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 Paolo Sermasi (il ministro)

Massimo Ghini

 

 

 

 

 

 

 

 Bello e tenebroso, tipico rappresentante della "politica spettacolo". Il volto nuovo del potere, rassicurante e seduttivo ma non per questo necessariamente sincero. Paolo Sermasi nasce e vive in Calabria fino alle soglie dell'università, quando si trasferisce nella capitale. La sua è una famiglia benestante, il padre è un "barone della medicina", che vorrebbe fare del figlio un avvocato di grido, ma Paolo ha altre aspirazioni. Fiuta il profumo della politica e del potere e così già durante l'università si iscrive al partito di governo. Fa tutta la gavetta, partendo da "portaborse" del potente di turno, ma non tarda a farsi notare per la sua intelligenza e la sua personalità. In breve da portaborse diventa portavoce, poi arriva un sottosegretariato. Nel frattempo sposa la figlia del suo segretario di partito e da quel momento in poi diventa invincibile. La sua abilità nel procurare consenso (e voti) è riconosciuta da tutti nel partito e così al successivo rimpasto di governo si ritrova ministro. Il potere non gli da alla testa, ma vuole subito tagliare i ponti con un passato troppo retrivo e rivoluziona tutta la organizzazione. Chiama tutti i suoi "ragazzi" dello staff per nome, ma è pronto a punire e a licenziare in tronco chi non interpreta alla perfezione il suo pensiero (come accade all'addetto stampa Pregadio). Il suo fascino (o il suo potere..?) seduce Eva, che crede di vivere una grande storia d'amore. E forse all'inizio ci crede anche lui un po', ma non si farà scrupolo di utilizzare la donna (a insaputa di Eva) per procurarsi la partnership di un industriale olandese in un affare non proprio pulito. Il solito avviso di garanzia lo farà uscire di scena verso la fine della storia.

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