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MATRIMONIO & DIVORZIO : milleuno modi per unirsi e separarsi, visti dal cinema di ieri e di oggi | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Prima o poi capita a tutti, di sposarsi. O quanto meno di pensare al matrimonio. Siamo animali sociali e da soli, inutile negarlo, non si sta benissimo. Si sopravvive, certo, ci si diverte anche uscendo ogni sera con gli amici, facendo le ore piccole nei locali e nei ristoranti, ma al momento di rientrare a casa... E poi c'è l'amore, non scordiamocelo. Anzi, l'AMORE, quello che azzera la sudorazione, che ci fa sentire sciocchi e felici, quello che... Beh, insomma, a un certo punto ci guardiamo intorno e vediamo dietro di noi tante facce sorridenti ed emozionate che ci dicono "Vai ! Vai che è fatta !.." . E lei è lì accanto, con l'aria più felice e soddisfatta che le abbiamo mai visto, bellissima e raggiante. Il prete ci guarda e per noi comincia l'avventura più importante della vita. Come mai, dopo tutto questo spreco di felicità, più di una volta le cose finiscono male ? Un mio amico sardo, che non si è mai sposato, mi ripete sempre che "la vita è bella perchè è avariata.." Di motivi ce ne sono a milioni, basta ascoltare per un quarto d'ora l'immancabile separato/a della nostra schiera di amici e parenti e ne avremo fatto il pieno. Dalle corna ai piedi maleodoranti, dall'indifferenza alle botte per gelosia, c'è soltanto l'imbarazzo della scelta. La cosa che però non riusciamo sopratutto a spiegarci è come e perchè un sopravvissuto a tanto inferno trovi la forza e la voglia di continuare a cercare gli altri, con il malcelato desiderio di riprovarci. E' istinto animale o retroterra culturale ? Voglia di amore o piuttosto paura della solitudine? Chi lo sa ! E' certo che se da un canto il successo di un matrimonio si fonda su quelle due o tre immutabili ragioni come l'amore, il rispetto reciproco, etc., sono invece aumentate a dismisura le opportunità e le modalità di trasgressione al "sacro vincolo". Divorzio e non solo, insomma. Tornando a un quarto di secolo fa, quando la battaglia per il referendum sul divorzio divise l'Italia, viene da sorridere ripensando agli anatemi lanciati dagli antidivorzisti, che vedevano in quella legge la porta dell'inferno e invitavano i coniugi scontenti al sacrificio quotidiano del "quieto vivere". Oggi invece i "panni sporchi" non si lavano più in famiglia ma direttamente nella la lavanderia a gettone della tv, che sbatte le corna in prima pagina, purificandole sull'altare dell'auditel a basso costo di tanti (purtroppo..) reality shows nazionalpopolari. Oggi invece quando si dice "lui, lei, l'altro.." non sempre vuol dire che sia lei la fedigraga : l'omologazione gay, pur necessaria e legittima, ha creato infinite e disorientanti opportunità trasgressive sullo scenario della coppia eterosessuale. Inoltre, parlando di Italia, non può negarsi l'influenza profonda della cultura confessionale sulle scelte e i comportamenti delle coppie italiane. Se scorrete la filmografia proposta ( i links ai titoli collegano al database di Cinematografo.it) vi accorgerete come il tema del divorzio e della separazione, ancor più di quello del matrimonio, sia stato trattato per molto tempo con le "pinze". Negli anni immediatamente a ridosso del referendum sul divorzio (maggio 1974) notiamo un certo aumento dei titoli dedicati al tema, quasi sempre trattato con scabrosa pruriginosità, salvo qualche eccezione. Dovranno passare molti anni, diciamo decenni, per non trovare più questa provincialesca morbosità nel cinema nostrano. Naturalmente il fenomeno va declinato esclusivamente al femminile, perchè le scappatelle dei mariti han trovato sempre una giustificazione plausibile, nei secoli dei secoli amen. La (apparente) parità dei ruoli e il progressivo immeschinimento del sesso forte hanno restituito equilibrio e vitale creatività agli sceneggiatori di matrimoni e divorzi in celluloide, così da consentirci oggi di conoscere anche il club delle prime mogli. Ma attenzione, il terzo millennio non ha ancora abolito schiavitù, infibulazione, burqa e via dicendo. E il guaio è che del femminismo c'è oggi solo un vago ricordo. Chiedetelo a Maria De Filippi | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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