| CINEMA & BIOETICA | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Che cosa è la Bioetica ? Può entrare la bioetica nel cinema ? Tanto per cominciare, dovremmo subito capovolgere la domanda e chiederci piuttosto se il cinema sia in grado di volare così in alto, o meglio, così in profondità. Perchè la scienza bioetica, per quanto giovane, ha gli anni dell'uomo, e non è assolutamente una nicchia aristocratica. Le cronache e l'informazione probabilmente la dipingono così, per necessità di sintesi e forse anche per ignoranza. Quasi fosse una religione segreta, criptica, riservata agli inarrivabili scienziati, chiusi come monaci nei loro comitati etici a elaborare le risposte per i grandi interrogativi dell'umanità. Niente di più sbagliato, di più lontano dalla realtà. L'etica della vita, di questo groviglio infinito di sofferenze, di speranze e disillusioni che ciascuno di noi, a suo modo, è chiamato a risolvere giornalmente, è in realtà il pulsante della nostra coscienza che utilizziamo più frequentemente. Tutti, nessuno escluso. Perchè non è necessario introdursi in temi di largo respiro e interesse come la clonazione, l'eutanasia o l'aborto, la fame nel mondo o la mucca pazza. Se la bioetica fosse solo lì, avrebbe fallito ancor prima di cominciare. E' anzi fondamentale combattere la falsità di questa semplificazione, fuorviante e pericolosa. Chiediamoci per esempio perchè siamo costretti a leggere le etichette dei prodotti alimentari, per sapere se sono genuini o meno; a predisporci a pagare di più, oltre ai tickets e al prelievo fiscale già previsti, per assicurarci un consulto medico attendibile; ad espatriare addirittura, alla ricerca di mari lontani e incontaminati, se vogliamo tuffarci senza rischio di infezioni, e così via dicendo. La nostra civiltà consuma i bisogni secondari molto più in fretta di quanto provveda a soddisfarli, negandoci nello stesso tempo, ogni giorno di più, la soddisfazione dei bisogni veri, elementari, indispensabili, come l'aria da respirare, l'acqua da bere, un cibo sano e genuino. Una civiltà matrigna, che ci spinge a comprare sempre più automobili, salvo poi impedirci di usarle, causa inquinamento, proprio il giorno in cui potrebbero essere impiegate per lo svago e la famiglia. E mentre in questo modo si puniscono le vittime dell'inquinamento, nello stesso tempo si assolvono quanti quello stesso inquinamento hanno provocato, al prezzo di centinaia di morti, come è avvenuto recentemente in un processo a un colosso industriale del nord Italia, di cui forse si è parlato troppo poco. Ma è poi così vero che il progresso ha un suo prezzo, al punto che che per assicurarci a pranzo una fettina sana dobbiamo pagarci una tassa sopra, che per dissetarci dobbiamo rinunciare all'acqua del rubinetto ? Non è assurdo che mentre in USA cade l'ultimo baluardo religioso, quello del concepimento di una vergine con la riproduzione artificiale e costosissima dell'utero materno, nell'Africa più nera si continui a nascere senza controllo per poi morire di fame e di malattia, a causa della scarsità di cibo e medicine ? Gli esempi appena fatti sono forse ovvi, perchè riguardano strettamente il rapporto conflittuale tra etica e scienza. La bioetica però va oltre, esplora le problematiche della qualità della nostra vita non solo nella consueta prassi quotidiana, ma anche nelle interazioni profonde, a volte appena percepibili all'inizio, fra scienza e psiche. La rete internet, ad esempio, ha fatto il mondo piccolo piccolo, creando opportunità di contatto fra ogni angolo del pianeta. In realtà però, a ben guardare, tutto ciò non si è tradotto, tout court, in un miglioramento delle relazioni umane. Se navighiamo per le chat, i forum, le mailing list presenti a milioni sulla rete, percepiamo in realtà, il più delle volte, la presenza di innumerevoli solitudini, un po' come le "monadi" di Leibneitz, in cerca affannosa di un contatto che le gratifichi. La spersonalizzazione di un rapporto che protegge l'anonimato degli interlocutori dietro un "nickname" sconvolge spesso non solo le modalità del contatto stesso, ma perfino le motivazioni che conducono ad esse, creando una "parentesi virtuale" tanto più fuorviante dall'etica del contatto umano, quanto più essa è vasta e articolata. Età e sesso vengono spesso camuffati, in un groviglio infinito di combinazioni, divertenti e drammatiche al tempo stesso. Reale e Virtuale possono convivere, a condizione che non si smarrisca il senso dell'uno e dell'altro, come avviene in Matrix. Il cinema non da certo risposte scientifiche a tutte queste domande, ma occorre riconoscergli il merito di porle, talvolta anche molto efficacemente. Insomma salute e malattia, tecnologia virtuale e telematica e ora sempre più i temi bioetici attraversano la storia del cinema e l’attuale produzione cinematografica. Il cinema è per definizione sogno, immedesimazione, divertimento, tuttavia sa essere anche approfondimento, denuncia, descrizione dei dilemmi etici che sono propri di un tempo e di un luogo, dei fattori che identificano una comunità, le sue relazioni, i suoi sistemi di valori. Lo fa con quel tanto di casualità che troviamo sempre quando si ha a che fare con aspetti etici che stanno in molte nicchie della vita sia delle persone come delle collettività. Scandendo, attraverso le storie e le immagini, i momenti in cui si manifestano, negli estremi dell’esistenza umana come nella sua quotidianità. I film che hanno un contenuto bioetico sono, in fondo, una raccolta straordinaria di tanti “casi”. Essi sono assai utili per accedere e per capire meglio un campo di ricerca giovane come la bioetica. Vedere film, ragionare su queste pellicole, è anche un modo efficace per tentare di capire come si forma l’immaginario collettivo su argomenti che hanno assunto diffusione di massa. I temi con contenuto bioetico utilizzati nel cinema sono sempre più uno dei “motori”, spesso l’espediente degli espedienti, con i quali sono costruiti i soggetti di moltissimi film. Sono frequentemente un “a priori” per raccontare storie, passioni e morali. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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