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“ESSERE GIOVANE O NON ESSERE GIOVANE.QUESTO E’ IL PROBLEMA !” |
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Di Francesco Olivieri Salve,
come state miei cari amici del web ? Oggi
io prendendo in prestito questo celebre passo dell’Amleto, che è
stato scritto ormai tanto tempo fa
da Sir William Shakespeare, ma che almeno secondo me
è sempre estremamente attuale, volevo porre alla vostra curiosa
e gentile attenzione un problema
che mi sembra decisamente importante : il problema del lavoro nel
cinema. Gli altri articoli (che trovate in questo elenco) da me finora
trattati riguardavano argomenti
abbastanza semplici come
ad esempio : i problemi dell’ Home video in Italia. Oppure le cause
che vi sono state all’origine dello sciopero dei nostri doppiatori
italiani, alle quali io ho cercato di proporvi anche una possibile
ipotesi di soluzione all’interno del mio secondo articolo. Bene, tutti
questi problemi hanno una stessa grande origine : la cultura
provinciale. Una
cultura individuale che ha quindi portato da sempre l’Italia a
desiderare l’Europa, senza mai raggiungerla. Ora però le cose sono o
dovrebbero essere cambiate visto che l’Italia è entrata anche lei
finalmente a far parte dell’UE. Anche se qui, il vero problema è un
problema ideologico, e cioè : l’Italia vuole fare parte
dell’Europa, ma senza voler avere per questo una mentalità totalmente
europea sia nel mondo del lavoro (qui si parla di cinema) che nel mondo
dell’istruzione o del commercio. In conclusione, malgrado la presenza
della nostra nuova madre Europa, esistono ancora troppe barriere
culturali e sociologiche sia per quanto riguarda l'aspetto
dell'istruzione che per quello puramente professionale. Ora,
però, in campi che sono cosi universalmente massmediologici come il
cinema e la televisione in
Italia, questi grandi e gravi handicap culturali non favoriscono di
certo un sano principio evolutivo ed intellettivo dello mondo e del modo
di fare spettacolo. In Italia per esempio sei hai delle buone idee, ma
sei troppo giovane ( 18 - 20 anni), vieni subito scartato, perché si
da per scontato che tu abbia poca esperienza per lavorare come
professionista. Mentre all’estero e soprattutto in America, il fatto
di essere giovane, almeno per chi voglia lavorare nel campo dello
spettacolo è quasi sempre considerato come un ottimo biglietto da
visita. Mentre a volte sempre negli Stati Uniti, chi ha delle buone
idee, ma e troppo maturo viene scartato. Un esempio ? Gli attori
Matt Damon e Ben Affreck, i quali ad appena 20 anni sono stati premiati
agli Oscar del 1998 per la migliore sceneggiatura del film indipendente
"Will Hunting" Genio ribelle. Mentre un’autrice americana
trentacinquenne creatrice della famosa Sit.com "Felicity" ha dovuto
togliersi 10 anni per poter realizzare il suo sogno. Insomma sia in
Italia che all’estero si riconosce il talento, ma questo stesso
talento si antepone molto spesso la discriminatoria questione dell’età
intesa troppo spesso come una possibile misurazione di esperienza e di
fascino, dimenticandosi sempre più spesso che la prima ed unica vera
scuola sia per il talento che per fare esperienza è la passione. Francesco
Olivieri |