Ha più o meno mezzo secolo di vita la fiction tv . Da Fonzie, entrato nel mito televisivo come il mentor un po' sbruffone ma saggio di un gruppo di ragazzotti della sonnacchiosa provincia americana, all'affascinante e complessato Dawson Leary del terzo millennio il passo è davvero lungo. Non l'America, ma il mondo intero è cresciuto e cambiato, più grande per i suoi problemi e più piccolo per la velocità delle comunicazioni, comunque diverso e in fondo, forse anche un po' più triste e disincantato. Sono cambiati anche i giovani e conseguentemente i personaggi tv che cercano di rappresentarne difetti e virtù. Questo viaggio, fatto attraverso la fiction tv, dal "come eravamo" un tempo al come siamo adesso inizia così. Vogliamo ricordare, ma anche capire, quanto e come questi modelli hanno fatto cultura e non solo entertainment, fin dove siano stati semplici veicoli commerciali oppure realistiche rappresentazioni dei sogni e dei bisogni giovanili. Perchè seppure, e nemmeno tanto nascostamente, Fonzie e i suoi discendenti hanno fatto vendere di tutto è pur vero che attraverso di loro sono stati proposti al grande pubblico temi e argomenti che difficilmente avrebbero raggiunto gli stessi livelli di ascolto fra i giovani. Dal totem del successo e del denaro al tabù dell'omosessualità; dal dialogo-scontro con il mondo degli adulti fino all'emancipazione, del singolo o del gruppo, verso la maturità, la tv ha sempre accompagnato benevolmente, talvolta cedendo alla tentazione del populismo, i fermenti irrequieti e mai scontati della società occidentale in rapido mutamento, in particolare del mondo giovanile al cui target è rivolta buona parte della produzione di fiction televisiva.
| Quando il quotidiano diventa tv : i rumors della fiction La vitalità della fiction in tv è misurabile sopratutto dal riverbero che essa scatena fuori dal video, fra la gente comune. Questi "rumors" inondano, spalmandosi nelle 24 ore, la vita quotidiana di ciascuno, insinuandosi nelle discussioni e nelle chiacchiere sugli autobus, ai supermercati, sul posto di lavoro. Pur scontando inevitabili differenze di "contaminazione" legate sopratutto all'età, nessuno può dirsi totalmente immune. I divi della fiction diventano persone di famiglia di cui condividere pene e soddisfazioni, di essi si sa tutto ma si vorrebbe sapere sempre di più, scambiando informazioni con altri. Liquidare questo fenomeno con l'appellativo di fanatismo è troppo semplice e probabilmente assai lontano dalla realtà : la nascita continua di pagine amatoriali, fanzines e club, forum e mailinglist dedicati ai divi del piccolo schermo nasconde una esigenza più profonda e antica, connaturata alla stessa società umana. Se la tv non è più un semplice elettrodomestico bensì la balia, l'amica, talvolta l'amante di chi in essa trova conforto e comprensione più di quanto possa trovarne nei propri simili, spesso troppo occupati per accorgersi di noi in questa folle corsa che è diventata la vita, ciò non può e non deve interessare la patologia del singolo quanto piuttosto dell'intero consorzio umano. Prendiamo dunque dalla tv ciò che essa può darci con facilità e dovizia di mezzi espressivi, ma riserviamoci sempre la possibilità di giudizio, senza appiattirci sul fanatismo acritico. Presa così, attraverso l'approfondimento e il dibattito costruttivo, la fiction e la tv nel suo complesso possono diventare un proficuo laboratorio di crescita culturale. E questo vale anche e forse sopratutto per la tv "spazzatura", che pure annovera eventi e spettacoli seguitissimi : condannarla con il potere che ci da il telecomando può bastare a noi, ma non fa crescere la società e dunque varrebbe invece la pena di studiarla, di risalire alle sorgenti di certi apparentemente incomprensibili successi di auditel. Seppure c'è chi ha interesse a diffondere la beata ignoranza e incoscienza, un popolo bue totalmente condizionato dalla tv alla lunga non fa comodo a nessuno, nemmeno al regime più autoritario e repressivo, perchè la diversità e il pluralismo delle idee restano comunque un patrimonio comune a cui tutti possono attingere. E la tv, mamma tv, guadagnerebbe in ascolti se favorisse sulla fiction che trasmette quel dibattito che oggi possiamo trovare soltanto sulla rete internet.
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I canali televisivi più dedicati alla fictionData l'invasività del fenomeno, dovremmo piuttosto prendere l'elenco completo dei network, perchè non c'è tv generalista che non abbia nel suo palinsesto un film, un serial, una soap. Pensare che la RAI iniziò le sue programmazioni, 50 anni fa, con tre quarti dei programmi destinati all'informazione... Ora però con le piattaforme digitali e i networks tematici
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Una grande risorsa per chi cerca notizie sulla fiction tv : dall'Enciclopedia dei telefilm, ricca di schede (anche con il link al sito ufficiale di ogni singolo prodotto) alle news e infine al variopinto mondo dei fansclub. Da Cinemando un "Bravo !" a Massimo Donelli, direttore di Sorrisie Canzoni, per la nuova iniziativa | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| PERDUTI IN UN MARE DI FICTION Dal capostipite dei pescecani del petrolio J.R.Ewing di Dallas alla austerità della saha di Dinasty, dal mondo | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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