CODICE REBECCA 

(The Recorders)

 

Un sintetico e incompleto cenno alla trama..

 

Siamo nel 2150. Il governo del pianeta è in mano da tempo a un cartello transnazionale di majors informatiche, che detengono i destini e le economie dei governi locali. Economie e culture dell'intero pianeta sono globalizzate, filtrate e omogeneizzate dall'informazione. Così come le etnie, fuse totalmente tra loro, con predominio del nero-giallo. La Terra, con una popolazione di 4 miliardi e mezzo di anime, ha ormai la natalità sotto controllo, così come gran parte delle malattie. Si vive decentemente, tutti insieme ma senza molta poesia. Ma un giorno avviene l'imprevedibile : un corto circuito, innescato forse dall'eccessivo affollamento del cielo con satelliti per telecomunicazione, provoca una tempesta magnetica potentissima che in pochi secondi cancella irrimediabilmente tutte le memorie magnetiche presenti sul pianeta, dai floppy disk ai cd rom, dai personal computer ai sistemi informatici più elaborati e potenti, dai telefonini alle cassette audio, alle videocassette. Tutto scomparso, forse per sempre. In più la tempesta magnetica, alimentata dalla rete di satelliti ormai fuori uso, non accenna a diminuire continuando ad impedire l'uso delle apparecchiature informatiche. Così, per tutto e per tutti, punto e a capo.

Scoppiano disordini, la borsa mondiale chiude e si riaprono quelle locali. Le industrie informatizzate falliscono, quelle artigiane si fregano le mani e decuplicano le commesse. Viene rispolverato il vecchio telefono e anche l'alfabeto morse.

In questa sorta di zuppa inglese di passato redivivo e futuro già presente ma inutilizzabile, l'umanità cerca di recuperare il suo sapere, ma si accorge che non è facile per niente. I libri, unica registrazione non magnetica del sapere umano, non si stampano più da molti decenni e così gran parte delle conoscenze acquisite va lentamente perduta. La maggior parte degli scienziati, senza il supporto dei calcolatori, riesce a fare ben poco per evitare la regressione. La barbarie incombe davvero, quando qualcuno, per fortuna, comincia a ricordare qualcosa…

Il governo li cerca, li seleziona, li protegge circondandoli di ogni cura. Nasce così la nuova, potentissima casta dei Ricordatori. Individui di ogni classe sociale, di qualsiasi professione, che hanno in comune una capacità che gran parte dell'umanità ha perso per disuso : la memoria, la capacità di ricordare.

Così, faticosamente, frammento dopo frammento, si cerca di rimettere insieme le tessere del mosaico frantumato. Dalle arti alle scienze, dalla musica all'elettronica, ogni ricordatore è invitato a scrivere i suoi ricordi, che andranno confrontati con quelli di altri, e poi di altri ancora. Chi ricorda di più acquista più potere e più credito, fosse stato anche un poveraccio nell'era precedente.

Ai Ricordatori sono affidati, man mano che si individuano, i tesori dei giacimenti bibliografici. Questi possono essere dovunque : nelle cantine di un vecchio palazzo, in mezzo ai ruderi di un paese dimenticato, sepolti in una discarica abbandonata e dimenticata da secoli. I preziosissimi libri vengono cercati e riportati alla luce con ogni cura e cautela, per essere affidati poi a gruppi di Ricordatori che possano meglio di altri interpretarne il contenuto. Mentre l'umanità attende.

Uno dei libri ritrovati sembra un testo privo di valore scientifico. Appunti scritti, una sorta di diario di un buontempone. La repertazione del testo viene affidata dunque a un Ricordatore non di altissimo profilo, un attempato professore di umanistica che si è offerto spontaneamente al governo per sentirsi ancora utile e per provare ancora la gioia ad avere qualche libro per le mani. Ma il testo, in apparenza innocuo, si rivela ben presto importantissimo: è il diario di Sam, un giovane hacker, un pirata informatico, che da quel che si legge appare un personaggio di spicco all’interno di una organizzazione segreta, una sorta di setta religiosa nata all’epoca dei primi elaboratori elettronici, verso il 1950 e poi segretamente proliferata in tutto il globo. Le vicende appuntate riguardano eventi di quasi 150 anni prima, eppure si dimostrano di sconvolgente attualità : si parla di una specie di virus informatico, o meglio di una gigantesca catena di microvirus informatici chiamata in codice Rebecca. Una sorta di catena nucleare, composta da tanti esilissimi filamenti di informazioni, apparentemente privi di potere. Ognuno di questi virus è all’apparenza un semplice innocuo programma, del genere che non fa danni, creato solo per far paura all'incauto utilizzatore. C'è ad esempio quello che fa apparire la scritta : "salve, ti formatto il pc"; quell'altro che fa apparire uno smile; l'altro ancora che spegne il computer ogni volta che clicchi sul file. Ma niente che rovini i pc, tant'è che, una volta sul mercato, vengono immediatamente catalogati e commercializzati come scherzi e per questo si diffondono rapidamente, per essere parcheggiati, e poi dimenticati, su milioni di computer. Ma ognuno di questi microvirus, apparentemente innocui, ha con se un frammento di "Rebecca". Conserva cioè memoria di far parte di una catena complessa, di una grande madre cui anela a riunirsi. E' capace di riconoscere il suo richiamo tra miliardi di segnali diversi e di reagire istantaneamente al suo ordine. Così, quando, molti decenni dopo, le majors dell'informatica si fondono in un unico cartello e decidono di mettere in linea tra loro, unendoli in rete, i milioni di satelliti esistenti, immediatamente i microvirus disseminati (e dimenticati) in tutto il pianeta si riconoscono, si scambiano istantaneamente codici e informazioni, si uniscono dando vita a "Rebecca". Rebecca duplica rapidamente se stesso in ogni direzione, mandando presto in tilt per surmenage i ponti satellitari di trasmissione. La catena di codici creatasi in Rebecca è in realtà un ordine perentorio, quello di far viaggiare le informazioni velocemente, sempre più velocemente. Le catene di Rebecca si moltiplicano e in breve i nodi di smistamento satellitare raggiungono i limiti di guardia. L'autosaturazione blocca i satelliti e nello stesso momento scatta l'amnesia totale di tutti i computer terrestri. Subito dopo tutti i ponti esterni (cioè i satelliti) si autodistruggeranno, come è previsto dalle istruzioni interne a ciascuna stazione orbitante che cessi di funzionare.

Il nostro professore di umanistica deve rileggere più volte le pagine del diario per rendersi conto di trovarsi di fronte ad una sensazionale scoperta : non è stato dunque un incidente, una catastrofe fortuita ciò che è accaduto. La tempesta è stata voluta, progettata a tavolino molti decenni prima che le majors dell'informatica riuscissero a prendere il potere. Ma da chi ? e a vantaggio di chi? Il vecchietto è dubbioso, ma il suo malessere è essenzialmente esistenziale. Da una parte è vero che il pianeta è tornato indietro, che molti problemi prima risolti ora riaffiorano, ma è altrettanto vero che la gente, malgrado le nuove difficoltà, gli sembra più viva, più entusiasta di vivere. Le majors dell'informatica detengono ancora il potere, controllano i politici, ma molto meno di prima e sopratutto meno capillarmente di prima, non disponendo più delle stesse risorse. Forse, tutto contato, vale la pena provare a ricominciare da questo poco, cercando magari di mettersi in contatto con i discendenti dei creatori di Rebecca, se esistono ancora. In fondo al libro c'è una lista di nomi in codice, con numeri telefonici. Riferimenti oggi antidiluviani, ma che vale la pena di approfondire.

Parte così una affascinante caccia al tesoro, in continuo bilico tra filosofia newage e informatica. I discendenti del codice Rebecca sono persone comuni e insospettabili, perfino all'interno della loro stessa famiglia. Ma insieme, da più di duecento anni, tramandano il segreto. E soprattutto lavorano, generazione per generazione,  ad un nuovo fantastico progetto, ardito e modernissimo quanto sconosciuto alla scienza tradizionale : un chip microscopico e sofisticatissimo, che utilizza la tecnologia plasmatica ed è perciò biointegrabile, attraverso cui l'uomo potrà amplificare le proprie capacità cognitive e i propri sensi, ma nel rispetto di regole precise contenute nelle istruzioni del chip stesso. Semplici istruzioni : niente contro l'uomo, niente contro natura. Una nuova sfida dunque, ma in condizioni di assoluta biocompatibilità, per mettersi al riparo da nuove catastrofi.

 

Continua…