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Mike Bongiorno. Da pioniere del quiz a eroe della tv
Dici “telequiz” e pensi “Mike Bongiorno”. Un nome e un volto legati alla storia dei quiz in tv ma anche alla nascita e all’avventuroso sviluppo della televisione in Italia. E’ lui stesso a ricordarlo ad ogni utile occasione: “Quel 3 gennaio del 1954 sono stato io ad inaugurare la prima trasmissione. Al mattino c'è stato il primo collegamento dalla Fiera di Milano e poi alla sera sono andato in onda io e ho spiegato agli italiani che erano davanti al video, che cosa stavano vedendo". Ma Bongiorno vanta un altro importante primato, quello di essere stato il primo conduttore al mondo di programmi a quiz. Era il 1945 e la radio italiana di New York metteva in palio confezioni di pasta. Un chilo alla prima risposta esatta, dieci alla seconda, cento alla terza…
Non c’è quindi da stupirsi che l’inventore del telequiz, dopo un breve esordio sul teleschermo (con Arrivi e
Partenze , in cui intervista stranieri di passaggio a Roma) abbia fatto la fortuna del più fortunato programma televisivo italiano, Lascia o raddoppia? , ma al tempo stesso abbia contribuito alla diffusione del nuovo mezzo anche nei più sperduti paesi della provincia italiana.
Grazie a “Miche” o “Maike”, come lo chiamavano i primi telespettatori , con Lascia o raddoppia ? nascono veri casi, come quello dell’eliminazione del professor Lando Degoli, eliminato dopo una domanda sul controfagotto, ma poi riammesso, o personaggi come il plurilaureato Marianini , che appassionano gli italiani e fanno salire acquisti di televisori e abbonamenti Rai.
Da allora, per circa trent’anni Mike Bongiorno ha continuato imperterrito ad aprire buste, a porre domande, a chiedere pareri al notaio anche quando i programmi hanno cambiato nome diventando Campanile sera, Caccia al numero, La fiera dei sogni, Giochi in famiglia, Rischiatutto ( introdotto dal suo celebre “Allegriaaaa!”) e di nuovo Lascia o raddoppia ? , con la figlia dell'ex prima valletta Edy Campagnoli.
All’inizio degli anni ‘80 l’esordio nell’emittenza privata a Telemilano, la futura Canale 5 , con I sogni nel cassetto, sponsorizzato da
otto inserzionisti. Si passa dai programmi che fanno vendere la televisione alla realizzazione di spazi pubblicitari per vendere prodotti. Il programma non andò benissimo anche perché Bongiorno era impegnato contemporaneamente con Flash su Raiuno. Ma nella primavera dell’82 il salto definitivo: Mike Bongiorno, un pilastro per la tv italiana, sceglie di passare a Canale 5 , portandosi appresso il suo quiz che cambia solo il nome e diventa Superflash . A convincerlo fu Silvio Berlusconi, con l’offerta di un miliardo di lire l’anno, un posto nel consiglio di amministrazione di Canale 5 e persino una serie di incarichi alla moglie stilista Daniela Zuccoli. Un ingaggio allora scandaloso, ben lontano dal compenso di 12 milioni di lire a puntata corrisposto dalla televisione di stato, e una batosta per gli imperturbabili dirigenti Rai che , caustico, così Enzo Biagi cercò di rassicurare : “Il mondo ha saputo fare a meno di Einstein, di Chaplin, di Caruso, di Leonardo. E’ sperabile che anche questa volta si possa rimediare alla crisi che incombe” .
Bongiorno si difese, accusando la Rai di averlo congelato. E intanto gli indici di ascolto di Canale 5 schizzarono alle stelle e Mike si trovò a dover fronteggiare le situazioni più difficili. Come quella causata dallo sciopero dei doppiatori di Dallas , l’altro appuntamento di alto ascolto della tv di Berlusconi. Cancellato il telefilm, Superflash raddoppia e va in onda il giovedì e la domenica, salvando così audience e rete.
E’ intanto la fine per il monopolio della tv di stato : i successi di Bongiorno a Canale 5 scatenano la concorrenza con la caccia agli inserzionisti pubblicitari e ai teledivi. Retequattro , controllata allora da Mondadori, schiera Enzo Tortora mentre Raiuno affida prima a Enzo Biagi Film dossier e l’anno successivo vara un nuovo gioco,Test , condotto da Emilio Fede.
Con Bongiorno si inaugura così anche una stagione di compensi da calcio mercato : il miliardo di lire assicurato a Mike, considerato sconveniente, fu presto superato dall’offerta di sei miliardi di lire con cui la Rai trattenne Raffaella Carrà, sul punto di fare le valige per Canale 5. Una decisione costosa e impopolare, ma fruttuosa per la tv di stato in difficoltà di ascolti.
E lui Mike, intanto, cosa fa ? Nel far-west della concorrenza fra reti, senza fare una piega continua a presentare programmi di successo : Pentathlon, C’era una volta il Festival, Tris, Telemike, Tutti per uno, La Ruota della Fortuna, di cui presenta oltre 2500 puntate . Credenziali da record che si aggiungono ad una già strabiliante carriera, costruita anche con undici Festival di Sanremo, numerosi programmi radiofonici e l’interpretazione di sei film .
Altroché divo, è un vero eroe del piccolo schermo, Mike Bongiorno, nonostante o forse grazie ai suoi modi goffi e scortesi, e alle sue gaffe diventate memorabili. Come l’esclamazione a doppio senso, diventata una consolidata credenza popolare, pronunciata in Rischiatutto all’indirizzo della signora Longari, eliminata dopo una domanda ornitologica: “Ahi, ahi signora Longari mi è caduta sull’uccello! ” Una convinzione durata oltre trent’anni, solo di recente rivelatasi una leggenda metropolitana. Perché sulle registrazioni di Rischiatutto, custodite dalle Teche Rai, fra le tante battutacce di Mike, proprio di quella sembra non vi sia alcuna traccia. Ma si sa, agli eroi capita anche questo.