| Politica spettacolo o Spettacolo della politica ? ? |
La politica & il Cinema - le trasmissioni tv - i personaggi - le alleanze e i partiti '- la tv pubblica e la tv commerciale - la satira e la genuflessione - Regole e i conflitti - i forum online - etc. etc. |
| "Grottesca" è forse, purtroppo, la definizione più giusta. La politica in tv, a pensarci bene, è davvero grottesca. Il termine, per chi non lo sapesse, deriva da "grotta". Proprio loro, le caverne naturali, prime dimore della civiltà preistorica e, nei loro recessi più profondi e difesi, luoghi di culto. Lì dentro venivano riposti e adorati idoli di pietra dalle fattezze caricaturali, appunto "grottesche", fronte e naso prominenti, occhi incavatissimi. Era necessario scolpirli così quei simboli, perchè potessero essere riconosciuti da tutti nella luce che non c'era. Il termine "grottesco" poi ha perso in gran parte questo significato di origine, più da nicchia antropologica che da vocabolario volgare, per approdare all'attuale accezione, con cui si suole mettere in evidenza caratteristiche (di un personaggio; di un evento; di una narrazione; etc) del tutto difformi dai corrispondenti modelli omologati come tali dalla cultura popolare. E la satira di costume, in particolare quella politica, si è ben presto impadronita di tutto lo strumentario "grottesco" (compresa la fisiognomica, pane quotidiano degli attuali disegnatori satirici) per lanciare le sue stilettate, dai tempi degli antichi romani fino ai giorni nostri. Da quando poi, più o meno mezzo secolo fà, la civiltà si è dotata anche del mezzo televisivo, tutto questo si è trasferito in tv, con una evoluzione nella modalità d'uso di questo medium, da parte dei protagonisti della scena politica, sempre più disinvolta e sempre meno aderente all'obiettivo naturale, cioè quello di una corretta informazione ai cittadini elettori. Tutto cioè, in altri termini, è diventato grottesco, caricaturale, posticcio ma al tempo stesso pretenzioso e autoreferenziale, trasferendosi nella piccola caverna del tubo catodico. Tutto è ormai accelerato e consumato dalla tv scoppiettante di spot e la gente in fondo pare gradire, anche se la politica, nel senso corretto del termine, è ormai quasi del tutto assente. Un peccato, anche considerando che a far data, ad esempio, dall'11 settembre 2001, proprio l'informazione, politica e non, ha battuto puntualmente (dati auditel) l'intrattenimento e la fiction. Certo è che in Italia, anche a prescindere dalla immane strage terroristica subita dagli USA, non è che manchino argomenti e temi da approfondire politicamente, anzi..! La brusca sterzata del nuovo governo in tutte le direzioni della politica ha riacceso un dibattito mai totalmente sopito dalle ultime elezioni, ma la rissa è tale da offuscare la ragione, pur accendendo gli animi e radicalizzando le posizioni. |
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Le regole del confronto politico in tv
Ma sono i professionisti della politica ad avere la principale responsabilità in questa farsa grottesca, ogni qualvolta (quasi sempre) dimenticano di dovere, a chi li ascolta e li segue alla tv, una testimonianza trasparente, comprensibile e il più completa possibile di quanto fino a quel momento essi stessi han fatto per gli elettori servendosi del mandato parlamentare e/o di governo. Un dovere morale, che in tv si accentua se non altro per il fatto che in questo caso, diversamente da quanto può accadere in un vero comizio (Moretti insegna...), a chi ascolta non è consentito replicare. Accade invece, sempre più spesso, che la politica in tv sia rissosa e utilizzi un linguaggio, in gran parte incomprensibile ai più, che solo episodicamente diviene divulgativo attraverso l'uso di slogan e "frasi fatte" ormai stantii per il troppo uso, in conclusione trattando l'utente televisivo, che poi è anche elettore, come "un bambino di undici anni, e nemmeno troppo sveglio..", per usare l'espressione testuale di un |
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| RAI e MEDIASET : IL CASO ITALIA Ma la rissa in tv aumenta se la divisione del potere televisivo non rispecchia la divisione politica del paese. Qui parliamo di Italia, senza dubbio alcuno. Tre considerazioni preliminari :il numero degli utenti televisivi italiani contrari all'attuale governo (comprendendo dunque anche Di Pietro e Rifondazione, pur non allineati all'Ulivo) è ben superiore a quello dei votanti per la CdL.; grazie al "bonus" del maggioritario, il governo ha però una rappresentanza in parlamento assai più vasta dell'opposizione; infine Berlusconi stesso è detentore di un personale potere televisivo (ed editoriale) enorme, che crescerà ulteriormente con il controllo della Rai.
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La correttezza dell'informazione politica in tv Un reale pluralismo dell'informazione politica è indispensabile ingrediente di una democrazia evoluta e stabile e la tecnologia, per paradosso, oggi potrebbe consentire di raggiungerlo senza grandi difficoltà. Ad esempio, il libero mercato dell'informazione che viaggia attraverso la rete internet già oggi permette a tutti di acquisire informazioni e commenti della attività politica semplicemente scegliendo la fonte che si ritiene migliore : è cioè la domanda a premiare l'offerta, attraverso le "visite" dei navigatori. Il fatto che ciò non si riesca a fare anche con la tv è una anomalia tutta italiana, conseguenza dell'ipertrofica crescita di un oligopolio televisivo che annienta qualsiasi concorrenza (dove è finita LA 7 ?). Un vero peccato, insomma, dover guardare con una punta di nostalgia al passato, alle tribune politiche di Ugo Zatterin, che erano certo noiose e posticce anch'esse, ma almeno non tracimavano negli altri programmi. Era cioè facilmente riconoscibile lo spazio a disposizione per la visibilità di un singolo politico o di un partito, e da lì |
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| I collegi elettorali, le piazze e le strette di mano agli elettori sono roba del passato, oggi si sta in tv pieni di cerone e appena finito lo spot si corre dal sondaggista di fiducia, per misurare la febbre dei propri elettori. In questo frenetico correre alla ricerca di visibilità politica (?) in tanti hanno cambiato casacca, percorrendo spesso l'intero arco istituzionale. Più di un politico ha la sua bella pagina web, con tanto di forum e mailing list; e tantissimi sono anche i "portatori d'acqua", cioè i giornalisti televisivi più o meno allineati che partecipano a questa vetrina, che ha i suoi risvolti economici interessanti laddove la visibilità venga monetizzata in "consigli per gli acquisti" di libri e quant'altro. |
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| Ormai è tutto immagine. Del resto, basta tornare all'ultima campagna di elezioni politiche, quella dei maximanifesti che imbrattarono tutta l'Italia. Ricordo a questo proposito un episodio gustoso : la nipotina (5 anni) di un mio amico, in quel periodo, passeggiando a Torino con la mamma, passò davanti alla statua sorridente di Don Bosco e si fermò puntando il dito e dicendo : "Guarda, mamma, Berlusconi ! " | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Quel faccione sorridente diventò il tormentone simbolo di tutta la campagna ( tra l'altro lo stesso Berlusconi aveva deciso così imponendo, salvo qualche eccezione, a tutti i suoi alleati di non apparire nei manifesti, così da fidelizzare gli elettori sulla sua immagine personale). Ancor più : quel volto sorridente era la rappresentazione mistica, trasfigurata, del sogno "televisivo" dell'Italia "azzurra" trasmesso quotidianamente agli italiani in versione maxischermo. E fu un successo dirompente, malgrado il codazzo di prese in giro di quei manifesti, cucinati in tutte le salse sopratutto sul web, dove impazzavano banner taroccati e divertentissimi. In qualche modo, anzi, la satira avversaria, anche quando interpretava con efficacia e buon gusto gaffes e criticità dell'avversario (indimenticabile il Berlusconi di Sabina Guzzanti), era in qualche modo rassicurante : se un uomo così potente (Berlusconi per i banner beffardi arrivò ad indire un concorso) si lasciava prendere in giro in questo modo, come sarebbe potuto mai diventare un tiranno ? L'immediatezza del messaggio affidato ad uno slogan e ad un sorriso accattivante hanno avuto la meglio rispetto alle parole. I programmi di governo delle due coalizioni contrapposte sono stati i grandi assenti dalla guerra televisiva, dove invece si ritornava ai tempi di Alberto Manzi ( lo ricordate ? Era quello che insegnava a scrivere e a leggere la lingua italiana, in tv, negli anni '60..). Tutti ricorderanno la memorabile puntata di Porta a Porta, dove un più che accondiscendente Bruno Vespa aiutava l'attuale Presidente del Consiglio a | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| sfogliare le pagine bianche di un gigantesco blocco notes su cui Berlusconi andava sintetizzando, munito di pennarello, le grandi opere del suo sogno italiano. Potere della comunicazione ! Le centinaia di pagine del programma dell'Ulivo, pur disponibili da mesi sul sito web della coalizione ulivista, finirono incenerite da un semplice tratto di pennarello. E Il "patto con gli italiani" firmato in diretta da futuro presidente, grottescamente demagogico nella sua semplificazione, è stata la ciliegina finale sulla torta. mancava solo lo champagne, ma c'è da credere che in tanti, nelle case degli operai, lo avranno stappato. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||