OGNI COSCIENZA HA UN SUO INIZIO : Breve analisi introspettiva sull’universo di Guerre Stellari di Francesco Olivieri

   

Io comincerei subito, questo mio breve discorso incentrato sulla saga cinematografica di Star Wars, definendo questa grande ed importante serie di film di fantascienza come una "Space Opera esistenziale". Vedete, secondo il mio modesto parere George Lucas ha voluto, attraverso questa sua lunga e pur sempre molto meditata serie di lungometraggi, farci riflettere attentamente su tutti quei grandi perché morali e comportamentali che sono tipici del nostro mondo, e soprattutto del nostro tempo interiore. Domande universali di natura mistica e teologica come ad esempio l’esistenza di Dio, il libero arbitrio ed infine l’alleanza fra il potere supremo di Dio e suoi popoli. Tutto questo nel mondo della mitologia Lucasiana, trova la sua più naturale spiegazione all’interno di una forza onnipotente che quindi guida tanto i suoi popoli nella vittoria comune di una battaglia oppure di una guerra come anche nella vittoria interiore e quindi molto più personale della loro stessa vita. Insomma in poche parole Dio, da Lucas, è qui interpretato come una potentissima forza mistica che penetra negli animi degli uomini è lì aiuta (il libero arbitrio) a scegliere la propria strada, fra la ragione  ed il bene (l’Io ed il Super Io per Sigmund Freud), ed il male e l’istinto ( che si chiamano "Es" per il dottor. Freud, mentre secondo una più moderna, ma pur sempre molto pertinente accessione romanzata di Lucas, essi sono Il lato oscuro della forza, ossia il lato brutalmente istintivo della nostra coscienza umana.

  Questo per esaminare ed esaltare quindi come prima cosa all’interno della saga fantascientifica di Guerre Stellari l’aspetto sia mistico che religioso che sono legati all’intera vicenda. Inoltre, sempre all’interno di questa stessa sfera biblica viene evocata sia la figura del Messia, la quale venne prima identificata nella ambigua figura del fragile Anakin Skywalker, il quale nasce proprio come Gesù Cristo (per ammissione della stessa madre di Anakin il bambino è stato concepito senza padre..) e poi successivamente in quella certamente molto più forte ed eroica di suo figlio Luke, il vero e per ora unico eroe dell’intera saga, che quella del Faust, ( interpretata prima dalla figura di Darth Mul nella prima saga, e ovviamente dalle figure di Dark Vader, che è in realtà Anakin Skywalker, il padre di Luke e del Maligno impersonato dal suo imperatore Palpatine nella seconda saga).

 

 Ora invece, a proposito delle fonti letterarie che hanno dato al regista l’ispirazione emotiva per poter scrivere l’intera saga cinematografica, divisa originariamente in nove episodi (per ora ridotti a sei), si possono citare: la letteratura cavalleresca, la letteratura infantile, l’Amleto di Sir William Shakespeare e per finire la letteratura moderna, Kafka in particolare. Andiamo ad esaminarle nel dettaglio: La letteratura cavalleresca fornisce indubbiamente alla saga uno spiritualismo epico e classico che è tipico di un romanzo medievale. Difatti i Jedi nel corso della saga vengono definiti come "I guardiani della vecchia repubblica", ovvero come dei moderni cavalieri della tavola rotonda. Dalla tradizione carolingia e in particolare dal personaggio di Angelica, la forte e passionale protagonista dei poemi dell’Ariosto, Lucas ha preso certamente spunto per poter inquadrare perfettamente i suoi personaggi femminili (la regina Amidala ed in seguito la principessa  Leila Organa, figlia di Anakin ed Amidala e sorella gemella di di Luke Skywalker. Poi, per quel che riguarda invece sia l’Amleto di William Shakespeare che l’Ulisse di James Joyce, le citazioni nella saga sono piuttosto ricorrenti è vengono entrambe associate alle materializzazioni ed alle comunicazioni spirituali dei morti con i vivi (attraverso il flusso di coscienza ed il monologo interiore),che forniscono ad Amleto, come ad Anakin e più tardi anche a Luke, una guida spirituale che li possa consigliare nelle loro scelte e che lì possa anche istruire su come adoperare la loro energia interiore verso quelle stesse scelte. (degli esempi  di tali manifestazioni soprannaturali si verificano soltanto nel primo episodio della prima saga e negli episodi conclusivi, quelli più introspettivi, della seconda).  Infine nella letteratura infantile, cosi come in quella Kafkiana, i riferimenti sono di natura fiabesca oppure, al contrario, infernale. L’episodio I è  tutto di natura fiabesca e rivela le sue più tangibili analogie letterarie con i romanzi di Giulio Verne (la città acquatica) e quelli Mark Twain, (la personalità eroica ed insieme tenera e malinconica del piccolo Anakin Skaywalker). Mentre sia "L’impero colpisce ancora" che "Il ritorno dello Jedi", sono quasi esclusivamente immersi in una atmosfera da incubo, all’interno della quale la presenza del male è sempre  e comunque in agguato. Insomma, la saga ideata più di vent’anni fa dalla geniale mente di George Lucas non è, come vorrebbero farci credere alcuni critici, un sofisticato e fiabesco videogame per far battere le mani ai bambini in sala, bensì un colto atto di passione, ricco di riferimenti e di citazioni,  per lo spirito di un regista che  usa certo la tecnologia, ma soltanto come specchio visivo  delle proprie emozioni e dei propri sogni leggendari.

 

Francesco Olivieri