DOPPIA
IDENTITA'
Soggetto
cinematografico in fase di stesura. Storia fantastica e un po' surreale di un
assassinio sui generis e di una finta vedova.
(giusto un assaggino della trama..)
Lo scenario è quello dell'alta società
statunitense a Dallas, Texas. Una coppia molto in vista : lui è Bill Dexter, un
uomo di mezza età, ricchissimo industriale; lei, la moglie, una splendida
trentenne, ex fotomodella, approdata da poco al mondo del potere economico
grazie alla sua bellezza. L'uomo, scapolo impenitente, l'ha conosciuta pochi
mesi prima durante una sfilata e ne è restato talmente preso che , nel giro di
pochi giorni, ne ha fatto sua moglie. Ma la famiglia di lui non ha digerito la
cosa e ha visto fin dal primo momento in Jane Ryan, la giovane moglie, una vera
e propria usurpatrice. L'uomo, pur avendola nominata sua erede universale, non
le dedica molto tempo perché è molto preso dai suoi affari. Per farle passare
il tempo le ha aperto una casa di moda (Jane ha velleità sartoristiche), ma è
nel contempo molto geloso e, sia pure con discrezione, la fa sorvegliare in
continuazione, pur lasciandola libera di muoversi e di spendere tutto il denaro
che vuole. Ma Jane, passato il primo periodo di ebbrezza in tanto lusso,
comincia ad essere stanca della sua prigione dorata, abituata da sempre ad
essere circondata dalle attenzioni di tanti uomini. Così, sentendosi trascurata,
contatta un suo vecchio amico, che abita in una città vicina, e comincia a
vedersi con lui, intrecciando dopo breve tempo una intensa e appassionata
relazione. L'amante la spinge continuamente alla prudenza ma Jane, ormai cotta,
è sempre meno cauta. Suo marito, vedendola all'improvviso insolitamente
remissiva e accondiscendente, comincia a sospettare qualcosa e fa intensificare
la sorveglianza, arrivando ben presto a scoprire la tresca. C'è una litigata
furiosa tra i due, lei rinfaccia al marito di averla trascurata e lui,
esasperato, abbandona la discussione uscendo di casa e sbattendo la porta, non
prima di aver minacciato lei e l'amante con parole durissime. Passano un paio di
giorni e Jane comincia a preoccuparsi perché il marito non solo non è più
rientrato a casa, ma non si è fatto nemmeno vivo in azienda. A questo punto
arriva la telefonata della polizia: c'è stato un incidente, un pauroso
incidente stradale e suo marito è probabilmente morto. La chiamano per il
riconoscimento sul posto dell'incidente, le dicono di farsi coraggio perché il
corpo è rimasto sfigurato. La donna si avvicina al corpo riverso, riconosce gli
abiti, l'auto, i documenti, ma quando i poliziotti girano il corpo si accorge
che non è il marito, ma il suo amante. La scoperta la sconvolge e la donna
pensa in fretta sul da farsi : la polizia attende una sua risposta per
l'identificazione, ma lei non può dire la verità, sopratutto non può dire che
quel corpo appartiene al suo amante. Suo marito è probabilmente l'assassino: se
si venisse a sapere la verità scoppierebbe uno scandalo e lei ne sarebbe
coinvolta, perdendo tutti i diritti ad una vita di lusso e all'eredità. Inoltre
il marito, fuggiasco e probabilmente omicida, potrebbe tentare di chiudere la
partita uccidendo anche lei, visto che ormai non avrebbe nulla da perdere. Così
Jane fa la cosa che le sembra più giusta, soprattutto che le consente di
guadagnare tempo e di riflettere : dichiara che il corpo appartiene proprio a
suo marito. Dopo le formalità di rito la polizia la congeda e lei può
tornarsene a casa.
Passa una settimana, due. Passa il primo
e anche il secondo mese, trascorsi da Jane nell'angoscia che il marito si faccia
vivo, che qualcuno scopra la verità. Ma non succede niente, nemmeno sul fronte
della famiglia dell'amante. Jane ha provato anche a chiamare da un telefono
pubblico la casa del suo amante, camuffando la voce (fingendosi pittrice in
cerca di sponsor) e pronta a riattaccare se avesse risposto la moglie, nota
gallerista d'arte, di cui lei ben conosce la voce. Ma le ha risposto sempre la
domestica, che dopo un paio di risposte evasive su dove sia la padrona si è
lasciata andare a maggiore confidenza, rivelandole che, insomma, la galleria
resterà chiusa per molto tempo perché la signora "è tornata dalla madre..!",
visto che suo marito, un poco di buono, è scomparso nel nulla senza dare più
notizie di se.
Così, almeno un problema per il momento
è risolto ! Jane allora, tutta compresa nella parte della vedova inconsolabile,
comincia con discrezione a sondare le possibilità di entrare in possesso della
favolosa eredità. Almeno, con tanti soldi, potrà cambiare aria e godersela per
un po, visto che in città è osservata da tutti, soprattutto dai parenti del
marito (madre e sorella) che, manco a dirlo, sospettano che lei c'entri in
qualche modo con la improvvisa morte del loro congiunto.
Sorgono però improvvise complicazioni
testamentarie : il notaio la convoca avvertendola che non può per il momento
farla entrare in possesso dell'eredità perché esiste una clausola, di cui Jane
non era a conoscenza, che obbliga la vedova ad aspettare almeno due anni dalla
data di matrimonio prima di poter utilizzare il denaro e le proprietà lasciate
dal marito. Nel frattempo, le è però assicurato un appannaggio più che
dignitoso. Jane incassa la notizia a denti stretti, perché nel periodo
immediatamente successivo alla morte del marito ha letteralmente dilapidato il
suo personale conto in banca e inoltre deve far fronte a molti pagamenti per la
sua casa di mode, che stenta a decollare.
Così, sopratutto per non dare
soddisfazione ai parenti del marito, che la vedrebbero volentieri strozzata dai
debiti, decide di farsi vedere di nuovo in società per cercare qualche alleanza
finanziaria che la tragga dall'impaccio. Una sua amica, anche lei ex fotomodella
ma con vero estro creativo, le consiglia di organizzare un'ultima sfilata
utilizzando tutto il materiale disponibile nell'atelier : lei le darà una mano
ad inventare modelli originali e sofisticati anche con l'ultimo ritaglio a
disposizione. Jane accetta di buon grado e Camilla, l'amica, si dimostra un vero
genio. Nel giro di un mese la sfilata è organizzata e si rivela un grande
successo di pubblico e di critica. Jane è contentissima e ringrazia Camilla per
il suo aiuto. Hanno fatto un passo in avanti importante, ma il pericolo della
bancarotta è ancora dietro l'angolo visto che le ordinazioni, malgrado il
successo, non sono poi così numerose. Camilla consola l'amica e le dice di non
perdersi d'animo, anzi…. Ha in mente di presentarle qualcuno che potrebbe
aiutarla davvero. Jane incuriosita chiede a Camilla di chi stia parlando e
l'amica le risponde che, durante la sfilata, si è presentato a lei un
ricchissimo sudafricano che le ha fatto tanti complimenti e l'ha pregata più
volte di essere presentato alla direttrice dell' atelier. Jane chiede qualche
spiegazione in più ma Camilla non può accontentarla : l'unica cosa che può
fare è consegnarle un biglietto da visita dorato, quello ricevuto dal ricco
sudafricano.
Jane ci pensa su, poi si decide e
contatta l'uomo, che la invita subito nel suo appartamento, la suite più
lussuosa dell'hotel più prestigioso della città. Jane si presenta sola
all'appuntamento e trova l'uomo, Otis Write, in compagnia di un giovane che
l'industriale presenta come suo nipote. L'atmosfera è calda e cordiale e Otis
è simpatico, così Jane si rilassa e arrivano i drinks. Tra un bicchiere e
l'altro, Otis formula a Jane una singolare proposta : lui salverà la casa di
moda di Jane dalla bancarotta a condizione che lei accompagni lui e suo nipote
Chip in un safari in Africa.
Jane rimane interdetta e sospetta che ci
sia sotto qualcosa, ma Otis la tranquillizza dicendole che la considera come un
suo portafortuna visto che, la sera stessa della sfilata, ha giocato al casinò
dell'albergo i numeri corrispondenti alle iniziali della donna vincendo una
altissima somma di denaro. Jane continua a titubare e interviene il giovane Chip
dicendole di non far caso alla eccentricità dello zio : non è la prima volta
che Otis, ricchissimo (pozzi di petrolio), fa offerte strampalate ad una bella
donna e inoltre, a sua memoria, non ricorda nessuna che non sia rimasta più che
soddisfatta dei regali ricevuti. Inoltre il viaggio in Africa è comunque una
esperienza bellissima, che Jane assolutamente non deve lasciarsi scappare !
Jane non crede ai suoi occhi : la fortuna
sembra girare di nuovo per il verso giusto ! E poi, questo viaggio in Africa,
potrebbe servirle a sparire per un po, lontano da questa città che comincia a
detestare. Dunque sorride a Otis e accetta l'offerta. Otis sorride e la invita a
tornare a casa per preparare i bagagli : partiranno la notte stessa ! Così
Jane, su di giri, torna a casa raccontando a Camilla l'accaduto. L'amica però
le dice di contattare subito la polizia, che l'ha cercata per telefono nel
pomeriggio. Jane si rabbuia pensando al peggio e chiama con il cuore in gola.
L'ispettore le fa un mucchio di domande sulle carte di credito del marito
defunto, ma Jane non sa che rispondere : certo, lui ne aveva tante, tantissime,
ma lei ha sempre utilizzato soltanto la sua. L'ispettore la mette al corrente
del fatto che, due giuorni prima, qualcuno ha intascato una ingente somma di
denaro utilizzando una carta intestata a suo marito e, quel che più è strano,
firmando con la firma di suo marito. Jane balbetta, dicendo di non sapere come
possa essere accaduto e anzi invitando la polizia ad acciuffare immediatamente
il ladro. Ma la cosa è avvenuta fuori dagli Stati Uniti, precisamente ad
Istambul, nella Sede di una banca estera di cui Buill dexter era correntista.
L'ispettore tranquillizza Jane, dicendo che la terrà informata su tutto, lei lo
avverte del fatto che sta per partire e starà fuori qualche settimana, per
cambiare aria perché è sotto stress. L'uomo si congeda da lei augurandole buon
viaggio e dicendole che al suo ritorno farà meglio a contattarlo per sapere se
ci sono novità. Jane termina la telefonata un po' agitata, poi si dice che non
può stare tutta la vita a nascondersi e si scrolla di dosso l'agitazione.
Camilla la incoraggia, gasatissima per il safari proposto a Jane. L'amica le
chiede se vuole accompagnarla ma Camilla si tira indietro : non, non è il caso,
Otis vorrà certamente soltanto Jane, altrimenti Camilla avrebbe ricevuto
personalmente l'invito la sera stessa della sfilata. Jane conviene con l'amica e
le due si mettono a preparare i bagagli.
Intanto dall'altra parte del globo, a
Istanbul, un Bill Dexter molto male in arnese, ubriaco fradicio e sporco come un
barbone, è buttato fuori da un bar malfamato. L'uomo si rialza faticosamente da
terra e vaga per un po' pronunciando frasi sconnesse all'indirizzo di passanti
che si allontanano da lui. Inveisce contro la sorte, contro la moglie puttana,
contro la sua stessa vita. Passa un taxi e l'uomo lo ferma, quasi
scaraventandosi sotto la vettura. Il tassista, non appena si rende conto delle
condizioni di Bill, vorrebbe andarsene ma l'uomo lo prega di prenderlo a bordo.
Il tassista lo guarda e gli chiede di fargli vedere prima il denaro. Bill non ne
ha più con se, spiega che ha perso anche l'ultima carta di cerdito, ma
trattiene il tassista dicendogli che gli darà il prezioso rolex che ha ancora
al polso. L'uomo, ingolosito dalla vista del prezioso orologio, accetta e fa
salire a bordo Bill. L'ubriaco si stravacca sul sedile e chiede di portarlo al
porto. Il tassista lo accontenta e Bill viene scaricato su un molo deserto e
maleodorante, con una vecchissima nave da carico alla fonda. Il taxi parte e
Bill è da solo. L'uomo guarda la sagoma scura e silenziosa della nave, si
guarda attorno, poi si intrufola dentro attraverso una passerella di legno
lasciata accostata dall'equipaggio. Raggiunge la stiva, buia, umida e piena di
topi, e si nasconde dietro a delle casse di legno che portano la scritta :
Senegal. Dopo un po’ sul molo arriva un gruppo di uomini, mezzi ubriachi e
ridanciani : è l'equipaggio della nave. La ciurma sale a bordo e la passerella
viene tirata. Uno degli uomini scende nella stiva e si dirige nerso le casse. In
breve è davanti a Bill, lo guarda e dice : "ah, beh, ce l'hai fatta
allora. Stiamo per partire " Bill lo guarda con aria spenta e l'altro
sardonico : "Che c'è, la sistemazione non è di tuo gradimento ?"
Bill risponde : " per diecimila dollari non c'è male ! Mi hai fatto
rischiare di essere beccato, con la carta di credito !" L'altro ridponde :
"E' un problema tuo, amico. Io non ti chiedo perché scappi, non mi
interessa. Tu mi hai chiesto un passaggio "tranquillo" in Senegal e io
ti ho accontentato, no..?" Bill lo guarda : "Okay, okay, va bene. Se
non fosse per i topi…" L'altro ridacchia, lo guarda e gli indica una
cassa più grande e più alta delle altre : "Ecco, se fossi in te mi farei
il letto lassù ! Lì non ti vengono a cercare di certo. Ma ti conviene legarti
con una corda, altrimenti rischi di ruzzolare di sotto ! Stasera cè un po' di
maretta nel Bosforo !"
Bill lo guarda : "Pure !!".
L'altro se ne va : "Buonanotte amico ! E legati, mi raccomando..!
Bill
: "Bah..!!"
..continua…