da madre.
EVA
(Dandogli le spalle) Non credo che potrei... Non posso...
IGNAZIO
0 c'è qualche altro motivo che t'impedisce d'immaginarti come sua madre? (Le va vicino, da dietro) Avete quasi la stessa età... Non è che per caso... Ho notato che Andrea ti guarda in un modo strano...
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EVA (Lo allontana da sé) Che vuoi che ne sappia io?
(Entra Cesare).
CESARE
(A Ignazio) Sei ancora qui? Mi spiace, ma la tua presenza è indispensabile di là...
IGNAZIO
Non sei stato capace di domarli?
CESARE
Non mi hanno lasciato parlare. Perché stai prendendo tempo? Vogliono spiegazioni dal preside.
IGNAZIO
Chi vuole "spiegazioni"?
CESARE
Ma gli studenti, per dio! Quel giornalista li ha infiammati: - Se la
stampa si occupa di noi vuol dire che siamo seduti su una
polveriera, stiamo per saltare in aria! - Ci sono studenti anche da
altre facoltà.
IGNAZIO
Non perdiamo la testa. Si calmeranno appena una voce autorevole li farà ragionare...
CESARE
La tua.
IGNAZIO
Pensavo invece... vedi... che tu...
CESARE
Ci ho provato ma vogliono te.
IGNAZIO
Sono certo che in realtà è un tuo discorso che vogliono sentire. Permettimi... le tue competenze... la tua notorietà... Insomma, in questo caso la gerarchia non conta. Ci vuole l'esperto, lo scienziato., Sei tu che devi calmare gli animi, allontanare le fantasie pericolose, le paure...
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(Autoritario) Professore lei ha l'incarico di rappresentare questa presidenza all'assemblea degli studenti. Gli otto giorni non sono ancora passati.
CESARE
Come vuoi. (Fra sé) Una tacca sotto quella del maniaco sessuale.
IGNAZIO
Cosa?
CESARE
Niente, niente. Vado (esce).
(Eva ride).
IGNAZIO
Cos'hai da ridere? Che ha detto?
EVA
E' una battuta di Woody Allen: l'etica del politico è una tacca sotto quella del maniaco sessuale. Ti ha dato del politico (ride).
IGNAZIO
Non lo considero un insulto. Molto bene. Il professore Rimantì. si brucerà con gli studenti.
EVA E
tu credi di poterti tirar fuori così?
IGNAZIO
Con gli studenti no. Ma Rimantì sarà costretto ad abbassare un po' la cresta.
EVA
Tu ancora non mi hai spiegato cosa sta facendo qui di tanto misterioso e perché siete tutti in agitazione per lui. Andrea lo adora, tu non lo puoi vedere, Sevrine gli è devota e forse... Dì un po', è la sua amante?
IGNAZIO
Che vuoi che ne sappia io della sua vita privata? Nessuno ne sa nulla. Non parla e non ha amici. Solo studenti ammaliati che lo seguono come apprendisti stregoni. (Fra se) Di donne non se ne sa nulla... Certo, solo una donna potrebbe... (Ad Eva) Sai che mi hai dato un'idea? Di cosa ti occupavi esattamente in Francia?
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EVA
Eretici medievali, maghi rinascimentali...
IGNAZIO
Profeti, astrologhi?
EVA -
Più o meno.
IGNAZIO
Allora forse ci siamo. Hai un argomento in comune con lui, ma non è il nucleare che lo metterebbe in sospetto. Non capisci nulla di matematica e quindi non si curerà di nascondere. Sei perfetta, perfetta...
EVA
Perfetta per cosa?
IGNAZIO
Per... diciamo... vigilare.
EVA
Vuoi spiarlo? Ma allora ha ragione Andrea!
IGNAZIO
Vuoi capire che Rimantì sta lavorando a qualcosa di grosso? Di grosso... me ne accorgo da tanti indizi... le riunioni con gli studenti, le spese del laboratorio... Eppure nessuno parla, nessuno sa nulla. Sono certo che ha organizzato le cose in modo tale che ognuno conosce solo una piccola parte e nessuno si rende conto del disegno complessivo.
EVA
E allora?
IGNAZIO
Dobbiamo sapere se si tratta di qualcosa di pericoloso... per noi, per la facoltà, per la città...
EVA
Per la città!
IGNAZIO
Stiamo parlando di nucleare. Tu non desterai i suoi sospetti. Ti
lascera avvicinare, entrerà in confidenza con te... Sei donna...
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EVA
Grazie.
IGNAZIO
Voglio dire che una donna non fa paura a uno scienziato. E per di più tu hai la chiave che apre la sua porta. Fra tutti noi, sei l'unica che può parlare con lui di cose che lo interessano moltissimo e che non sono la fisica...
EVA
E sarebbe? - -
IGNAZIO
Ancora non l'hai capito? Stregoni, fattucchiere... Lui sta ore ed ore a decifrare le profezie di Nostradamus, come se fosse la Settimana Enigmistica... E' lui che ti ha lanciato un amo, ricordi? Fa vedere le tue mani... (Gliele guarda) Ti ha messo la crema poco fa e, guarda come sono migliorate! Ci avrei giurato.
EVA
Cosa c'entrano le mie mani...
IGNAZIO
C'entrano, c'entrano. Basta poco per aprire uno spiraglio... Al resto penso io.
EVA
L'hai detto tu che non capisco niente di fisica. Come posso rendermi conto... se mi trovo davanti a qualcosa di Pericoloso oppure no?
IGNAZIO
Di questo non preoccuparti. Basterà che tu mi racconti tutto quello che vedi e che senti.... Sarò io a capire,quello che c'è da capire.
(Entra Sevrine). 1
SEVRINE
Cesare ha bisogno della sua agenda per fare un programma con gli studenti...
IGNAZIO
Un programma? Ma... come sta andando l'assemblea?
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SEVRINE
Il professore ha molto carisma. Ora tacciono tutti e ascoltano a bocca aperta le sue spiegazioni... sulla fusione fredda, sulla temperatura del nocciolo... (A Eva) E' la poesia delle particelle, il ritmo della loro danza nell'etere... ( A Ignazio) Non gli staccano un momento gli occhi di dosso.
EVA
Dev'essere affascinante.
IGNAZIO
Così la rivolta è sedata.
SEVRINE
Così sembra. Debbo andare, mi aspetta. (esce).
IGNAZIO
Hai visto? E' un incantatore di serpenti. Andiamo a vedere come li ipnotizza. (Incamminandosi verso l'uscita) Allora, hai capito quello che devi fare? Ti dò otto giorni di tempo.
EVA
Non lo so... non mi piace. Perché otto giorni? Che significa?
IGNAZIO
Non fare domande e promettimi che tenterai. E' un uomo pericoloso,
credimi (Escono).
(Si spengono le luci).
Scena 3
Le luci si riaccendono sulla stessa scena,, due giorni dopo. Eva gironzola per il centro di calcolo con un quaderno in mano. Accende la radio. Un violino yiddish diffonde le sue note inquietanti.
32b
Appare un'ombra illuminata da sprazzi di luce. Dalla radio esce una voce:
MICHEL
Posso non sbagliare, ma anche ingannarmi, essere ingannato: sono un peccatore più grande di nessun altro in questo mondo, soggetto a tutte le umane afflizioni.
Ma il presagio che si ottiene dalla luce esteriore arriva infallibilmente a prevedere in parte con la luce esteriore, in quanto veramente la parte che sembra avere con l'occhio dell'intelletto non è a danno del senso immaginativo: la ragione è fin troppo evidente, il tutto essendo predetto per ispirazione della divinità.
Perciò ti supplico affinché tu non voglia impiegare il tuo intelletto in quelle chimere e vanità che inaridiscono il corpo e portano alla perdizione l'anima, arrecando turbamento ai fragili sensi.
Entra Sevrine e, con riprovazione, spegne la radio.
SEVRINE
(Scortese) Oh, lei è di nuovo qui?
EVA
Aspetto il professore.
33
SEVRINE
Le ha dato appuntamento?
EVA
Si... cioè no... Mi ha chiesto di tornare nel suo studio, ma non mi ha dato un appuntamento preciso...
SEVRINE
Allora, credo che oggi non sia la giornata giusta. Dal giorno dell'assemblea non ha avuto un attimo di riposo. Si è accollato molti impegni con gli studenti... un ruolo difficile per lui... Toccava al preside.
EVA
Si, lo credo anch'io.
SEVRINE
Se lo crede anche lei, perché non l'ha detto?
EVA
Sarebbe stato inutile. Non ho il potere di far cambiare idea al preside.
SEVRINE (Insinuante)
Ah ... no?
EVA
Cosa vuol dire "ah ... no"?
SEVRINE
Vuol dire: "Ah ... no?".
(Entra Cesare, molto affaticato).
CESARE
Strana la gente. Per avere la libertà ti assaltano la Bastiglia, e poi la usano solo per cambiare canale! C'è qualcuno, fra gli studenti, che ha gli occhi brillanti e una voce che viene da dentro. Ma la maggior parte ha lo sguardo opaco e una voce di testa che non promettono niente di buono.
SEVRINE
Tu dalle persone ti aspetti sempre più di quello che possono dare. I giovani poi non sanno mai quello che vogliono.
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CESARE
Può darsi. Ma per sedare la rivolta è bastato organizzare un seminario sui rapporti fra il buddhismo e le radiazioni elettromagnetiche!
EVA
(Si fa avanti, da una posizione in cui non era visibile) E' per questo che hanno occupato la facoltà e chiamato il TG?
CESARE
(Si accorge di lei) Finalmente si è decisa a tornare nel mio studio.
(Eva lancia un'occhiata di sfida a Sevrine).
EVA
Vedo però che è stanco, professore. Forse è meglio che torni in un altro momento.
SEVRINE
Sono d'accordo. (A lui) Ora io e te abbiamo da fare.
CESARE
Tu hai da fare. Nella mia aula c'è un gruppo di studenti ai quali ho promesso un'esercitazione.
EVA
Dal titolo "buddhismo ed energia nucleare"?
CESARE
No. "Particelle elementari e karma". Il tuo cavallo di battaglia, Sevrine.
SEVRINE
(Leggendo da un foglio di carta che tiene in mano) E i microfilm degli ultimi esperimenti da spedire a Ginevra? Quando deciderai i turni di presenza agli esami? Chi dobbiamo invitare al convegno sulle fonti alternative?
CESARE
Hai deciso di farmi impazzire? Sono troppo stanco per occuparmi di queste cose. Non potremo discuterne dopo?
SEVRINE
Io sono stanca quanto te. Dopo cosa?
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CESARE
(Si accomoda sulla sua poltrona) Dopo... che avrò letto la posta.
Dopo...
SEVRINE
(Guarda prima l'uno poi l'altra) Ho capito. Non è il momento. (Esce).
(Eva fa la mossa di andarsene).
CESARE
Dove vai? Resta. Dò sempre del tu alle mie pazienti. Allora... fa vedere queste mani...
(Lei gli si avvicina e gliele mostra).
CESARE
Bene bene bene bene... (La guarda negli occhi e non le lascia).
EVA
(Ritraendole impacciata) Sono venuta qui per ringraziarla.
CESARE
Di avere sconfitto la polvere delle biblioteche francesi. Ora però devi dirmi cosa cercavi in quei libri.
EVA
Cosa cercavo... (Pausa) La storia! Volevo penetrare i segreti degli
uomini. La notte, dopo aver passato una giornata negli archivi - in
mezzo alla polvere... alle carte ingiallite... che parlavano di storie
passate, di passioni che non ci sono più, di glorie che si sono
sbriciolate nel tempo - la notte mi comparivano innanzi tutti quei
morti... vivi!... Vivi, capisce? E portavano ancora vive e piene di
forza quelle loro passioni, quelle ambizioni... come se fossero nutrite
da sangue... vivo.
Ero io a nutrirli, a farli resuscitare da quelle loro tombe dimenticate.
Stavano aggrappati, i morti, come brandelli alle tracce che
lasciarono sulla terra. Ed io li risvegliavo. A loro, imputriditi, ridavo il tormento dei desideri. Così tornavano da me, di notte, come. demoni e rendevano i miei sonni pieni di quei tormenti, di quella vita Perduta.
CESARE
E così i demoni ti hanno punita nelle mani!
36
EVA
(Se le guarda) Si, forse. Come se la polvere fosse stata la loro cenere...
CESARE
E quali erano i tuoi preferiti?
EVA
Oh, Paracelso, Zanoni, Michel de Notre Dame...
CESARE
Michel ...
EVA
Nostradamus.
CESARE
Ti hanno detto che ho tradotto i suoi versi?
EVA
(Abbassa la testa) Si.
CESARE
(Divertito) Capisco. Ignazio ti ha chiesto di agganciarmi con la storia di Nostradamus e di vigilare su quello che faccio. So bene che tutti si divertono un mondo a immaginarmi qui, da solo, con le profezie dell'ebreo errante ... Ma non fare quella faccia. Non sentirti in colpa con me. Non lo merito.
EVA
Ah ... no?
1
CESARE
(Sempre più divertito) E' stato gentile da parte tua avvertirmi. Ora. che l'hai fatto e io ti ho ringraziata, possiamo finalmente rilassarci. Fammi tutte le domande che vuoi.
EVA
Perché, accetta di parlare con me, ora che sa?
37
CESARE
Ti ho curata, mi pare, sapendo chi sei e che Ignazio ti avrebbe usata contro di me. La risposta è: perche tu hai qualcosa da chiedere e io qualcosa da dare. La prima domanda qual'è?
EVA
Sui libri c'e scritto che Michel aveva un rimedio contro la peste...
CESARE
Ne salvò molti. Ma non poté nulla per la moglie e i figli.
EVA
Anche questo è sui libri. Ma nessuno sa con quali medicine curava i malati.
CESARE
Spesso con semplici regole igieniche. Allora non si sapeva ancora di batteri, di virus... Innanzi tutto, usava il sapone.
EVA
Ho letto che distillava sostanze.
CESARE
I medici dovevano essere anche farmacisti.
EVA
Alchimisti?
CESARE
Diciamo farmacisti.
EVA
(Delusa) La peste la curava col sapone. Il gabinetto alchemico era una volgare farmacia. Io m'ero fatta l'idea di un grande mago.
CESARE
E un mago che cos'è?
EVA
Bè, qualcosa di più di un farmacista pulito!
CESARE
Perché t'interessano tanto i suoi poteri?
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EVA
(Bisbigliando con aria. di grande mistero) Perche un mago è un iniziato e, secondo me, lui apparteneva a una setta segreta.
CESARE
(Divertito) Ah si? E quale?
EVA
(Prendendo in mano il suo quaderno di appunti e leggendo) Ho letto che quando Michel si recò in Egitto, visitò la sfinge e le sacre piramidi. Una voce misteriosa scaturì da quei luoghi millenari: "Segui il tuo destino senza deviare - gli disse la voce - Se riuscirai, i sette geni della Rosa-Croce, guardiani della chiave che chiude il passato e apre il futuro, poseranno sulla tua fronte la corona dei maestri del tempo".
CESARE
(Divertito) Molto suggestivo.
EVA
Chi sono i sette geni della Rosa-Croce? E chi i maestri del tempo?
CESARE
Lasciami pensare. Personaggi di un film di Spielberg?
EVA
(Seria) I maestri del tempo potrebbero essere i profeti. Coloro per i quali non esiste passato né futuro, ma solo un eterno presente.
CESARE
Mmmmm... Potrebbe essere.
EVA
Quanto ai geni, sono gli iniziati della Rosa-Croce, quella setta che praticava la magia taumaturgica. Erano guaritori come Michel. Ma lui li aveva mai incontrati?
CESARE
(Le prende le mani, la guarda negli occhi) lo non credo che tutto questo sia per te così importante come credi. Non c'è nulla di più caro al tuo cuore che vorresti chiedermi? Qualcosa che ti turba, che ti confonde, che ti lascia senza parole?
EVA
Forse... Ma la scienza non può darmi nessuna risposta.
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CESARE
Allora questa è una buona domanda. Falla.
EVA
Io tremo di fronte a ciò che non conosco e che... avverrà... Tremo per la forza che muove... il mio cuore... ed è sconosciuta anche a me stessa.
CESARE
Ciò che avverrà non ti è ignoto. Per questo tremi. Tu mi chiedi le ragioni della vita.
EVA
(Gli sottrae le mani e gli volge le spalle turbata) E la mia vita dov'è? Mi pare come di averla perduta.
CESARE
Cerca di ricordare... ciò che sarai...
(Eva si gira e lo guarda intensamente).
CESARE
C'è qualcosa che ancora non sai di te, ma che hai sempre tenuto racchiusa dentro. Se qualcuno o qualcosa te la rivela, te la sgrana davanti come una rosa sbocciata e quasi sfatta.... tu diventerai quella cosa... che hai sempre posseduto senza saperlo. Certe parole, certe persone... ci svelano un senso profondo... una nostra natura segreta...
(Si ode in lontananza una musica di violini yiddish. Prima molto piano, poi sempre più festosa e sensuale).
EVA
(Come trasognata) La mia natura segreta...
CESARE
Credi di essere un intellettuale perché hai a che fare con la scrittura (Le toglie gli occhiali e li getta via) Ma forse ciò che più ami delle parole non è il loro significato (Le toglie il quaderno e la penna di mano e li getta lontano)... E' solo il ritmo, la musica, che vi sono nascosti dentro. (Le mette indosso uno scialle e le toglie le scarpe gettandole lontano) Vorresti essere tu una di quelle parole... (La fa muovere come in una danza )...e danzarla col tuo corpo, anziche trattenerla nella tua mano... nella tua penna... Il tuo nome è un
40
suono, una parola danzata, una corda di violino... Tu sei musica... Puoi danzare se vuoi... (Perentorio) Danza!
(Mentre parla le luci trasformano la scena. Eva, come in trance, sembra una zingara. Comincia a danzare, prima lentamente, poi sempre più veloce. E' in controluce: un'immagine nera su uno sfondo luminoso che evoca un tramonto e una zona vasta come le spiagge della Camargue).
CESARE
Chi sei? Qual è il tuo nome... il tuo sogno?
EVA
(Con una voce un po' diversa dalla sua, più di diaframma) Nun-zia...
Nun-zia ...
CESARE
Nunzia! Figlia di Zoltan, re degli -zingari. Nunzia, il tuo popolo è in festa stasera... Violini... Cavalli battuti dal sole e dal vento ... Nunzia, danzi intorno ai fuochi d'estate... Nunzia, tu sei bellissima ... perché sei venuta da questo vecchio stanco?
EVA
Hai solo vent'anni... Michel...E io voglio te...
(Cesare le va incontro. Restano allacciati. La musica è violenta. Le luci si spengono del tutto. Buio assoluto. I violini diventeranno lentamente più dolci. Passerà un breve lasso di tempo a significare la notte.
Quando si riaccendono le luci sono luci di giorno. E' la mattina dopo, molto presto. La stanza è immersa nella penombra. Poca luce filtra dalla finestra socchiusa. 1 due si sono addormentati per terra, abbracciati.
Andrea, che entra all'improvviso, li troverà così.
Inequivocabilmente amanti.
La scena che segue deve sottolineare comicamente il loro imbarazzo. Eva starà accovacciata sul pavimento cercando gli occhiali e quando li avrà trovati se ne andrà di corsa. Cesare si trovera addosso cose di Eva che cercherà goffamente di nascondere qua e là. Eva se ne andrà con una sola scarpa, zoppicando, non essendo riuscita a trovare l'altra).
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ANDREA
(Entrando inciampa sui due addormentati per terra) Ma che diavolo... (Va ad aprire la finestra e la luce diurna illumina la scena sconvolgente) Chi c'è qui?
CESARE
(Riprendendosi velocemente) Andrea!
ANDREA
Eva cosa fai qui con lui?
EVA
(A carponi) Io?
CESARE
(Cercando comicamente di essere naturale) Ci siamo addormentati.
ANDREA
Lo vedo.
(Eva trova gli occhiali, se li mette alla rovescia, si alza, va a sbattere contro una sedia e cade lunga di nuovo.
(Questa scena ricorda "E' ricca, la sposo e l'ammazzo", con Walter Matthau, in cui Eva è imbranata come Enrichetta).
CESARE
(L'aiuta ad alzarsi) Eva... lascia che ti aiuti... (Le infila gli occhiali nel modo giusto, le sistema i vestiti addosso, le allaccia la camicetta) No cosi no... questo braccio va infilato così... ecco, brava... e quest'altro... quest'altro dove lo dobbiamo mettere? Ah ecco, ecco... (Ad Andrea) Ma com'è complicata la moda moderna! Un tempo era più semplice... (Fa il gesto di un mantello) Un drappo e via!
ANDREA
E' meglio che vada (fa per andare).
CESARE
(Sinceramente candido. Non è imbarazzato per niente) Ma che dici? Cosa ti fa pensare che disturbi, scusa? (Guarda l'orologio) Sei solo un po' in anticipo sulla tabella di marcia... Ecco, sono le otto meno un quarto e io ti aspettavo alle otto. Tutto qua.
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ANDREA
Tutto qua?
CESARE
Tutto qua.
(Nel frattempo Eva ha raccattato tutto, penna, quaderno, giacca e una sola scarpa. Finora ha disperatamente cercato l'altra scarpa, sbuffando e aprendo cassetti, sportelli, spostando sedie ecc. facendo insomma rumore e provocando ilarità).
EVA
(Comicamente) Io ... sono pronta. Devo andare .... (Alla Marylin, sventolando una mano) Ciaaoooo! (Esce)
(I due la guardano. Andrea è esterrefatto. Cesare trasognato).
ANDREA
Allora, vado.
CESARE
Ma come? Abbiamo un sacco di lavoro da fare... E' rimasto così poco tempo ...
ANDREA
Non mi sembra che sia il momento.
CESARE
(Candido) Perché, scusa, non sarebbe il momento?... (Capisce e indica la porta da cui è uscita Eva)... Ah... per... per (Fa una risatina ambigua, come di complicità fra uomini)... Ma no, ma no... Siedi (Si ferma un attimo a pensare ad Eva e lo fa ad alta voce) E' strano... quella ragazza mi ha fatto ricordare cose... molto antiche... (Pausa) Ma veniamo a noi. Hai verificato i dati che ti ho mandato? Hai delle osservazioni?
ANDREA
(Aggressivo) Con le informazioni che mi dai è difficile osservare qualcosa.
CESARE
(Cadendo dalle nuvole) E' la prima volta che te ne lamenti. Cosa vuoi sapere? Tu sei la persona che conosce meglio il mio lavoro... per quanto è possibile...
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ANDREA
Appunto. Io lo conosco meglio e... non ne so niente. Niente!
CESARE
Dì allora che non ti fidi più di me! Il nostro rapporto è... costruito sulla fiducia. Senza di te... qui... non mi sarei neanche sognato di mettere in piedi un progetto così... così... evanescente. Non abbiamo certezze. Solo domande da porre ad una materia inerte... che ancora non vuole rispondere. Andrea... senza il tuo entusiasmo, senza il tuo coraggio non posso continuare. Lo sai che abbiamo solo un tenue filo... che in ogni momento può spezzarsi...
ANDREA
Per quanto mi riguarda si è già spezzato.
CESARE
Non ti credo.
ANDREA
Dimmi, allora: cosa ci fai esattamente col mio lavoro? Dove stai andando, Cesare, e dove stai trascinando anche noi?
CESARE
Lo saprai presto... quando sarà necessario e... inevitabile...
ANDREA
Da te ho imparato... tutto... Non è strano? Nessuno mi ha dato tanto... e tolto tanto... come te.
CESARE
Non ti ho dato ancora abbastanza... Non ho ancora fatto nulla per te!
ANDREA
Io non ti ho chiesto niente.
1
CESARE
Lo so. Ma perché dici che ti ho tolto qualcosa? Io stesso non conosco la direzione... Ogni giorno è diverso... Ogni giorno ricomincio da capo... (Scompiglia le carte sul suo tavolo) Non troveresti nulla, qui, che gia non sai. (Pausa) Ma se trovassi... potrebbe essere una brutta sorpresa...
ANDREA
(Aggressivo) Di brutte sorprese ne ho avute fin troppe senza bisogno di rovistare le tue carte... (Tira fuori da un cassetto aperto
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la scarpa di Eva che non si trovava e gliela fa dondolare sotto il naso. Poi la getta via furiosamente).
CESARE
(Lo guarda stravolto) Eva?
(Andrea gli dà le spalle)
CESARE
(Con uno scatto d'ira) Cristo santo! (Risata amara) Questa non l'avevo prevista... Sei innamorato di Eva ... Come potevo immaginare... Ecco il prezzo della sconfitta ... Ora vedo... E non l'ho capito in tempo... (Guarda Andrea) 0 forse c'è ancora tempo?
ANDREA
(Lo guarda con sfida) Non so di che parli... Ma io ho deciso. E non sono il solo. Molti sono stanchi di queste ricerche che non hanno mai fine e di cui non si capisce il percorso. Sono stanchi di giocare a mosca cieca con i quanti e con i fotomoltiplicatori... senza capire cosa hai in mente. Dove vuoi arrivare?
CESARE
Tentiamo per l'ultima volta. Siamo vicini... Io ti giuro che questa (indica il laboratorio) è l'unica ragione della mia vita ... solo questa... Qualsiasi altra ... deviazione... dal mío cammino è... un errore, un incidente ...
ANDREA
Non è genroso da parte tua definire deviazione una donna come lei... E nemmeno pensare che le mie decisioni siano influenzate da... da quello... che ho visto qui poco fa. Non sono così meschino. La verità, Cesare, è che i fatti degli ultimi giorni... quel giornalista impiccione... la mobilitazione degli studenti... mi hanno fatto riflettere... Mi hanno aperto gli occhi. Gli studenti non sono così sciocchi come vorreste farli apparire... voi. Ci sono cose poco chiare nei nostri rapporti con la centrale nucleare. Il preside ha sicuramente la coscienza sporca. Ma anche su di te si addensano ombre... Perché hai pacificato gli studenti con tanto fervore? Perché non sopportavi la presenza della stampa? Può darsi che anche tu abbia qualcosa da nascondere. (Pausa) Poco fa... quando sono entrato e ho trovato... (Indica la stanza in disordine)... questo... ero venuto per dirti basta (Esce).
CESARE
(Sta in silenzio qualche minuto, stravolto) Merde!
(Entra Sevrine).
45
SEVRINE
Che e successo qui? I verdi hanno saputo che sono morte tre cavie nel nostro laboratorio?
CESARE
Ho avuto uno scambio di idee.
SEVRINE
(Mettendo a posto la stanza) Con chi, si può sapere?
CESARE
Prima con Eva ...
SEVRINE
Aaaah!
CESARE
Poi con Andrea.
SEVRINE
Splendido. E adesso?
CESARE
(Prendendola per un braccio) E` venuto il tempo di agire. Raccogli
tutte le mie carte. Devo lavorare tutto il giorno e tutta la notte. Poi...
finalmente... il momento sarà giunto...
SEVRINE
La vita ti ha sedotto ancora una volta. Non vedi come ti si appiccica addosso e non si stacca più da te? Ma guardati. Fermati, Cesare. Ora non devi più agire. Basta.
CESARE
Non posso, non posso fermarmi... Le mille vite che avremmo potuto vivere ci si affollano intorno e pretendono di essere... E noi dobbiamo cacciarle come ombre. I fantasmi delle vite che non abbiamo vissuto hanno volti sanguinanti e occhi sereni. E noi li abbiamo allontanati tutti come mosche...
SEVRINE
Quelle vite che abbiamo rifiutato non valgono quell'unico fato che ci legò, me e te, per sempre.
(Sevrine raccoglie le carte sparse sul tavolo. Si sofferma su un foglio. Lo legge).
46
SEVRINE
"Serpente rinchiuso nella gabbia di ferro
Ove i giovani settari del re sono imprigionati
I vecchi e i padri usciranno dal profondo inferno
Così veder morire il frutto per morte e grida".
CESARE
Così veder morire il frutto per morte e grida... Così veder morire il frutto per morte e grida...
SEVRINE
Questo dovrebbe farti riflettere.
CESARE
Hai paura?
SEVRINE
Sei tu che devi avere paura (Posa il foglio sul tavolo ed esce).
CESARE
(Raccoglie il foglio, lo guarda a lungo, poi lo lascia cadere a terra) Il presagio avvenne allorché. era stato predetto.
Secondo atto
Scena 1
Interno giorno. Presidenza
Ignazio, cupo, è alla sua scrivania. Eva gli sta di fronte, in piedi.
IGNAZIO
Immaginerai per quale motivo ti ho fatta chiamare.
EVA No.
Quale?
IGNAZIO
Mi dicono che in questi ultimi giorni sei stata un'assidua frequentatrice del centro di calcolo...
47
EVA
E ancora non ti ho fatto rapporto... Scusami, ma ho capito che non è il mio genere... quello dell'investigatrice. Ho scoperto solo come si chiamava sua nonna.
IGNAZIO
Allora, non mi spiego per quale motivo...
EVA
Senti, Ignazio... Maledizione... Mi ci hai messo tu alle sue costole! Mi hai costretta a passarci giornate intere.
IGNAZIO
(Freddo) E questo ti è stato fatale.
EVA
(Mímando qualcuno che getta qualcosa di pesante addosso ad un altro) Tu mi hai gettata fra le sùe braccia.
IGNAZIO
(Mimando qualcuno che si scansa) Ma lui non si è scansato.
EVA
E' accaduto subito. Molto prima di quando pensi tu. Fu quando entrò
e io ero appena arrivata dalla stazione.. Mi sembra un secolo fa... Non furono gli occhi. No. Non fu il suo volto o il modo che aveva di guardarmi... L'uomo che entrò qui dentro non aveva nulla di attraente per me.
IGNAZIO
E com'è che t'ha ridotto in questo stato?
EVA
Furono le sue mani. All'improvviso le sue mani che giocavano con le mie dita... Non conoscevo il desiderio, Prima... Fu il tocco delle sue mani. lo non stavo più nel mio corpo, ma tutta racchiusa nel palmo della sua mano... Non so come sia possibile. Ma quella fu la prima volta che facemmo l'amore...
IGNAZIO
Con una stretta di mano.
EVA
Si. Con una stretta di mano.
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IGNAZIO
Calorosa, eh? Molto poetico, com'è nel tuo stile, cara. Ti ha detto che ha intenzione di lasciarci? (Un rumore alla porta) Ah, eccolo che arriva... Sentirai, sentirai... Avanti, professore!
EVA
(Sperduta) Se ne va?
(Entra Cesare).
CESARE
Buongiorno, preside. (Fa il baciamano ad Eva e la guarda fisso negli occhi) Eva... (A Ignazio) Ho ancora qualcosa da prendere nel mio studio, ma ci penserà Sevrine, che parte fra qualche giorno. Vorrei che tu controllassi le stanze che ho occupato, i laboratori, le aule.
EVA
Te ne vai? Cosa è successo?
CESARE
Niente di grave. Avevo un contratto temporaneo. E' semplicemente scaduto.
IGNAZIO
Il professore non ritiene più che la sua permanenza qui possa essere utile ai suoi studi.
EVA
(A Cesare) Tu lo sapevi... (A Ignazio) ... e anche tu lo sapevi,..
IGNAZIO
Vi lascio alle vostre spiegazioni. (A Cesare) Prendi il treno di mezzogiorno, no?(Guarda l'orologio) Da questo momento avete non più di... quindici minuti. Basta a malapena per una stretta di mano! (Esce).
(Le luci si abbassano. Eva si butta sulla poltrona. Cesare, in piedi, non sa bene che fare).
EVA
Vorrei che mi lasciassi in allegria, senza lugubri addii.
CESARE
Non si può lasciare chi non ci appartiene.
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EVA
Oh questo tu non puoi dirlo. Solo io so a chi appartengo... (Pausa) C'e qualcosa di sottilmente glaciale nell'amore... che raggela il sudore sulle tempie...
CESARE
L'amore è la spuma di un'onda. Vola per pochi attimi fino al sole... e poi s'infrange in terra e il mare se la ripiglia. E' sempre stato così.
EVA
(Si alza e si avvicina a lui) Voglio un'ultima cosa da te. Non so perché te ne vai e non sta a me giudicare. Però voglio sapere chi sei. Chi è l'unico uomo che ho amato fino ad esaurire ogni possibilità d'amore... Chi mi ha resa così come sono ora ... colma della sua assenza e libera... infine... da ogni desiderio ... Chi sei? Da dove vieni?
CESARE
Quand'ero ragazzo passavo il mio tempo nei boschi. Vivevo nel sud della Francia, proprio nelle zone che hai visitato tu. I colori erano caldi e si confondevano con ì profumi delle piante, dei fiori. Io vagavo e mi lasciavo attirare ora da questo, ora da quel profumo. La notte restavo immobile con gli occhi spalancati. Volevo cogliere i movimenti delle stelle. Volevo vederle girare. Ma il cielo era sempre rnetallico, vitreo. Le ore passavano. Le posizioni delle stelle cambiavano ed io non ero mai riuscito a scoprire il loro segreto...
Come facevano a rincorrersi in quella loro danza ordinata e invisibile? Una notte sognai questi versi:
"Il grande dal fulmine caduto di ora diurna
Male a predetto per portatore postulare"
Qualche giorno dopo ci fu un temporale estivo. Sulla mia casa, circa a mezzogiorno, cadde un fulmine ché incendiò tutto:
"Il grande... dal fulmine caduto di ora diurna"
Capisci? il grande... fuoco! ... era caduto dal fulmine a mezzogiorno!
EVA
E l'altro verso che significato aveva?
CESARE
Noi fummo tutti salvi. Ma un prete della vicina canonica, che veniva a trovare mia madre, fu colpito in pieno e morì sul colpo. Il prete
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portava l'acqua benedetta per la nostra casa e avrebbe chiesto le elemosine per i poveri della sua chiesa:
"Male a predetto per portatore postulare".
EVA
Hai dei presagi... vedi il futuro! Ma Michel de Notre Dame che c'entra con la tua infanzia?
CESARE
Molti anni più tardi mi capitò per le mani un libro. Erano le profezie di Nostradamus. Erano scritte in un francese antico, misto a italiano, greco, latino. Ma io riconobbi molte delle frasi che avevo sognato e che a me sembravano poesie senza senso.
EVA
Ma un senso l'avevano?
CESARE
Ogni volta uno diverso. Nelle parole che pronunciamo c'è sempre un altro significato che ci è ignoto. Una logica segreta regge, a nostra insaputa, ogni nostra frase. I significati sono infiniti. Ma ce n'è sempre uno solo giusto per te in quel preciso momento...
EVA
E tu lo afferri... prima che sia vero per gli altri...
CESARE
L'ordito dei giorni, dei secoli si sfilaccia... E' un sentire sulla tua pelle i terrori, i desideri, le speranze degli altri. Vedi dove sta correndo il fiume apparente della vita. Ma non puoi nulla. Non puoi intervenire. Non lo puoi mutare il corso di questo fiume. Puoi solo nuotarci dentro. A volte puoi scansarti, evitare di precipitare nelle rapide. Ma l'acqua è torbida, confonde tutto... i volti, i luoghi, la verità, la menzogna...
EVA
Non hai mai potuto evitare il dolore ... il male?
CESARE
Il male è solo il lato oscuro del bene ... (Pausa. Fa qualche passo e parla fra sé) Infiniti universi, infiniti mondi si sovrappongono e svaniscono l'uno nell'altro. Ogni immagine si riflette in infiniti specchi e non sai mai quale sia quella vera. I mondi finiscono e ricominciano nello spazio di un batter di ciglia... (Pausa. Si gira).
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Torna indietro verso di lei e la bacia furiosamente) Addio... Nunzia. (Esce).
(Eva crolla di nuovo sulla poltrona)
(Ignazio rientra)
IGNAZIO
Ho sentito male o ti ha chiamata Nunzia?
EVA
Origliavi dietro la porta!
IGNAZIO
Nun-zia ... che razza di nome... fa venire la faringite... Ma chi è?
EVA
Nulla. Lasciami in pace.
IGNAZIO
Secondo me, una che si chiama Nun-zia non può che avere il naso a becco d'aquila...(Fa una buffa mimica facciale) Nun-zia...
EVA
Magari dell'aquila avesse - anche le ali...
(Sono interrotti dall'ingresso di Andrea, che entra sconvolto, trafelato e li guarda entrambi, prima l'uno poi l'altra).
ANDREA
L'hanno arrestato... l'hanno arrestato...
EVA
Chi hanno arrestato?
IGNAZIO
Dove?
ANDREA
Cesare... hanno arrestato Cesare...
IGNAZIO
Dove, dove?
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ANDREA
Qui sotto... adesso... all'uscita della facoltà... sotto gli occhi degli studenti... due agenti in borghese ...
EVA
Ma perche? ... Perché?
IGNAZIO
Hanno detto il motivo... il capo d'accusa?
ANDREA
Una richiesta di estradizione che viene da Wurzburg. Germania.
IGNAZIO
Non pensavo fosse in Marocco. (Con una buffa mimica) Wurz-burg!
EVA
Ma perché... perché? Di che lo accusano?
IGNAZIO
Non sapevo che avesse insegnato anche lì.
ANDREA
Molti anni fa. E' incriminato per omicidío colposo. Qualcuno è morto per aver ingerito delle sostanze tossiche preparate da lui.
IGNAZIO
(A Eva) Che t'avevo detto? (Con aria schífata) Tutti quegl'intrugli... (facendo smorfie) puzzolenti... bene non potevano fare! (Le guarda le mani) Come stanno le tue mani?
EVA
(A Ignazio) Non si sono ancora staccate, grazie. (Ad Andrea) Andrea,
che si può fare?
ANDREA
Non lo so... non lo so...
EVA
Non possiamo abbandonarlo adesso.
ANDREA
No. Non adesso. Bisogna agire.
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IGNAZIO
(Raggiante, cercando di nascondere la sua gioia) Non c'è da preoccuparsi, ragazzi. Con le mie conoscenze, troverò una soluzione. Certo, queste cose non sono mai semplici... Ci sono vincoli internazionali... conflitti di competenza... Ci sarà da discutere, da smuovere... Ci penso io. So a chi rivolgermi. Un buon azzeccagarbugli e si risolve tutto. (Interfono alle segretaria) Signorina è urgentissimo. Mi porti la lista degli studi legali che hanno difeso uomini politici negli ultimi sei mesi .... (Ad Eva e ad Andrea) Quelli sono i migliori... (Con la segretaria) Come dice?... Ci vuole un camion?... Va bè... va bè... vada in ordine alfabetico ... mi porti la A... Ha capito? Solo la A! (Rivolto a Eva e Andrea) Non c'è nulla da temere. Però, mi raccomando, non allarmate nessuno. Intesi? Non sta succedendo niente. Niente!
ANDREA
Non vorrei disilluderti ma... fra un quarto d'ora tutta la facoltà sarà in subbuglio... Alcuni studenti hanno assistito all'arresto e non se ne staranno certo zitti.
IGNAZIO
Fate quello che potete. Che se ne parli il meno possibile. E, soprattutto, tenete lontani i giapponesi.
EVA
I giapponesi?
IGNAZIO
Si, i giapponesi... i divulgatori... la stampa!
EVA
Potremo... potremo vederlo?
IGNAZIO
(Si ferma sulla porta) Vederlo? E' un'ídea! (esce).
(Andrea imbocca la porta dietro di lui).
EVA -
Andrea, dove vai? Non mi lasciare sola... non in questo momento...
ANDREA
(Secco, distante) Ho da fare (esce).
(Eva resta sola. Accende la radio. Si diffonde la solita musica di violini yiddish. Eva danza da sola nella stanza vuota).
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Scena 2
Interno carcere. Ora imprecisata.
Cesare, di spalle, è seduto sul letto a scrivere su un tavolino di fortuna. La luce è fioca. Si apre la porta. Fanno entrare Ignazio. Cesare non si volta, come se lo aspettasse.
CESARE
Ti aspettavo.
IGNAZIO
Ah certo... dimenticavo che sei un mago... Ma la tua abilità profetica non ti è servita ad evitare questo.
CESARE
Chi ti dice che volessi evitarlo?
IGNAZIO
Non ti senti rinchiuso in gabbia, tu... che non tolleri alcuna costrizione?
CESARE
Qui non sono più in gabbia di prima. Le prigioni in cui rinchiudiamo le nostre anime sono assai più dure e senza speranza delle prigioni degli uomini... (Si volta) Come sta Andrea?
IGNAZIO
Non mi chiedi di Eva?
CESARE
(Con rabbia) Quel ragazzo ha bisogno di me!
IGNAZIO
Non sei suo padre.
CESARE
Sono molto di Più. Sono l'uomo in cui ha avuto più fiducia e da cui si è sentito più abbandonato... (A Ignazio) Perché, mi hai chiamato nella tua facoltà, pur sapendo che ero ricercato?
IGNAZIO
Proprio per quello. Era la garanzia di potermi disfare di te in qualsiasi momento con una telefonata...
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CESARE
Sei tu che mi hai fatto arrestare!
IGNAZIO
Comunque, se vuoi, c'è il modo di farti uscire.
CESARE
A che pro?
IGNAZIO
Libertà vigilata, arresti domiciliari, ricovero in ospedale... Ci sono molti modi... Poi, una volta fuori, sta a te trovare una via di fuga.
CESARE
Mi fai arrestare, poi ti offri di aiutarmi... Ma cosa vuoi da me?
IGNAZIO
Do ut des.
CESARE
Metti finalmente le mani sulle mie ricerche. Io sono costretto a fuggire. Non ci sarebbe il modo di fermarti...
IGNAZIO
Questa è la tua ultima possibilità. Non te ne capiterà un'altra. Con i capi d'imputazione che ti ritrovi, non ti basteranno neanche cent'anni di galera.
CESARE
Cent'anni... Un battito di ciglia di Shiva... Un giorno di Brahama...
IGNAZIO
Sei un povero pazzo (esce).
CESARE
" Per sue colpe trasmesso nella gabbia di ferro
Ove i giovani settari del re sono imprigionati
I vecchi e i padri usciranno dal profondo inferno
Così veder morire il frutto per morte e grida".
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Scena 3
Interno giorno. Centro di calcolo
Tutto e in subbuglio. Tutti i computer sono accesi meno uno. Carte ovunque, anche per terra. Libri, quaderni. Andrea lavora febbrilmente. Entra Eva.
EVA
Cosa stai facendo... Certo non stai riordinando la sua roba!
ANDREA
Non ci penso neppure. (Dà una botta al computer spento) Se riuscissi ad avviare questa baracca capirei qual è il nocciolo della questione (Il computer si accende) Ehi!... Si è acceso! La tecnologia avanzata... Tutte uguali le macchine!
EVA
Il nocciolo di quale questione? Il nocciolo non è quello che fonde?
ANDREA
(Disattento) Si, brava... è proprio quello che fonde...
(Entusiasmandosi) Il piano era tutto qui... ma lui è furbo e senza
56b
questo (agita un quaderno che ha in mano) nessuno ci capisce niente. Sta a vedere (batte sui tasti di un altro computer) Guarda, questi sono i disegni della struttura del reattore...
EVA
A me sembra un televisore rotto.
ANDREA
Questi sono ì calcoli per la costruzione dell'involucro...
EVA
E allora?
ANDREA
Non è stato costruito secondo le regole di sicurezza. C'è stato, fin
dall'inizio, un errore strutturale. Cesare stava cercando di correggerlo.
EVA
Siamo in pericolo?
ANDREA
E sai perché c'è stato un errore? Guarda questa cartellina.E' di
Ignazio. Vedi che c'è la sua sigla? E il contratto di appalto alla
società costruttrice della centrale. (Legge) SOcietà Libera di
Ascona SOLA!
EVA
Il nome è tutto un programma!
ANDREA
Roba di dieci anni fa. Un contratto che vale fior di miliardi... Sai chi è il maggior azionista di SOLA?
EVA
BIDONE esse pi a?
ANDREA
Una società tedesca. Tutbestende RUber Fassen TRUF!
EVA
Andiamo bene!
ANDREA
... che appartiene al gruppo FUndiert Rechts Bewegung... ovverosia FURB... controllato. dalla multinazionale giapponese MOTE LATIRO.
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EVA
Mo' te la tiro?
ANDREA
Dietro questa società c'era Ignazio...
EVA
Naturalmente.
ANDREA
E come prestanome aveva usato mia madre... E' tutta sua la responsabilità di quello che succede alla centrale.
EVA
Allora Cesare aveva scoperto tutto.
ANDREA
E Ignazio aveva scoperto che lui aveva scoperto.
EVA
Ma non ha scoperto che adesso anche noi abbiamo scoperto.
ANDREA
Magari è lui che l'ha fatto arrestare.
EVA
Che si può fare?
ANDREA
Non tutto è perduto. Lui adesso non sa che noi sappiamo.
EVA
Ma noi sappiamo che lui sa che Cesare sa.
ANDREA
Guarda questi grafici e questi numeri.
EVA
Io se vuoi li guardo, ma è un puro contemplare...
ANDREA
C'è un modello matematico per riportare il reattore in condizioni di sicurezza.
58
EVA
Che farai adesso?
ANDREA.
C'è una cosa sola da fare. Andare alla centrale e verificare queste equazioni...
EVA
A quante incognite?
ANDREA
Tutte.
EVA
Dì la verità, è pericoloso?
(Andrea allarga le braccia. E' un po' comico perché vuol fare l'eroe
con Eva)
EVA
Cosa può succedere?
ANDREA
Bè... al massimo... (con l'aria da eroe martire) ... una fuga di radiazìoni!
EVA
Metti a repentaglio la tua vita... Cesare non vorrebbe...
ANDREA
(Melodrammatico) Questo è il debito che ho con lui (esce di corsa).
EVA
Aspetta ... Andrea ... Andrea!
(Nel rincorrerlo, scontro frontale con Sevrine che sta entrando, anche lei di corsa al centro di calcolo.)
SEVRINE
Dove corre Andrea con i razzi al culo?
EVA
Devi fermarlo, Sevrine... fermalo!
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SEVRINE
(Guardandosi intorno) Che caspita sta succedendo qua dentro...
Tutto acceso tutto per aria
EVA
Siamo in pericolo
SEVRINE
(Senza scomporsi, cominciando a fare ordine) Per fortuna che la
polizia italiana non concorre per il premio Speedy Gonzales... Ma ci
sarà pure una perquisizione... e guarda che ti trovo!
EVA
Andrea è in pericolo ...
SEVRINE
(Si ferma e la guarda dura) Lo so.
EVA
Come... lo sai... Che significa? Cosa sai... non hai avuto il tempo di...
SEVRINE
Aiutami a mettere in ordine.
EVA
Ma la centrale... Andrea... che si può fare?
SEVRINE
Tu non puoi fare nulla... se non aiutarmi a sistemare questa stanza. Quando non c'è nulla che tu possa fare, ricorda, l'unica è mettersi al lavoro!
EVA
Ma siamo in pericolo... E' il momento di agire...
SEVRINE
Sbagli. E' il momento di attendere...
EVA
Cosa? lo non riesco a stare ferma.
SEVRINE
Appunto... lavora! Ogni tempo ha la sua legge. Ogni destino deve compiersi.
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(Qui ci vuole un effetto dissolvenza: abbassamento di luci, musica
veloce, in accordo coi movimenti delle donne, un po' robotici. Deve
trascorrere dei tempo mentre le due donne lavorano. Poi si buttano
su due sedie stanche e come addormentate. La luce e cambiata.
Dev'essere trascorsa mezza giornata almeno).
(Entra, pallido, Ignazio. Eva e Sevrine scattano in piedi)
IGNAZIO
Imbecille... E' andato ad ammazzarsi...
SEVRINE
(Grave) Andrea ...
EVA
(Urlando) Andrea!
IGNAZIO
Perché non l'avete fermato? E' entrato con un sotterfugio... ha fatto la mia firma falsa...
SEVRINE
Com'è successo?
IGNAZIO
E' scomparso! Non ne fa mai una giusta...
EVA
Come . . . scomparso?
IGNAZIO
Nella piscina.
EVA
In dicembre. . .è andato in piscina?
IGNAZIO
Ma no... I reattori nucleari hanno piscine di refrigerazione delle barre radioattive... Ma cosa sto qui a spiegarti... Sono vasche profonde con pareti lisce e senza appigli. Se non sai nuotare sei fregato.
Eva piange sommessamente.
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SEVRINE
(Fredda) Nessuno lo ha aiutato?
IGNAZIO
Non hanno fatto in tempo. La notizia si e diffusa subito. La centrale straripa già di giornalisti. Non tarderanno ad arrivare anche qui.
SEVRINE
(Sarcastica, indicando la giacca) Guarda che questo colore spara in tv.
EVA
Volevi tanto conoscere il segreto di Cesare. (Indica il computer che non si accendeva e gli butta davanti il quaderno esaminato da Andrea) Eccolo! Andrea ha cercato di fare quello che Cesare non ha potuto...
IGNAZIO
La traversata ... dell' Iperspazio?
EVA
Cesare aveva scoperto la tua truffa...
IGNAZIO
Non sai che dici... Cesare stava continuando l'esperimento di Filadelfia. Sai, quan-
do gli americani nel '43 fecero scomparire addirittura una nave da guerra con tutto l'e-
quipaggio.
Cesare stava lavorando a questo: invertendo gli atomi con un reattore nucleare, si mo-
difica il campo gravitazionale, purtroppo con effetti imprevedibili. Non sempre le per-
sone che scompaiono possono riapparire. E' ancora una scienza incerta.
Assuero, l'ebreo Errante, pare che lo facesse naturalmente ed anche Cagliostro, San Germain... e Nostradamus. Andrea, spinto dall'emozione e dalla disperazione fece quello che Cesare non ebbe il coraggio... o la necessità di fare. Non sappiamo se ricomparirà... vivo.
SEVRINE
Che importanza ha ormai. Il sacrificio è compiuto (accende la grande radio d'epoca e cerca una stazione locale).
SPEAKER
Radio Ascona vi augura buona serata con le ultime notizie dalla nostra città. Oggi pomeriggio, alla centrale nucleare, e morto Andrea Bentivegna. Il preside della facoltà di fisica, presso la quale il Bentivegna lavorava, ha dichiarato che il giovane stava probabilmente cercando di sottrarre alla giustizia prove decisive della colpevolezza del prof Rimanti, arrestato alcuni giorni fa per omicidio colposo. Si sospetta che l'anziano professore abbia sabotato l'impianto della centrale, in collegamento con servizi segreti stranieri. La richiesta di estradizione dalla Germania...
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SEVRINE
(Disgustata, spegne la radio e guarda Ignazio con disprezzo) Ottima
mossa. Il sabotatore adesso è Cesare!
(Eva ha la testa fra le mani e cammina in su e in giù. Poi, come avendo preso una risoluzione scappa via)
IGNAZIO
Dove vai, sciocca?
EVA
(Sulla porta, come in trance) Da Cesare... in prigione... (esce)
IGNAZIO
Cosa credi di fare? Aspetta... (le corre dietro).
SEVRINE
(Immobile, come a se stessa) E' inutile. Cesare non c'è. (Pausa) E' inutile cercarlo... Ha ripreso il suo andare... Infiniti universi, infiniti mondi si sovrappongono e svaniscono l'uno nell'altro...
(Sevrine si aggira nella stanza e dondolando leggermente. Le luci si abbassano molto. Un violino yiddish lontano suona. Dietro Sevrine improvvisamente appare come dal nulla Michel in controluce. E' una figura nera di cui non si riconoscono i connotati. Sevrine gli parla continuando a dargli le spalle)
SEVRINE
Era scritto. Lo sapevamo. Povero giovane...
"Davanti al padre il giovane sarà ucciso
Non languirà. più, lungo tempo sarà senza sale
Giacente il capo nel mezzo corne un tronco"
Michel... non siamo riusciti a salvarlo.
"Cupidigia per veder piangere al vento la penna"
Michel, la tua penna non può far altro' che piangere. A che pro
percorrere il mondo in lungo e in largo, accorrere là dove sai che il
dolore si sta per abbattere?
MICHEL
Un tempo ho creduto di poter aiutare il mondo. Un tempo ho osato molto. Ho potuto scorgere eventi grandi, forze che hanno animato popoli, volontà che hanno mutato i cieli. A nulla è valso. La mia opera non ha mai mutato il corso della storia
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SEVRINE
La storia è grande, Michel. La storia è Dio. Hai commesso peccato d'orgoglio credendoti uguale a Dio.
MICHEL
Ma è anche fatta di piccole cose, di piccole storie. Una madre, un bambino, un'amante, un discepolo... Granelli di sabbia che svaniscono nell'infinita trama... E' venuto un tempo in cui ho capito che non mi era concesso misurarmi con la mano di Dio sui grandi fatti del mondo. Ho sperato allora che mi si lasciasse portare speranza e luce in quelle microscopiche vite che si agitano nel dolore e nell'impotenza. A costoro volevo portare una parola d'amore. Ho pregato che si appoggiassero alla mia spalla, che prendessero da me a piene mani... Andrea... figlio mio... ti vidi così solo, così privo di forza. Fu per te che ripresi la strada...
SEVRINE
Quello che tu possiedi non si addice agli uomini. A ognuno il suo destino.
MICHEL
Riconoscere nel seme l'albero e nel vecchio il lattante che fu, vedere tutto nello stesso infinito istante. Questa è la mia condanna.
SEVRINE
Il tuo privilegio... che all'uomo non è concesso. E se gli è dato di incontrare uno come te, lo fugge come la peste. Ricorda le tue stesse parole:
" Cupidigia per veder piangere al vento la penna".
Gettala via, la penna! Che non ti serva più, quella serpe!
MICHEL
Cesare, dunque, non leggerà mai i miei scritti? Per lui scrissi ogni parola perché solo lui capisse.
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SEVRINE
Perché capire, se non serve? Le forze dell'universo sono troppo potenti. Meglio non sapere.
(La musica si fa più forte e più allegra).
MICHEL
Ascolta, Sevrine. Zoltan è, tornato. Nell'accampamento si riaccendono i fuochi e i violini scrivono i loro geroglifici sul vento.
SEVRINE
Gli zingari sanno il mondo, ma non lo scrivono. Lo danzano!
(Michel la prende sottobraccío e vanno verso la musica. Escono di scena).
(Dalla radio o altoparlante)
MICHEL
Dei gran bordelli i Santi malcontenti:
D'un tratto per gli Androgini, sarà più lieto evento.
La maggioranza non sà vedere i tempi,
Quando a mangiar di magro, fra lor sono in aumento.
Il dono saggio dei due sessi conosceranno dell'onesto incontrarsi. Poi restare soli sanno. Osano portare la sola parola che prontamente appaga gli uomini comuni: Amore.
Da lassù può poi un utile Fato recar luce agli incarnati.
Non appoggiare la natura e comunità pronta hai, che di serate in buona compagnia ne avrai.
Il punto della nostra sintesi intendi: se i rudi mestieri un amore hanno continuamente impedito alle donne, né più il futuro spasimanti riveli, male pure esservi vedere pena ad esse, se viene l'urlo dei sesso.
Giovarne a noi così di un nuovo tesoro l'uso sorto.
Fatte sparire le ultime paure, invece dell'esigente possesso un ben più reale sesso conseguirete.
SIPARIO
65
L'Ebreo Errante:
Al tempo della Passione, Gesù gravato dalla croce si appoggia alla casa di Assuero, ma viene invitato a camminare. Rispose: -Io vado. ma tu camminerai finché non profetizzerai agli uomini l'avvento del vero Amore."
Assuero poi venne battezzato da Anania assieme a Paolo, ma non poteva fermarsi a lungo in alcun posto. Ogni centanni ritorna all'età che aveva quando Cristo venne mandato a morte.
Se si trova con uomini rispettabili risponde a tutte le domande.Rifiuta i doni. contento di una veste e di un cibo semplice.
Si ha notizia di moltissime sue apparizìoni in tutta Europa. La voce popolare dice che Assuero e Nostradamus sono la stessa persona.