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I nomi della fiction tv estera Niente a che vedere naturalmente con la tv italiana. Non è esterofilìa smaccata, ma | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| ANTEPRIMA/Oggi là, domani qua: tutte le serie Tv che spopolano negli Usa (ripreso da vipline.it )
Titolo per titolo, rete per rete, ecco tutte le nuove serie tv che il piccolo schermo a stelle e strisce propone quest’anno. Qualora doveste scoprire che ne manca qualcuna (ma siamo pronti a scommettere di no), prendetevela con l’Accademia dei Telefilm, che ha realizzato questo splendido ed esaustivo speciale. - “K Street” (HBO): è la serie-evento dell’anno, non foss’altro perchè ideata e prodotta da George Clooney e Steven Soderbergh, la coppia cinematografica di “Ocean’s eleven” e “Solaris”. Ma il serial ha fatto scalpore e suscitato polemiche per l’originale idea di mischiare fiction, realtà e parodia sulle lobby dei piani alti di Washington, con ex consulenti presidenziali e giudici della Corte Suprema che interpretano se stessi (così come Hillary Clinton) di fronte a personaggi inventati (su tutti, Maggie interpretata da Mary McCormack). “Politics from the inside out”, recita il motto di lancio: solo in America… - “Skin” (Fox): “Dallas” a luci rosse, la versione XXX di “Melrose Place”, “West (Hollywood) Side Story”. I paragoni si sprecano, ma il telefilm si candida ad essere il più rovente dell’anno, una sorta di “Romeo e Giulietta” sullo sfondo dell’industria pornografica, con due magnati che si sfidano a colpi di vendette, tranelli, vibratori, tacchi a spillo e colpi bassi. I due protagonisti, Adam (D.J. Cotrona) e Juliet (Olivia Wilde, foto), sono innamorati, bellissimi, vergini, ma appartengono a fazioni opposte. Jerry Bruckheimer, il deus ex machina di “C.S.I.”, firma da produttore. Ma dalle ultime notizie pare che la stessa Fox voglia rinunciare alla serie. Che dire, se son rose fioriranno.. - “The O.C.” (Fox): è il nuovo “Beverly Hills” o l’erede di “Dawson’s Creek”. La premessa è la stessa del serial di Aaron Spelling: un ragazzo si trasferisce nella lussuosa provincia di Orange County scoprendo che non tutto è oro quel che luccica. Inutile dire che in America tutti i protagonisti sono già idoli da poster. - “Miss Match” (NBC): ecco la serie destinata a sostituire il vuoto lasciato da “Ally McBeal” e “Sex&the City” (non per niente è prodotta da Darren Star, già dietro le quinte del secondo telefilm). Kate Fox (interpretata da una rediviva e fulminante Alicia Silverstone, la quale si candida ad essere il volto femminile della tv a “stelle e strisce” di quest’anno) è un’avvocatessa divorzista che di giorno si occupa di separazioni e di sera combina incontri di classe tra single. Naturalmente, come impone la moda delle serie femminili più recenti, Cupido non scocca mai la freccia su di lei. - “The Lyon’s Den” (NBC): dopo aver sbattuto la porta della Casa Bianca alle spalle (“West Wing”), Rob Lowe ritorna da protagonista assoluto in una serie legale tinta di giallo dove, come ha chiosato “Tv Guide”, “è come se si facesse incontrare John Grisham e Jackie Collins”. - “Cold Case” (CBS): Lilly Rush (Kathryn Morris) è una detective della Omicidi di Philadelphia che si occupa con tenacia di casi mai risolti e dimenticati negli scaffali (i “casi freddi” del titolo). La particolarità della serie che vanta gli stessi produttori di “C.S.I.” sta nell’osservare un crimine a distanza di tempo, da un’angolazione diversa, più distaccata e oggettiva, spesso quella giusta. - “Tru calling” (Fox): orfani di “Buffy”, unitevi! Dopo essere stata una bad girl al fianco di Sarah Michelle Gellar nel serial “dai canini facili”, Eliza Dushku ha già preso il posto di idolo femminile nei cuori dei fan dell’ammazzavampiri. L’attrice, tra le più cliccate attualmente su Internet in America per il suo fascino indiscutibilmente sexy, interpreta una studentessa che lavora part-time all’obitorio con un “dono” molto speciale: far rivivere più volte – alla “Sliding doors” – il destino del morto che ha di fronte nell’ultimo giorno prima di spirare. Dushku: nonostante il cognome impronunciabile, sentiremo parlare di lei. - “Tarzan” (WB): il nuovo Re della giungla ha il volto (e soprattutto il corpo) del biondo statuario Travis Rimmel, già modello di Calvin Klein. L’adattamento moderno lo vede vivere nella Grande Mela, dove la sua Jane è una detective della polizia che gli chiede spesso una mano. - “Navy NCIS” (CBS) : lo spin-off di “J.A.G.” è a metà strada tra la serie-madre e “C.S.I.”. La serie accende i riflettori sull’Unità Forense della Marina, realmente esistente (Naval Criminal Investigative Service) e qui capitanata dal taciturno Leroy Jethro Gibbs (Mark Harmon). Nel cast, Michael Weatherly, il Logan di “Dark Angel”. fanzine italiana - “” (NBC): non si è ancora chiuso il sipario su “Friends” che già c’è la fila per prenderne il posto (tra l’altro sullo stesso network). Questa sit-com, tratta dall’omonima inglese della BBC, si candida secondo i critici ad essere in pole-position. Steve (Jay Harrington) si è invaghito di Susan (Rena Sofer) ma non riesce a districarsi dalla ex Jane (Lindsay Price), mentre il donnaiolo Patrick (Colin Ferguson) sta con l’insicura Sally (Sonya Walger). Ce n’è abbastanza per essere “amici” per la pelle. - “Karen Sisco” (ABC): “the coolest new show” ha sentenziato “Tv Guide”. Una dirompente Carla Gugino dà vita alla “sceriffa” del titolo, la versione televisiva del personaggio interpretato al cinema da Jennifer Lopez in “Out of sight”. Solo che lei non incontrerà mai George Clooney…Il produttore esecutivo è Danny DeVito. - “The brotherhood of Poland, New Hampshire” (CBS): da quel gran genio di David E. Kelley (“Ally McBeal”), una serie che accende i riflettori su tre fratelli di mezza età nella cittadina di Poland: uno fa il poliziotto e a tempo perso l’allenatore di hockey, l’altro siede sulla poltrona del sindaco, il terzo è sommerso dal lavoro. Tutti loro sono ritratti lungo le rispettive crisi familiari e professionali non senza quell’ironia di cui Kelley è diventato maestro (si veda o si recuperi “La famiglia Brock”). Con Chris Penn, Randy Quaid e John Carroll Lynch. - “The handler” (CBS): tra le serie-rivelazione dell’anno che proietta Joe Pantoliano (“I Soprano”) tra gli attori più in vista del piccolo schermo americano. Qui interpreta una sorta di Serpico dei giorni nostri, un agente dell’FBI che s’infiltra nel sottobosco per stanare i colpevoli. All’azione si aggiunge il rapporto con il fratello appena uscito di prigione (interpretato da John Cassini) e con la collega Glaudini (che ha il volto di Deborah Ciccerone, anche lei sul set de “I Soprano”). - “Carnivale” (HBO): la rete di “Six Fee Under” si propone sempre più di culto con questa serie alla David Lynch (non per niente ne è protagonista Michael J. Anderson, colui che interpretava il nano di “Twin Peaks”). La storia, a tinte fosche sullo sfondo della Depressione, è ambientata in un circo: tra gemelle siamesi, trapezisti (della vita), donne con la barba, uomini-serpenti, personaggi in fuga ed esorcisti, arriva un uomo dotato di poteri paranormali e strane visioni. L’inquietante slogan con il quale è stata lanciato il serial tuona: “ogni generazione ha conosciuto una creatura della luce e una dell’oscurità…”. Nel Bene e nel Male, the (freak) show must go on. - “10-8” (ABC): è arrivata la nuova “Adam 12”? Nel dubbio, Rico Amonte (Danny Nucci) e John Barnes (Ernie Hudson) pattugliano le strade di Los Angeles come solo Baker e “Ponch” in “ChiPS” sapevano fare (sebbene su due ruote). Il numero del titolo significa, secondo il codice poliziesco, “in servizio”. - “The Ortegas” (Fox): basata su una sit-com inglese, la serie racconta le vicende di una famiglia d’immigrati messicani in cui spicca il figlio che anela a diventare un presentatore di talk-show. - “Arrested Development” (Fox): è la sit-com rivelazione dell’anno, con Jason Bateman che interpreta Michael, l’unica persona mentalmente stabile di una famiglia che si mette nei guai e vede in lui l’unico “salvatore”. Tra gli interpreti, Portia de Rossi (“Ally McBeal”). - “Eve” (UPN): la sit-com che vuole lanciare nello star-system la cantante hip-hop Eve la vede nei panni di Shelly, una frustrata disegnatrice di moda di Miami alla ricerca dell’anima gemella. - “Las Vegas” (NBC): l’ex marine Danny McCoy (Josh Duhamel), a capo della sicurezza dei Casino di Las Vegas, viene reclutato dal boss Big Ed (James Caan), un ex agente della CIA. Dopo il boom di “C.S.I.”, è la serie che potrebbe rilanciare definitivamente la città del titolo nell’immaginario seriale. - “Two and a half men” (CBS): l’ennesima variazione sul tema “un bambino con due padri” conta questa volta sul “rinato” Charlie Sheen (“Spin City”), qui nel ruolo dello zio del decenne che si divide tra lui e il papà dopo che la moglie di quest’ultimo ha fatto le valigie. - “Whoopi” (NBC): solo Whoopi Goldberg poteva ridere del terrorismo che minaccia l’America, nei panni di una proprietaria di un hotel di Manhattan che ospita spesso arabi che non la pensano esattamente come lei. Ma per il suo personaggio, la peggiore minaccia risulta la menopausa… - “All of us” (UPN): la sit-com scritta e prodotta dalla coppia (sposata) Will Smith-Jada Pinkett vede un triangolo formato dal reporter Robert James (Duane Martin), dalla nuova fidanzata Tia (Elise Neal) e dalla moglie sul piede del divorzio Neesee (LisaRaye). Inutile dire che i rapporti si complicano puntata dopo puntata, soprattutto a causa del figlio di 5 anni di Robert e consorte. - “Happy Family” (NBC): tipica sit-com familiare con protagonisti due caratteristi (John Larroquette e Christine Baranski) nei panni di una coppia che mette becco oltre misura nelle decisioni dei figli. - “I’m with her” (ABC): la serie narra le vicende autobiografiche dell’ideatore Chris Henchy quando è scoccato il colpo di fulmine con Brooke Shields. L’insegnante d’inglese Patrick Owen (David Sutcliffe) non crede che la modella Alex Young (Teri Polo) sia la ragazza giusta, anche se quest’ultima farà di tutto per farlo ricredere. - “Rock me baby” (UPN): come cambia la vita di coppia dopo la nascita di un figlio? Jimmy (Dan Cortese) e Beth (Bianca Kajlich) lo scopriranno soprattutto tra le lenzuola, rischiando il collasso e l’astinenza tra pannolini e biberon. - “One tree hill” (WB): è l’altra serie giovanilistica della stagione, ma meno accattivante rispetto a “The O.C.”. Ne sono protagonisti due fratellastri abbandonati dallo stesso padre: Lucas (Chad Michael Murray) e Nathan (James Lafferty) cercano il riscatto nel basket e s’innamorano della stessa regazza (interpretata da Hilarie Burton). - “A minute with Stan Hooper” (Fox): la star televisiva Stan Hooper (Norm Macdonald) decide di capire quali sono i gusti degli americani medi trasferendosi con la moglie da New York nel Wisconsin. Non l’avesse mai fatto. E’ la versione aggiornata del serial “Bravo Dick” (1982). - “It’s all relative” (ABC): è stata lanciata come la sit-com che potrebbe ereditare il pubblico di “Dharma e Greg”. Al centro della storia ci sono Bobby (Reid Scott) e Liz (Maggie Lawson), lui membro di una famiglia cattolicissima di origini irlandesi, lei con un padre visibilmente gay: meglio non dire alle rispettive famiglie che si sono innamorati… - “Jake 2.0” (UPN): l’esperto nerd di computer Jake Foley (Christopher Gorham), consulente della NSA (National Security Agency), viene colpito da un raggio molecolare proveniente da un portatile e diventa a tutti gli effetti l’erede dell’“Uomo da sei milioni di dollari” (1974). - “Run of the house” (WB): quando i genitori si trasferiscono per un po’ nel Michigan, i figli adolescenti rimangono da soli a casa e se la devono cavare. Impareranno a conoscersi meglio e che fuori dalla porta scorre la vita. E’ la versione più sbarazzina di “Cinque in famiglia” (1994). - “Joan of Arcadia” (CBS): dopo “Il tocco di un angelo” (1994) ecco un’altra serie con una ragazzina con doti “divinatorie” (interpretata da Amber Tamblyn). “Lui” le appare ogni volta sotto spoglie diverse: oggi è il benzinaio, domani la ragazza al bar. Joe Mantegna veste i panni del padre poliziotto della protagonista. - “Like family” (WB): sit-com inter-razziale che prende spunto dal trasferimento di mamma e figlio bianchi a casa di amici di colore. Da Manhattan al New Jersey, l’impatto risulta meno drammatico del previsto; anzi, scatena risate in…bianco e nero. - “L.A. Dragnet” (ABC): il riadattamento anni 2000 del mitico “Dragnet” (1952) di Jack Webb è più nella scia di “N.Y.P.D.” o di “Homicide” che un sequel della serie originale. Non per niente il produttore esecutivo è quel Dick Wolf dietro i successi di “Law&Order”. Come impone la nuova moda dei polizieschi americani, il telefilm è interpretato da una schiera di attori emergenti per rendere il tutto più realistico. - “Luis” (Fox): chi entra nel negozio di Luis ad Harlem si ritrova servito di consigli sulla vita in saldo. Ad interpretare il protagonista si cimenta il caratterista Luis Guzman, qui al suo primo ruolo comico. - “Married to the Kellys” (ABC): altra sit-com familiare, insieme a “A minute with Stan Hooper”, che punta sul trasloco quale variante comica. Tom e sua moglie Susan (interpretati rispettivamente da Kiele Sanchez e Breckin Meyer) si trasferiscono a Kansas City, con tutti gli imprevisti del caso. - “Hope&Faith” (ABC): Kelly Ripa, l’interprete della scatenata e disinibita Faith, si candida ad essere il volto emergente della stagione. Il suo personaggio si trasferisce a casa della più “normale” e morigerata sorellina cambiandole la vita. - “All about the Andersons” (WB): sit-con “all black” sulla convivenza “forzata” di un papà con figlio a carico di 8 anni e il resto della famiglia. Con John Amos e l’emergente Anthony Anderson. - “Threat Matrix” (ABC): una task-force che risponde direttamente agli ordini del Presidente degli Stati Uniti entra in azione con le attrezzature più avanzate ed avveniristiche. “Se fanno bene il loro lavoro, non saprete mai che esistono”, recita il claim di lancio. Con Kelly Rutheford (“Melrose Place”).
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