SINOSSI
Avvertenza : questa sintesi è stata costruita non sul soggetto, ma sul copione redatto successivamente. Tra i due testi esistono lievi differenze originate dalla necessità di adattare il testo originale alla trasposizione cinematografica. La sinossi qui sotto riportata è comunque rappresentativa della trama completa. Per altro, l'autore sta attualmente lavorando ad una versione del copione destinata al piccolo schermo, con divisione della storia in quattro episodi di circa 50" ciascuno. Tale elaborazione, in corso d'opera, comporterà quasi certamente un ulteriore dettaglio delle vicende trattate.
P.S. Nel corso della lettura della sinossi sono stati inseriti alcuni links, collegati alle foto delle varie locations descritte. Per vederle basterà cliccarci sopra. Per tornare alla sinossi basterà cliccare sul tasto "back" di Internet Explorer (o dell'eventuale altro browser di navigazione utilizzato). Altre immagini sono visibili alla pagina "Locations"
breve audioclip della Serenata del Saraceno
La scena iniziale ha per scenario i moderni uffici della Chieffi s.p.a., a Milano. Federica Chieffi, giovane affermata imprenditrice, è nel suo studio alle prese con la revisione contabile. Dal centralino le arriva una telefonata inaspettata : un notaio di Roma che la informa dell'eredità di una bisnonna sconosciuta. Federica è dapprima irritata, poi perplessa, alla fine incuriosita, perché il notaio insiste sulla sua presenza all'apertura del testamento. Nel frattempo, all'altro capo della penisola, Virgilio, giovane elettricista, si è alzato di buon ora per andare a montare una antenna in una casa alla fine del suo paese. E' primavera, l'aria è mite e Il paese a quest'ora è ancora deserto, salvo il piccolo forno di donna Lina. Virgilio fa tappa per acquistare pane e biscotti e per fare quattro chiacchiere, poi riprende il suo viaggio. Passando con il suo furgone davanti al casale Tindamo, un rudere antico ma pieno di fascino e circondato da un aranceto, l'uomo nota un bagliore alla base del muro di cinta. Si ferma per indagare, ma è una lattina, bagnata dalla pioggia caduta a lungo nei giorni precedenti. Virgilio, deluso, sta per risalire sul furgone ma l'odore delle arance bagnate dalla roccia lo seduce e così cerca di scavalcare il muro. Fa i passi a memoria perché quello è il terreno dei suoi giochi infantili, ma la sommità della roccia, viscida e bagnata, gli fa perdere l'equilibrio e lo fa cadere dall'altra parte. L'uomo batte la testa e sviene. Federica, intanto, a Roma, ha appreso con disappunto della sua eredità : un rudere abbandonato e senza valore, con un pezzo di terreno incolto da anni. Vorrebbe disfarsene subito, ma una clausola del testamento la obbliga a presidiare sul posto la vendita. La donna, furiosa, licenzia su due piedi Fazioli, il giovane legale che l'ha accompagnata dal notaio e decide, controvoglia, di partire per il sud. Intanto Virgilio, rianimatosi dalla botta, scopre nei pressi una antica botola di pietra, dissepolta dalla pioggia. Vorrebbe scoperchiarla, ma la voce del suo amico Tonino, al di là del muro, lo costringe a rimandare : tornerà nel pomeriggio con l'attrezzatura idonea. Federica nel frattempo ha già raggiunto l'aeroporto di Milano : il suo volo la attende. La giovane parte, sempre accigliata, per la Calabria. Virgilio torna a casa un po' contuso. Dopo essersi rinfrescato è di nuovo pronto per uscire. La madre, vedendolo sulla porta, si preoccupa perché lo ha visto prima rientrare ferito ed ora uscire di nuovo. La donna teme che il figlio abbia fatto a pugni, ma lui la prende in giro e lei si tranquillizza. Così Virgilio torna al casale e riesce finalmente a sollevare la pietra. Sotto c'è un cunicolo buio e profondo, troppo per visitarlo da solo. Pazienza :dovrà associare qualcuno all'impresa..! Così ricopre di nuovo la pietra di terra e frasche, ma in quel momento lo sorprende Federica, che intanto è arrivata al casale. Messo alle strette Virgilio confessa e Federica, invece di portarlo al commissariato, gli propone di andare avanti : lei lo aiuterà nella esplorazione del tunnel. Così i due calano la videocamera di lei su un trespolo preparato da Virgilio, poi vanno al laboratorio di lui per visionare la registrazione. L'arrivo di Federica in paese provoca un vero trambusto tra i "giovani leoni" locali. Virgilio, infatti, passa per un sempliciotto e quella compagnia femminile gli fa improvvisamente acquistare molta considerazione. Quando i due escono dal laboratorio il capannello di curiosi è scomparso, tranne Tonino, l'amico che ha visto Virgilio la mattina, mentre dolorante riusciva dalla proprietà. A Tonino Virgilio aveva raccontato di essere penetrato nel casale per "fottersi" una arancia ( ed era vero) ma aveva taciuto sulla pietra. Il rivederlo ora in compagnia della milanese, bella e sconosciuta, fa nascere nel manovale amico di Virgilio più di un sospetto. Ma Virgilio ha altro per la testa : la registrazione, pur senza rivelare niente di grandioso, ha mostrato, in fondo al cunicolo, qualcosa di luccicante. Così lui e Federica si sono dati appuntamento alla mattina dopo. Così fanno : Virgilio scende finalmente nel tunnel in esplorazione diretta e scopre una grotta grandissima e un antico mosaico formato da tessere d'oro zecchino. Ne stacca un paio e tornando in superficie le mostra a Federica. Lei per la gioia lo abbraccia e improvvisamente i due si baciano. E' nato l'amore. Federica naturalmente rimanda la partenza per Milano e decide di restaurare il casale. I due associano Tonino all'impresa e il manovale costruisce sulla botola un capanno per gli attrezzi, antichizzandolo per non destare sospetti. In questo modo i tre potranno andare e venire dal cunicolo in qualsiasi momento, anche con il cantiere pieno di operai. Così intanto passano i giorni, le settimane, arriva la stagione estiva e tutta la zona si anima di turisti. I nostri tre esploratori hanno trovato qualcosa, ma non tanto e la delusione comincia a fare capolino. Il casale è quasi completamente restaurato e Virgilio teme che prima o poi Federica decida di tornarsene a Milano, dimenticandolo. Ma Tonino scopre nella grotta sotterranea un nuovo cunicolo, di certo il letto sotterraneo di un fiume che alla base, però, risulta scalpellato dall'uomo. La novità riporta l'entusiasmo nel gruppo, che si lancia nella nuova esplorazione. La strada, però, ad un certo punto è sbarrata da un grosso masso e Federica propone allora di cercare in superficie qualche segno dell'acqua che i tre sentono scorrere al di là del masso. Il gruppo decide così di darsi una pausa, Federica ne approfitta per fare qualche bagno a mare mentre Virgilio e Tonino vanno a montare l'antenna parabolica da don Rafele, vecchio ex pescatore, ora pastore. Da questo apprendono della leggenda della "Gola del Saraceno" e della "fontana dei musici". Un'antica canzone marinara che parla di una fonte miracolosa, da cui un tempo usciva acqua e anche qualche moneta d'oro. I due giovani, senza far comprendere il loro interesse, sollecitano Rafele e Tonino riesce a capire l'attuale ubicazione della roccia : una recente lottizzazione di ville destinate al turismo balneare. Con successive indagini riescono ad individuare la proprietà interessata : è la villa di Bialetti, un riccone milanese scontento dell'acquisto perché sul suo terreno non ha potuto costruire la piscina, a causa di molte rocce granitiche affioranti. Federica, con grande facilità, riesce a circuire Bialetti e a convincerlo alla vendita ( lei è ricchissima e anticiperà i soldi). Bialetti, completamente irretito dalla bellezza di lei, le affida subito le chiavi e rende disponibile la villa per il sopralluogo : lui intanto deve partire per un viaggio di affari. Così i tre perlustrano la villa e scoprono che la "Gola del Saraceno" è purtroppo quasi completamente interrata in un terrapieno protetto da un muro in calcestruzzo. L'impresa pare disperata ma Tonino scopre il pozzo artesiano costruito, e poi abbandonato, dagli operai che cercavano l'acqua per la piscina. I tre scoperchiano freneticamente il pozzo, ma la abissale profondità sgomenta Virgilio, che propone di lasciare perdere. Comunque i tre fanno un tentativo calando la videocamera legata ad una lunga sagola, ma la ripresa, visionata nel laboratorio di Virgilio, non mostra nulla di interessante. Virgilio e Federica sono delusi, Tonino vorrebbe testardamente insistere. I tre, stanchi morti, escono dal laboratorio a notte inoltrata rientrando nelle loro case ( Federica, dall'inizio dell'impresa, ha affittato un appartamentino sul mare). La mattina dopo, è ancora l'alba, Virgilio è svegliato dalla madre Sara, che gli porge il telefono : è Federica, che gli chiede se abbia per caso lui le chiavi della villa di Bialetti. La donna è agitata e lui la tranquillizza : le chiavi saranno sicuramente al laboratorio, sul bancone. Lei insiste per verificare e così dopo poco i due si incontrano. Ma le chiavi non ci sono e Virgilio sospetta di Tonino. Lo chiama a casa e la moglie del manovale dice che l'uomo è uscito prestissimo per una commissione urgente. Virgilio e Federica allora corrono alla villa e notano dietro al cancello chiuso, ben mimetizzato, il furgone di Tonino. Non potendo entrare con l'auto Virgilio dice a Federica di ritornare sulla strada provinciale, per non insospettire gli abitanti delle ville circostanti. Lui intanto scavalcherà il cancello per cercare Tonino. A malincuore Federica obbedisce e Virgilio penetra nella proprietà ancora al buio. Raggiunge il pozzo e nota una sagola tesissima che, agganciata ad un albero vicino, è srotolata dentro al pozzo : Tonino è sceso dentro. Imprecando contro la stupidità dell'amico Virgilio rimedia l'attrezzatura nel furgone di Tonino e sicala anche lui, ma senza luce. La discesa è lunga e lui sta per essere preso dallo sconforto e dal panico, quando improvvisamente qualcosa lo agguanta al piede : è Tonino, che con voce stanca ma ferma lo invita a risalire. I due amici tornano in superficie ma ad attenderli trovano i carabinieri, avvisati dalla ex colf di Bialetti che si vuole vendicare per essere stata licenziata dopo la vendita della casa. I due amici sono caricati sulla camionetta e accompagnati al commissariato. Federica li segue con la sua auto e garantisce per loro. Così, a mattina inoltrata, i tre si ritrovano a casa di Federica. Tonino sta per essere assalito dalle domande ma tacita subito gli amici mostrando un fagotto bagnato. Lo svolge piano e dentro …. Una collana d'oro preziosissima, tempestata di diamanti. L'uomo racconta che, lungo la discesa nel pozzo, la parete ad un certo punto è diventata così friabile che lui ha potuto forarla battendo con i piedi, fino a creare una fessura abbastanza grande per passare. Poi è penetrato in una grotta e ad un certo punto è finito in acqua, un fiume tempestoso e sotterraneo che lo ha trascinato per decine di metri prima che la corrente diminuisse permettendogli di aggrapparsi ad una roccia e tornare all'asciutto. Così ha potuto verificare il perché della calma improvvisa dell'acqua. E lo ha fatto pur non avendo più con se la torcia elettrica perché, come per un miracolo, improvvisamente dalla volta della caverna si sono accese quattro luci : quattro grandi fori da cui filtravano i raggi del sole nascente. In questo modo Tonino ha potuto verificare di trovarsi sulla sponda di un piccolo laghetto sotterraneo…. Interamente tappezzato da un immenso tesoro. Inoltre, è quasi certo di aver capito sotto a quale terreno si trova il laghetto : la vigna secca, una zona proprio dietro a casa sua, più a valle della villa di Bialetti, a metà strada dal casale. Malgrado la stanchezza il sopralluogo è immediato. Lo spiazzo della villa secca, diventato scarico di rifiuti e di rottami d'auto, è passato al setaccio e i quattro fori vengono presto individuati. Da uno di questi, calando una lenza con un piombo, Virgilio riesce a "pescare" un altro preziosissimo trofeo. L'entusiasmo è a mille. I tre si riuniscono nella vicina abitazione di Tonino ( nel frattempo anche la moglie Isa e i due figli sono messi al corrente) per brindare al tesoro e tutti sognano ad occhi aperti. Federica ammonisce però : quel tesoro non è loro, e d'altra parte sarebbe impossibile venderlo. Meglio studiare un altro modo per guadagnare nell'impresa. Gli altri, Virgilio compreso, si impermalosiscono per la sortita della donna ma Federica spiega… e alla fine li convince. Parla di acquistare i terreni circostanti, di costruire un museo naturale e un centro congressi, parla di sfruttamento dei diritti televisivi, di bigiotteria ad imitazione dei gioielli antichi, etc. Alla fine sono tutti convinti e si mettono al lavoro. Federica fa venire in aereo tre costosissime attrezzature da speleologi, complete di mute subacquee. I tre raggiungono il laghetto e si mettono al lavoro, ma la fatica è davvero estenuante. Virgilio nota sul fondo del lago i frammenti di alcune gigantesche stalattiti cave e capisce finalmente l'origine dei quattro fori : le quattro stalattiti, quando erano intatte, captavano l'acqua del fiume sotterraneo ogni volta che questo si ingrossava e la facevano sgorgare in superficie. Nel risucchio, ogni tanto, finiva qualche moneta d'oro, qualche piccolo gioiello e così…ecco spiegata la leggenda raccontata da Rafele ! Poi, un bel giorno, forse un terremoto o forse la pressione dell'acqua, le quattro stalattiti erano crollate e da allora la "fontana dei musici" non aveva più cantato. Comunque, intuizione a parte, Virgilio, Federica e Tonino si danno da fare per recuperare il tesoro ma capiscono ben presto che devono trovare una soluzione diversa. Allora Tonino costruisce un pollaio su uno dei buchi ( il ricovero camufferà un argano con il quale riportare alla superficie i gioielli) e tutto diventa più facile : al subacqueo di turno basterà riempire il cestello e avvisare di tirar su. Così, in breve, il tesoro è al sicuro. Nel frattempo viene fondata tra i tre una società, vengono acquistati i terreni circostanti ( è sempre Federica ad anticipare), vengono invitati studiosi e testimonials di fama mondiale ad una futura conferenza, per una strabiliante scoperta. Una volta recuperato il tesoro, Virgilio e Federica si concedono lo svago di una sciabicata in riva al mare di Caminia, in una tranquilla notte di luna. In quell'occasione la donna conosce i genitori di Virgilio e tutti gli amici pescatori, che vedono ormai in lei la futura moglie del giovane elettricista. Federica acquista anche una fabbrichetta di bigiotteria che, nel massimo segreto, comincia a produrre perfette imitazioni dai calchi dei gioielli originali. E infine, la ciliegina sulla torta. Un giorno una donna elegantissima si presenta all'ufficio protocollo della Presidenza del Consiglio : è Federica, che porta un simbolico dono al Presidente del Consiglio. L'addetto al protocollo deve aprire, per regolamento, il pacco perché questo ha fatto scattare il metal detector. Alla vista di un antico e preziosissimo diadema l'uomo sbianca, chiede permesso e scompare. Dopo un attimo arriva un funzionario per accogliere Federica. Dopo un mese esatto la conferenza : il sindaco di Montepaone ringrazia commosso i tre amici, grazie ai quali è stato scoperto l'inestimabile tesoro. Parla anche di un decreto legge appena varato, che stabilisce norme di tutela e salvaguardia per tutta la zona, affidando alla società fondata dai tre amici la gestione di tutto "l'indotto" creato. Nell'ultima scena si vedono Virgilio e Federica nel giardino del casale, ormai completamente restaurato. Lei chiede a Virgilio di accompagnarla, di lì a qualche giorno, al cimitero della bisnonna, alla quale deve tutto. Ma la visita riserverà una sorpresa… che forse conosceremo in un prossimo futuro..!