KUBA&MAKUMBA

(Lovecigar)


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La vicenda è ambientata in piccola parte parte nell'isola di Cuba e poi in Italia, a Roma e a Frascati, ai giorni nostri. Tre dei personaggi principali (Duarte - vero nome : Edoardo Zanini - romano trapiantato a Cuba da 25 anni; il prof. Trombetti, anziano deputato frascatano; il cavalier Moriconi, presidente di un network televisivo) sono stati concepiti per essere interpretati dallo stesso attore Carlo Verdone. Si tenga conto di questo nella valutazione del testo.

 

Edoardo Zanini è un romano che vive a Cuba dal 1975. Arrivò nell'isola con due amici e un piccolo capitale. L' idea era quella di impiantare lì una società import-export e di arricchirsi facilmente con i sigari e l'artigianato locale. Ma le cose non andarono così: Duarte si innamorò e sposò subito una ragazza (Roselita) rimasta incinta di lui; uno dei due soci morì dopo un anno in circostanze misteriose e l’altro fuggì in Italia con i soldi della società, lasciando Edoardo nei guai.

L'uomo saldò tutti i debiti ma questo gli costò il fallimento e solo dopo molti anni, ridimensionando le sue ambizioni, riuscì a trovare un lavoro come bidello (cambiando il nome in Duarte) in una scuola elementare dell'Avana. Nel frattempo erano nati quattro figli (due grandi, ora 23 e 20 anni, che vivono ormai per conto loro, poi una coppia di gemelli di 9 anni).

 

Giungiamo così ai giorni nostri, in cui è ambientata la vicenda descritta Roselita, la moglie, è operaia in una fabbrica di sigari, Edoardo (che dopo il fallimento ha preferito cambiarsi il nome in Duarte) fa il bidello e trascorre molto del suo tempo libero al bar : praticamente è diventato un ubriacone (di birra) ma dentro di se coltiva sempre la speranza che un giorno possa tornare la fortuna e per questo continua a scrivere lettere su lettere al Lider maximo Fidel Castro, descrivendosi come un imprenditore creativo ma sfortunato e proponendogli improbabili iniziative commerciali. Per il resto in casa fa poco o nulla (quando torna dal lavoro o dal bar è quasi sempre ubriaco e passa il tempo a dormire sull'amaca) e la moglie Roselita, pur amandolo, è molto scontenta di lui, anche sul piano sessuale. La moglie di Duarte è una bella cubana (ora ha poco più di 40 anni), dal corpo piacevole anche se appena un po’ appesantita dalle varie gravidanze. Di origini modeste, si innamorò di Edoardo quando aveva appena compiuto 18 anni . Rimasta incinta di lui, si sposarono in pompa magna perché la società di Edoardo in quel periodo sembrava avere ottime prospettive di crescita. Ma le disavventure economiche e giudiziarie del marito l’hanno poi costretta al lavoro in fabbrica.

***

 

La vicenda inizia a casa di Duarte : una villetta senza pretese, con un piccolo giardino. E' un pomeriggio di domenica e Duarte sta dormendo come al solito sull'amaca (mentre si inquadra il giardino, le seggiole, etc, si sente la voce depressa del protagonista che racconta come sia arrivato a ridursi così). La porta di casa è aperta e si intravede la moglie che stira e sbuffa, mentre i gemelli giocano e la fanno a un certo punto arrabbiare. Uno dei bimbi riceve un ceffone e comincia a piangere svegliando il padre, che subisce anche lui le rampogne della moglie e decide, per ammansirla, di uscire e portare i bambini a prendere un gelato. Il giorno dopo Roselita, in fabbrica, si confida con l'amica Sandra (anche questa molto sfortunata con il proprio marito, che l’ha da poco abbandonata per una turista americana). Le due si trovano d'accordo a dire che erano meglio i tempi di una volta, quando c'erano ancora le makumbe. Sandra riferisce a Roselita che esiste ancora uno stregone in grado di farle (lo strego Bonario) e pare anzi che sia proprio bravo con i filtri d’amore. Roselita speranzosa si fa accompagnare.

 

Lo strego, dopo aver ascoltato Roselita, applica la sua magia ad una scatola di sigari che lei vuole regalare al marito. Anzi, Bonario fa tre diverse magie su tre gruppi di sigari e li contrassegna con bollini di diverso colore : il bollino giallo dorato per un effetto mistico religioso (adatto per convincere Duarte ad accompagnarla alla messa di domenica); il bollino blu per un effetto spiccatamente romantico; il bollino rosso per una straordinaria passione erotica. Bonario comunica anche l'antidoto : basterà una luce intensa e improvvisa come un flash a far tornare Duarte quello di prima, senza che ricordi nulla. Lo strego consegna i sigari a Roselita, ma la ammonisce : se Duarte dovesse fumare i sigari in presenza di altre donne potrebbe rivolgere la sua attenzione su quelle. Roselita ringrazia e va via, tornando in fabbrica per farsi confezionare un bel pacco regalo. Ma l'addetta è in pausa pranzo e così lei le lascia la scatola : la ritirerà il giorno dopo. L'addetta, però, versa inavvertitamente della coca cola sulla scatola e così estrae i sigari, per non bagnarli, e va al reparto confezionamento per prendere un un'altra scatola. La collega del reparto la consiglia di prendere una nuova scatola già confezionata e di lasciare i suoi sigari a lei : li mischierà con gli altri sul nastro trasportatore. L'altra torna al suo posto e colora i nuovi sigari con le stesse tinte che aveva notato sui sigari della prima scatola : così Roselita non si accorgerà dell'incidente ! (l'operaia naturalmente non sa niente della makumba) Così a casa di Duarte arriva una scatola di normalissimi sigari cubani, mentre quelli magici partono, mescolati in diverse confezioni, per Roma e dintorni.

 

Quando il giorno dopo Duarte (che ha avuto una brutta mattinata di lavoro : mentre a scuola arrivava - unica volta in vent'anni - a fare visita proprio Fidel Castro, lui era stato costretto ad accompagnare ai bagni un bambino che se l'era fatta nei pantaloni..) rincasa trova la tavola riccamente imbandita e una moglie seducente e ben vestita. Sono soli, perché lei ha mandato i piccoli dalla mamma. Duarte mangia e beve, servito e riverito da una insolitamente remisiva Roselita che, alla fine del pranzo, gli regala la scatola di sigari e lo invita ad andare sull'amaca : lei gliene porterà uno accendendoglielo. Roselita apre la scatola e prende un sigaro con il bollino rosso. Lo porta al marito, glielo accende e attende, ma Duarte invece di saltarle addosso si addormenta come al solito lasciandola delusa e infuriata. Roselita stacca il sigaro acceso dalla mano del marito e lo schiaccia con rabbia, poi prende la scatola ed esce di casa per andare dallo strego Bonario.

 

Nel frattempo i sigari magici sono arrivati in Italia e vengono distribuiti in varie rivendite a Roma e dintorni.

 

Il primo sigaro ad essere fumato è uno con il bollino blu (romantico). Lo fa il cavalier Moriconi, uomo volgare e violento, presidente di un piccolo ed emergente network televisivo specializzato in fiction truculenta. C'è riunione di tutto il consiglio per approvare un nuovo serial (Città insanguinata). L'uomo accende il sigaro non appena inizia la proiezione in anteprima, ma vedendo le prime scene sanguinarie blocca tutto e ordina pesanti modifiche alla trama del serial : niente più sangue, non più assassini, ma belle e romantiche ragazze che si sposano con baldi poliziotti ( alla fine cambierà anche il titolo in "Cuori d'orfanelle"). I collaboratori tentano qualche obiezione ma poi obbediscono.

 

Intanto Roselita è tornata dallo strego Bonario e lo offende pesantemente. Lo strego dice che la sua magia è garantita e così prepara su uno dei sigari di nuovo la makumba erotica, proponendo a Roselita di fumarlo per prova. Nel frattempo la suocera ha riaccompagnato i nipotini a casa , trovando il genero addormentato sull’amaca e ignaro di dove sia andata la moglie. Duarte comincia a preoccuparsi.

 

Nel frattempo a Frascati il prof. Trombetti, illustre frascatano, anziano e deputato al parlamento, sta tenendo un accorato discorso contro la corruzione dilagante nella sede dell'associazione cittadina in difesa della moralità. La sala è stracolma di gente anziana, i notabili del luogo. Trombetti, che è seduto al centro di una lunghissima tavola coperta da una lunga tovaglia, ha accanto a se la ottuagenaria presidentessa della associazione, che pende dalle sue labbra. Durante il discorso l’uomo, per dare maggiore enfasi ad un concetto ("..è meglio il vizio del fumo piuttosto del sesso..!") si accende un sigaro (rosso = erotismo) e improvvisamente, da sotto il tavolo, comincia a tastare la vecchia seduta accanto. Lei sorpresa inveisce contro di lui, si accapigliano e rotolando all’indietro con le sedie, si trascinano addosso l’immensa tovaglia che li copre . Alla fine riescono a dividerli e lui viene portato di forza in ospedale. Mentre è disteso sulla lettiga, prima di entrare in ambulanza, un flash lo colpisce in pieno viso e così Trombetti torna in se, spaesato. Ma i giornalisti lo tempestano di domande sull’accaduto che lui non comprende e questo lo fa indemoniare ancora di più. Quando l'ambulanza parte, esce dal palazzo anche la vecchietta, che nel frattempo si è perdutamente innamorata del deputato.

 

Un altro sigaro, sempre rosso, viene nel frattempo fumato in una scuola media di Roma. A farlo è Luca, un ragazzino di appena tredici anni, durante la ricreazione, nei bagni. Gli amici lo sfottono sempre perché ha l'aspetto molto infantile e non vogliono mai dividere con lui le sigarette, né le riviste porno che si portano nei bagni. Ma Luca ha fregato un paio di sigari al nonno e ne accende uno sotto gli sguardi invidiosi degli altri. Dopo un paio di boccate strabuzza gli occhi, strappa le riviste porno dalle mani dei compagni e si chiude a chiave in un cesso cominciando a mugolare. Suona la campanella e una grossa e grassa bidella, severa e inflessibile e terrore degli studenti (".. è arrivata la cacacazzi..!") irrompe nei bagni per rimandare tutti in classe. Escono tutti, tranne Luca ancora nel cesso. La bidella sentendo i mugolìi bussa, fa la voce grossa e Luca apre la porta trascinandola dentro. Lui uscirà, stravolto, dopo qualche minuto, lasciandola sbracata sul cesso a chiamare aiuto.

 

 

A Cuba, intanto, Roselita accende scettica il sigaro offertole dallo strego Bonario ma dopo un paio di boccate, presa dalla makumba erotica, salta addosso all’uomo (vecchissimo e magro come un fachiro). Questo, cavalcato brutalmente dalla donna invasata, ha un orgasmo rapidissimo e muore d'infarto con la lingua fra i denti. Lei allora ("…bah..! Questo è andato.!") esce e blocca un taxi, ma all'interno aggredisce anche il tassista che perdendo il controllo avrà un incidente.

 

Intanto fervono i preparativi per lanciare "Cuori d’orfanelle" : è arrivata infatti l'ora della conferenza ufficiale di presentazione alla stampa del nuovo serial. Per l’occasione il presidente Moriconi (ancora in vena romantica per gli effetti del sigaro blu) non ha badato a spese ed ha affittato una grande e antica villa nel cuore dei castelli romani, tutta circondata da alberi in fiore. Le auto dei giornalisti cominciano già ad affollare il parcheggio mentre alcuni inservienti stanno ancora montando la nuova insegna del network sul portale d'ingresso, tra lo stupore generale (la vecchia insegna, vista nella scena del primo sigaro, era "Pulp Canal" e aveva come sfondo il selciato di una strada buia con in primo piano una pistola che gocciava sangue; la nuova insegna è "Canal grande" con lo sfondo di Venezia e in primo piano una gondola con due innamorati sorridenti a bordo e il gondoliere anche lui sorridente con una margherita in bocca). Due giornalisti guardano perplessi e uno chiede all'altro quale scherzo stia riservando loro il presidente del network. L'altro giornalista risponde : "sarà un'altra trovata pubblicitaria di quel furbastro !" I due entrano dentro insieme agli altri giornalisti e man mano che si avvicinano alla sala (lungo corridoio tappezzato di locandine del serial) si rendono conto della trasformazione (cuori di orfanelle; etc ) ma continuano a pensare che sia una trovata ad effetto per scuotere maggiormente gli spettatori: prima o poi di certo arriverà lo shock … che genio quel presidente ! Quando la sala è ormai gremita e in attesa ( grande brusio per le varie inaspettate trasformazioni) arriva finalmente l'auto del presidente, che è subito assediato dai fotografi. Al primo flash l'uomo ritorna il cinico di sempre e si stupisce quando tutti gli chiedono di "Cuori di orfanelle". Con passo deciso si dirige verso la sala, strappando qua e là, con disgusto, le locandine (è sempre inseguito dai fotografi). Entrato in sala lo attende un applauso scrosciante : l'uomo, che vorrebbe subito chiedere ai suoi collaboratori il motivo della trasformazione (non ricorda di averla ordinata lui stesso), si ammansisce per non creare scandalo e si siede nervosissimo al suo posto perché sta per iniziare la proiezione. Mentre il buio arriva in sala il presidente, nervosissimo, si cerca un sigaro in tasca e lo accende : questa volta gli è capitato un sigaro dorato ( mistico religioso). Mentre scorrono i titoli i suoi collaboratori, seduti accanto a lui, ogni tanto lo guardano per percepire le sue emozioni. Ma lo sguardo dell'uomo, avvolto dal fumo, è di nuovo sorridente, anzi sognante. I collaboratori, tranquillizzati, si rilassano. Intanto il trailer in anteprima termina con la scena del matrimonio tra i poliziotti e le orfanelle e nella sala parte qualche fischio ma anche numerosi applausi. Quando ritorna la luce il presidente si alza in piedi e va al microfono, spegnendo prima il suo sigaro. Un giornalista gli chiede che cosa succederà dopo il matrimonio e lui risponde sicuro: "..tutte le coppie si separeranno !" Brusio di disapprovazione in sala e sguardi contenti invece tra i collaboratori, che pensano che il presidente sia rinsavito. Ma lui continua : "si separeranno perché le giovani spose diventeranno tutte suore fondando un nuovo ordine religioso per portare la pace e la fratellanza nella città !" Di nuovo applausi, con i due giornalisti che abbiamo incontrato all'ingresso che dicono : "Che genio ! E' riuscito a passare dal pulp alla new age senza perdere il consenso del pubblico !" Insomma tutto sembra volgere al meglio. Il presidente si avvia al buffet circondato da alcuni prelati e molte suore che si vogliono congratulare con lui per il preannunciato seguito del serial, così intriso di religiosità. L'uomo si schermisce, sembra un agnellino, è emozionato come un bambino e anche nervoso. Di istinto si infila di nuovo la mano in tasca e tira fuori un altro sigaro. Questa volta gli capita quello con il bollino rosso. Lo accende e dopo un paio di boccate si gira di slancio verso la suora più anziana, abbracciandola. La religiosa all'inizio ricambia l'abbraccio, pensando ad una sincera espansività. Poi l'uomo le appoggia una mano dietro la tonaca, sul sedere, e comincia a tastare vistosamente. La donna urla e comincia il parapiglia. L'uomo viene immobilizzato e i giornalisti si accalcano fotografandolo e facendolo perciò tornare normale con la luce dei flash. L'uomo comincia a urlare come un indemoniato mentre la religiosa aggredita inveisce in latino contro di lui. Accorrono due poliziotti, poi la solita ambulanza e Moriconi viene portato d'urgenza in ospedale. Il sigaro nel frattempo è caduto su un tappeto e il suo fumo si mischia con quello del tappeto che inizia a fumare, spandendo e amplificando gli effetti del fumo magico nella sala. Così attempati vecchietti in smoking diventano satiri e cominciano ad inseguire tutte le donne presenti (non solo anziane..), molte donne a loro volta improvvisamente aggrediscono i loro mariti esterefatti da tanto slancio. La scena è apocalittica e da lontano un vecchio capocameriere, preoccupato per il tappeto che brucia, si tappa il naso, fa cenno ad una giovane cameriera di seguirlo con un secchiello di ghiaccio e acqua e si dirige, facendosi largo tra corpi avviluppati, verso il focolaio d'incendio. Prima però che riesca ad intervenire viene a sua volta aggredito da un uomo in smoking. Il cameriere si gira sdegnato : "..ma io sono un uomo !" e l'altro, con voce da gay : "Mmmmm!!!" e lo insegue mentre l'altro se la da a gambe. La giovane cameriera, giunta anche lei sul luogo dell’incendio, raccoglie Il sigaro rosso dal tappeto, spegne l'incendio e fa per spegnere anche il sigaro ma, sedotta dal suo ottimo profumo si nasconde dietro una tenda e fa un paio di tirate. L'immediato effetto la costringe a denudarsi (sempre dietro la tenda) mentre davanti passa una coppia di invitati e così lei, ormai presa da raptus erotico, tira fuori un braccio uncinando l'uomo per il collo e trascinandolo dietro la tenda. La moglie di questo, gran chiacchierona, non si è accorta di nulla tutta presa dal suo discorso (sta commentando agitata ciò che è appena accaduto nella sala). Il marito si affaccia dalla tenda solo con la testa (mentre la giovane cameriera approfitta delle sue parti basse) e risponde alla moglie a monosillabi, cercando di mascherare il più possibile le proprie sensazioni di piacere. La cameriera intanto si è "saziata" e svicola via, spegnendo con cura il mozzicone di sigaro e conservandolo in tasca mentre ancora invasata si avvia, aprendo la porta del balcone dietro la tenda che da verso il prato e avviandosi decisa verso l'uscita della villa. Invece, con i pantaloni sbottonati e in stato di shock l'uomo vittima dell'aggressione ricompare affannato dalla tenda cercando di rivestirsi mentre la moglie, gettandogli uno sguardo distratto, lo rimprovera (da notare che intorno sono tutti mezzi nudi e scarmigliati) di vestire sempre in modo sciatto ("meno male che adesso nessuno ti sta osservando !..a te qualsiasi vestito addosso ti diventa uno straccio..!").

 

 

Intanto a Cuba la polizia accompagna a casa Roselita, che è tornata in se soltanto dopo il flash della foto segnaletica (la volevano carcerare, dal momento che ha tentato di aggredire anche i poliziotti giunti a soccorrere lei e il tassista vittime dell’incidente). La attende un Duarte molto preoccupato. Quando i due rimangono soli la moglie spiega tutto l'accaduto ("..volevo che diventassi più carino con me..") e Duarte la abbraccia commosso e mortificato. Poi, però, riflettendo sull’accaduto, l’uomo si illumina e avverte la moglie che devono assolutamente rintracciare quei sigari : ora che lo stregone è morto la formula potrebbe andare perduta. Se invece lui e la moglie, recuperandola, riusciranno a riprodurla, potranno diventare spaventosamente ricchi con i primi "sigari dell'amore". Altro che Viagra !. Così i due corrono in fabbrica e l'addetta, messa alle strette, rivela l'incidente. Dopo un indagine Duarte e Rosy riescono a sapere dove sono finiti i sigari, corrono all'aeroporto e riescono a prendere per un soffio un aereo che parte per l'Italia.

 

Intanto nell'ospedale La moglie di Trombetti veglia, con la sorella, il congiunto ancora narcotizzato. La donna è preoccupata per il marito ma anche un poco innervosita dal suo improvviso ardore ( "..a me in tanti anni non mi ha mai toccata…!"). Nella stanza entrano gli infermieri per sistemare nel letto accanto a quello di Trombetti il nuovo paziente Moriconi. Le due donne si informano e apprendono che anche questo ha tentato di violentare una vecchia. La moglie di Trombetti guarda vogliosa il nuovo venuto e la sorella gli dice ".. che vuoi, che te lo sveglio ?" Allora si ricompone stizzita

 

Nel frattempo Pedro, il figlio maggiore di Duarte e Rosy, sta chiedendo spiegazioni alla nonna (alla quale sono stati affidati i piccoli gemelli) circa l'improvvisa partenza dei genitori. Il giovane è preoccupato perché le sue nozze sono imminenti e non vorrebbe contrattempi. La nonna però non ne sa molto ("..Non so bene : hanno detto che devono rintracciare non so quali sigari arrivati per errore a Roma. Tuo padre ha detto solo che, se tutto va bene, diventerete ricchi molto presto…") ma le poche notizie riferite riempiono ancor più di inquietudine il ragazzo, che non ha molta fiducia nelle capacità affaristiche del padre. Così telefona ai parenti italiani, i quali cascano dalle nuvole ("..Edoardo non ci ha fatto sapere nulla..!") ma approfittano dell'occasione per invitare affettuosamente il giovane in Italia : lo ospiteranno loro e insieme cercheranno di rintracciare i genitori. Pedro tituba, perché le preparativi per le nozze lo impegnano moltissimo, ma alla fine accetta, solleticato dall'idea di una vacanza gratis in Italia. Così avverte la futura moglie ("..E' un caso d'emergenza.. starò via al massimo una settimana..") e parte anche lui per l'Italia. Intanto in Italia la famiglia di Duarte, tutta elettrizzata per il ritorno del congiunto, si da da fare per accogliere i cubani. Una nipote di Duarte viene spedita a Fiumicino per cercare di intercettare la coppia che dovrebbe essere appena sbarcata. La madre di Sandra (la nipote di Duarte) affida alla figlia anche il fratellino Luca (quello del sigaro nei cessi), appena tornato da scuola ("…portatelo dietro, un po' d'aria gli farà bene : è tornato da scuola pallido pallido.."). Intanto la giovane cameriera invasata continua a girovagare per Frascati giungendo nei pressi dell’ospedale. Un giovane portantino, notandola, le fa l’occhiolino e lei si fa condurre senza protestare in uno sgabuzzino appartato che si affaccia su una scala secondaria dello stabile. Dopo un minuto lo vediamo uscire esausto, mentre la donna "cattura" sulle scale un degente con la gamba ingessata fino all’inguine che le chiede dove sia la sala gessi e se lo porta dentro malgrado le proteste dell’uomo.

 

Duarte e Rosy nel frattempo sono atterrati a Fiumicino. Duarte è intenerito dai ricordi, ma Rosy lo esorta a sbrigarsi : ogni secondo è prezioso !. I due controllano l'elenco delle rivendite dove sono stati spediti i sigari verificando che la maggiore quantità è a Frascati. Prendono un taxi. Il tassista (gay) fuma anche lui sigari cubani e ne offre uno a Duarte che, riconoscendo la marca, se li fa consegnare tutti (siamo ispettori venuti da Cuba per ritirarli, c'è una partita avariata - "..sono stati confezionati, per errore, con stierco de vacca.."). Alla notizia il tassista sputa il sigaro cominciando a dare in escandescenze, poi estrae dalla tasca la scatola con gli altri sigari e la scaraventa dietro, sulla coppia. Questi controllano tutti i sigari ma nessuno riporta il contrassegno di Bonario tranne uno giallo (religioso). Roselita lo consegna al tassista inviperito ("..Ecco, questo lo può fumare !..") che lo accende e si rilassa subito vistosamente. Intanto il taxi è arrivato alla periferia di Frascati. Nei pressi di una chiesa l'autista blocca l’auto e scende . Non sa come spiegarselo, ma sente l'irrefrenabile impulso di andare a messa ! (In seguito chiederà al monastero di diventare suora, anzi ruberà una tonaca travestendosi) E' la prova che i due aspettavano. I sigari di Bonario funzionano davvero. I due scendono dal taxi ormai senza guida e proseguono a piedi mentre vediamo giungere sui gradini della chiesa, malridotta e sorretta da due giovani suore, la vecchia suora assalita da Moriconi.

 

E a Fiumicino atterra anche l'aereo di Pedro, molto in pensiero per i genitori ma anche emozionato di sbarcare in Italia. Il giovane nota, tra la folla in attesa, una bellissima ragazza con un cartello (Duarte e Rosy) e così la intercetta : è una sua cugina italiana. I due giovani fraternizzano subito e si scambiano occhiate molto intense : è chiaro che si piacciono ! Luca, il fratello minore di Sandra, si accorge della simpatia e incoraggia Pedro, facendo arrossire la sorella (".. sai che Sandra è fidanzata..? Ma il suo ragazzo è un pesce lesso !") Sandra zittisce il fratello ma dopo un po' si informa discretamente se anche Pedro sia già impegnato sentimentalmente ed appare delusa alla notizia (riferita con un po' di reticenza..) delle sue prossime nozze. I tre arrivano al parcheggio taxi e chiedono in giro, mostrando la foto di Duarte e Rosy. Un tassista riconosce i due e riferisce che li ha presi su un suo collega (si chiama Giuseppe, ma tutti lo chiamano Pippa..)diretto a Frascati. I tre allora si dirigono verso i castelli romani.

 

Duarte e Roselita sono giunti intanto nei pressi dell'ospedale di Frascati e lì notano un capannello di persone : s'è sparsa la voce dei due illustri degenti (soprattutto Moriconi, per via della TV) e lì davanti si assembrano attricette seminude in cerca di notorietà e parenti di altri degenti, incazzatissimi perché la polizia non lascia passare nessuno. Duarte e Rosy chiedono ad un poliziotto che cosa stia accadendo. Questo, riconoscendo l'accento cubano, fraternizza immediatamente (è un fanatico dell'isola, è appena rientrato da un viaggio a Cuba ). Ma Duarte e Rosy, impazienti, vogliono sapere e così l'uomo riferisce varie versioni che ha sentito in giro : che Trombetti e Moriconi sono stati scoperti insieme a letto, oppure che si sono picchiati per questioni di donne, oppure che hanno violentato delle vecchie. Duarte chiede se fumino sigari e il poliziotto risponde di si per Trombetti, che è frascatano. Allora la coppia si dilegua, inseguita da un fotoreporter che ha sentito tutto e fiuta uno scoop. I due vanno sul retro dell'ospedale e dalla lavanderia trafugano due camici da medico, salendo poi a piedi ai piani superiori da una scala secondaria. Da questa scala vediamo scendere il paziente ingessato che ha incontrato la cameriera : l’uomo, che ha il gesso che gli casca a pezzi dalla gamba, blocca Duarte scambiandolo per un medico e inveendo contro i metodi del personale paramedico. Duarte riesce a liberarsi dell’uomo e prosegue la salita con Rosy. Il fotoreporter li pedina discretamente, nascondendo la macchina fotografica nella giacca, ma sulle rampe incrocia la solita cameriera invasata che trascina anche lui nello sgabuzzino cercando di violentarlo (cosa che non appare del tutto sgradita all'uomo). Nella colluttazione scatta il flash della macchina fotografica che l’uomo ha con se e la donna si sveglia cominciando a urlare di essere aggredita. L'uomo riguadagna le scale e scappa verso i piani superiori, inseguito da due poliziotti (uno è il fanatico cubano). Arrivato al quinto piano gira un corridoio e vede una barella abbandonata. Si stende, si camuffa con bende e si copre con una coperta, ma viene scambiato per un vero paziente e subito addormentato e spedito in sala operatoria ( lo opereranno di prostata portandolo poi nella stessa stanza di Trombetti e Moriconi).

 

Pedro intanto, in viaggio con Sandra e Luca verso Frascati, è sempre meno interessato alle vicende del padre e sempre più interessato alla cugina. Giunti a Frascati i tre cominciano a gironzolare a piedi. Luca (che non sa nulla della makumba) chiede al cugino che tracce abbia da seguire e Pedro gli risponde con sufficienza ("..non sono cose da bambini..). Luca mortificato non fa più domande ma quando vede entrare Pedro in una rivendita tabacchi si insospettisce e lo segue. Pedro chiede al tabaccaio se sia fornito di una certa marca di sigari cubani e il venditore risponde affermativamente : sono appena arrivati ! Luca riconosce la marca di sigari e controlla se quello che ha ancora in tasca sia simile : sono proprio gli stessi ! Allora, facendo finta di niente, chiede a Pedro se può acquistarne una confezione, visto che sono i preferiti del nonno. Pedro acconsente e consegna poi la scatola al cugino. Poi mostra la fotografia degli zii al negoziante, che però non li riconosce ma fa apprezzamenti pesanti su Duarte e la moglie (li scambia per un pappone e una prostituta extracomunitaria). Pedro non scatena una lite solo grazie alla presenza di Sandra ed esce nervoso dal negozio . I tre escono dalla tabaccheria e Luca rallenta il passo e mentre il cugino, smaltita la rabbia, fa il cascamorto con la sorella, da un'altra occhiata ai sigari della scatola. Si accorge così che sono proprio uguali a quello che ha lui, tranne il particolare della colorazione rossa del bollino. Luca capisce che quel sigaro deve avere qualcosa di diverso dagli altri (e lui immagina anche che cosa…), probabilmente è identico a quello che lui ha già fumato nel bagno della scuola. Soddisfatto della scoperta ripone tutto e raggiunge Pedro e Sandra, che nel frattempo hanno deciso di soprassedere alla ricerca visto che è ormai ora di pranzo. I tre raggiungono così un ristorante e si siedono allegri ad un tavolo. Pedro, rilassato, commenta che tutto sommato non è il caso di agitarsi per il padre e la madre : probabilmente avranno voluto fare una specie di viaggio di nozze, dopo tanti anni. Sandra condivide e sorride, accendendo ancora di più Pedro. Luca guarda ironico i due che gattonano. Intanto arriva il cameriere per raccogliere le ordinazioni.

 

Intanto Duarte e Roselita, spacciandosi per due importanti medici cubani chiamati dal "professor Fiumicino" per curarei due malati, sono arrivati nella stanza e visitano i due. Con una scusa (è stato un virus nell'aria, ma è meglio essere prudenti..) requisiscono i sigari (sono proprio quelli giusti !) e tranquillizzano i pazienti, dicendo che dopo le analisi assegneranno la cura. Tornano indietro ma davanti all'ascensore vedono, in lontananza, il poliziotto (fanatico di Cuba) che sta ancora cercando il giornalista. L'uomo li riconosce e si insospettisce, intimando ai due l'alt. La coppia riesce ad entrare in ascensore, che si richiude prima che arrivi il poliziotto. Ma sentono uno strano odore e rumori, così si girano e scoprono di non essere soli. Una donna anziana su una sedia a rotelle spinta da un uomo. Questo, vedendo i due "medici", chiede loro aiuto : la suocera ha mangiato cioccolatini avariati e da allora scoreggia in continuazione. I due cubani vorrebbero non dargli retta, ma l'uomo insiste e allora Duarte prende un sigaro rosso, dicendo che è l'ultimo ritrovato contro la flatulenza e la dissenteria. "Ma che, glielo devo mettere lì?" Chiede l'uomo spaventato. Duarte sta per rispondere di si, ma Rosy dice invece che la vecchia lo deve fumare subito, altrimenti morirà., L'uomo caccia in bocca alla suocera il sigaro e Duarte porge l'accendino mentre si riapre la porta dell'ascensore. I due fuggono mentre la porta dell'ascensore si chiude dietro di loro. Arrivano i poliziotti ma l'ascensore è bloccato : dall'interno si odono grugniti di piacere della vecchia e urla dello sventurato genero.

 

Duarte e Roselita scappano dall'ospedale tutti contenti e decidono di brindare all'evento con un bel pranzetto. Passando davanti alla chiesa notano il taxi ancora fermo, con le chiavi attaccate. Duarte entra in chiesa e trova il tassista vestito da suora che prega. "Sora Pippa" regala il taxi a Duarte, dicendo che lui, anzi lei, non sa più che farne. Duarte accetta e così parte in taxi insieme alla moglie. E’ quasi ora di cena ma Rosy vuole delle foto per ricordare il viaggio. Cercano uno scorcio panoramico e si fermano. Rosy scende e si siede sul muretto, Duarte scatta le foto : proprio come due sposini in viaggio di nozze ! Il muretto, guarda caso è proprio sotto al ristorante dove stanno pranzando Pedro, Sandra e Luca, che sono però ormai alla fine del pranzo. Luca, che vede bene Pedro come probabile cognato ("…mi ospiteresti a Cuba durante le vacanze estive..?") continua ad incoraggiare e ad assecondare la simpatia tra la sorella e il cugino cubano. Ma Pedro, malgrado appaia chiaro che Sandra gli piace, continua a parlare del suo imminente matrimonio. Allora Luca si decide : attende che suo cugino finisca di bere il suo caffè e tirando fuori il sigaro con il bollino rosso, gli propone di farsi una bella fumata. Pedro guarda il ragazzino ironico ("..non è che me lo chiedi sperando che io faccia fumare anche te..?") e Luca si affretta a rispondere che no, il fumo gli da… alla testa ! Allora Pedro prende il sigaro ma Sandra, civettuola, glielo strappa di mano ("..te lo accendo io, dai, fammi provare..!") . Luca agitato vorrebbe bloccarla ("..non sta bene che una ragazza fumi il sigaro..") ma la sorella lo zittisce prendendolo in giro. Luca rassegnato si prepara agli eventi..

 

Torniamo in ospedale . Nel frattempo l'ascensore è stato riaperto e i due (suocera e genero) vengono separati e soccorsi, finendo nella stessa stanza dove, nel frattempo è stato portato il giornalista operato di prostata (accanto ai già presenti Trombetti e Moriconi). Nella stanza sono ancora presenti la moglie e la sorella che vegliano Moriconi. Quando arrivano i due nuovi degenti la sorella riconosce nella suocera scorreggiona la sua vecchia colf e si avvicina con al sorella. La malata racconta loro l'esperienza fantastica (..so' tornata regazzina !!!) vissuta fumando il sigaro e così la moglie di Trombetti, mangiata la foglia, si precipita alla giacca del marito ("..ne ha sempre un'altra scatola nella tasca nascosta..") e trovando i sigari ne offre uno alla sorella e uno alla vecchia. Le tre cominciano a fumare proprio mentre entrano due infermieri ("..è ora di uscire !..") e come assatanate saltano addosso ai due mentre la vecchia scorreggiona si dedica al giornalista appena operato (..No !! Pietà !! Mi saltano i punti…!).

 

Al ristorante, intanto, Sandra ha appena acceso il sigaro, mentre Pedro la guarda divertito. Sandra aspira il fumo ed immediatamente ricambia lo sguardo, anzi si butta addosso a Pedro e comincia a baciarlo sulla bocca e a tentare di spogliarlo. Pedro certo non si tira indietro, ma le violente effusioni dei due non passano inosservate agli altri clienti e al padrone del ristorante, che si avvicina e apostrofa in malo modo la coppia.(A zozzi ! Pure davanti ai regazzini..! Annatevene su un prato se volete scopa’ !) Ne nasce un parapiglia (Pedro comincia a fare a pugni con il padrone del locale, coadiuvato da Luca, mentre Sandra continua a cercare di aggrapparsi a lui e di spogliarlo).

 

A pochi metri di distanza, più in basso, Duarte sta continuando a scattare foto, mettendo in posa la moglie, che però è stanca e un po’ impaziente (anche per la fame). La donna dice che forse è ora di pranzo, perché le sembra addirittura di sentire l’odore delizioso del pollo arrosto. Duarte la prende in giro, prova anche lui ad annusare l’aria ma riceve in piena faccia un pollo arrosto davvero, scagliato da qualcuno dal ristorante sovrastante (al pollo fanno seguito cespi di insalata, pagnotte, vassoi, etc.) Duarte tramortito si dirige verso la macchina per sedersi e prega la moglie di andargli a prendere una pezza con acqua fredda. Rosy, indignata, vede le scalette del ristorante e si dirige verso la rissa, per cantarne quattro a chi ha rischiato di ferire il marito. Ma da un’altra scaletta, nel frattempo, scende ancora invasata Sandra (la nipote di Duarte-Edoardo). Quando è giù sulla strada vede l’auto con Duarte dentro, ancora semincosciente, salta dentro e comincia a spogliarlo. Duarte sulle prime pensa che sia la moglie (..no, Rosy, nun me spoglia’… metteme prima la pezza in fronte..!) poi quando si accorge che invece è una stupenda sconosciuta (lui non sa che Sandra è sua nipote) dapprima oppone resistenza ma poi… dopo essersi assicurato che la moglie non è nei pressi, .. si da da fare anche lui con la bella invasata (aho..?! Ma allora sei proprio mignotta !..) I due si danno parecchio da fare ma Sandra alla fine sfianca anche Duarte e scende dall’auto correndo per la strada alla ricerca di nuove vittime. Duarte allora si ricompone e non vedendo la moglie tornare decide di andare a vedere che succede. Quando arriva su trova la moglie e Pedro, il figlio, che discutono animatamente con il ristoratore e altri clienti. In breve Duarte è costretto a mettere mano al portafogli (tutti i suoi risparmi!!!) per pagare i danni (ma almeno un pollo me lo date..?) e così i tre, con il piccolo Luca al seguito, vanno via dal ristorante. Pedro mette fretta al padre, perché vuole raggiungere Sandra, che è appena scappata via in preda a furia erotica. Duarte, quando capisce che è stata la nipote ad approfittare di lui, sbianca ma non ha il coraggio di dire nulla. In breve sono in auto e trovano Sandra proprio mentre sta per fermare con l’autostop un camionista molto compiacente (quando li vede arrivare dietro la ragazza fa : "…anvedi questa! ‘na famiglia ‘ntera de papponi se porta appresso ! Ma nun ve vergognate ?..). Ne nasce una nuova colluttazione (Duarte , il figlio e Luca hanno alla fine la meglio sul camionista che scappa via) mentre Rosy, con la macchina fotografica, scatta un flash in faccia a Sandra facendola tornare in se. I due giovani (Pedro e Sandra) sono di nuovo uno tra le braccia dell’altro sotto lo sguardo commosso di Rosy e quello preoccupato di Duarte (che teme che Sandra lo riconosca ) Anche Luca è naturalmente contento. Tutti risalgono in auto e si dirigono verso Roma, verso casa dei parenti (Pedro e Sandra, sul sedile posteriore, amoreggiano dichiarando di volersi sposare)

 

 

L'ultima scena mostra un grande e lussuoso ufficio a Cuba, con Duarte che ha finalmente realizzato il suo sogno : è diventato imprenditore ! E’ occupatissimo (ha tre telefoni in mano) con le ordinazioni dei "lovecigars" da lui brevettati. Nello studio entrano per un attimo anche suo figlio Pedro, (che lavora con lui curando la rete informatica) Rosy e Sandra, divenuta nel frattempo moglie di Pedro , che spinge una carrozzina con dentro il figlio appena nato. Le due donne fanno i complimenti al piccolo e Sandra dice, guardandolo, che ha preso tutto dal nonno ! Duarte, che dovrebbe pavoneggiarsi per una cosa del genere, in realtà è molto imbarazzato per ovvi motivi… Così congeda tutti, dicendo che ha molto da fare. Gli altri escono, lui ritorna alla sua poltrona e si siede rilassandosi. Sul tavolo, in bella vista, un espositore con i "lovecigars" prodotti da Duarte. L’uomo, ammiccando, ne prende uno, lo toglie dal suo involucro, chiama qualcuno al citofono. Un attimo dopo vediamo aprire la porta della stanza : è una stupenda e giovanissima segretaria cubana, che entra, chiude a chiave la porta e si avvicina con l’accendino acceso… 

Fine


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