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CICCIO CANNAVO'

Giancarlo Giannini

 

 

 

 

 

 

 Mafioso, industriale, grande elettore (con brogli) del ministro Sermasi. Uomo volgare e violento, ha costruito un vero impero economico che comincia però a vacillare con la caduta della "prima repubblica". Ha molti interessi nel Sud Italia e anche all'estero. Possiede anche l'hotel "Donna Elvira", alla cui direzione sistema Gabriella, una ragazza che ha avuto un infanzia molto difficile (è vissuta in un bordello sulla Costa Azzurra, accanto alla madre che faceva il mestiere ). Lui l'ha presentata come la sua nipotina ma i maligni dicono che sia il frutto del peccato, visto che Ciccio Cannavò amava frequentare quel genere di locali. Il suo è naturalmente un nepotismo molto interessato, visto che probabilmente Gabriella gli è servita per agganciare a suo tempo il ministro, allora astro nascente della politica. Quando poi Paolo si è sistemato sposandosi e trasferendosi definitivamente a Roma, i contatti tra Cannavò e il ministro si sono molto diradati, così come anche è finita la relazione tra il ministro e Gabriellina. Ma la donna non ci sta e reclama il suo posto accanto a Paolo, costringendo lo zio a infliggerle la punizione del ritorno nel bordello materno. Lei preferirà, come vedremo, la morte, non prima di aver gettato fango sullo zio e sui suoi loschi affari. Il "voto di scambio" che lega Cannavò al ministro raggiungerà così la cronaca, aprendo per ambedue le porte del carcere

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